Pubblicità

guerra, capitalismo e libertà: banksy in mostra a roma

Esposte a Palazzo Cipolla 150 opere del controverso street-artist inglese di cui nessuno conosce la vera identità'.

di Marica Bartoli
|
23 maggio 2016, 10:55pm

Banksy, street-artist inglese dalla fama globale di cui nessuno conosce l'identità, sarà protagonista a Roma della mostra ''Guerra Capitalismo e Libertà'', la più feconda a lui mai dedicata, ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, a Palazzo Cipolla dal 24 maggio al 4 settembre 2016.

Saranno 150 le opere esposte, provenienti da collezioni private internazionali e ''non strappate dai muri'': dipinti, sculture, stencils, 50 copertine di dischi e oggetti rari, molti dei quali mai esposti in precedenza. Una geo-costellazione che ha influenzato enormemente la scena artistica, costantemente attraversata da tensioni politiche, questioni sociali, dubbi esistenziali, ma con un soffio di poesia. I suoi soggetti sono: maxi-topi innamorati, underground con occhialoni in 3D o ancora militarizzati e muniti di radar; ragazze che abbracciano pericolosissime bombe pronte a esplodere; aborigeni a caccia di carrelli da supermarket; paesaggi idilliaci squarciati da sprazzi di vernice spray e tre scimmioni dall'aria arguta che dichiarano al mondo: ''Ridete adesso che un giorno saremo noi a comandare''.

La fama dell'artista originario di Bristol va di pari passo con il mistero che lo circonda. È il genio indiscusso della street art che punta a smascherare la cattiva coscienza del capitalismo globale, ridicolizzandola sui muri delle città. La scelta di non voler essere identificato è una strategia precisa per dar voce all'uomo che strepita il suo NO alla guerra, verso un'agognata libertà. Il suo anonimo anticonformismo spiega la difficoltà a inquadrarlo come artista; proprio per questo, non è mai stata esposta, all'interno di un museo privato, una rassegna delle sue opere. La sua è un'arte urbana controversa, che stupisce, fa sorridere, ma anche riflettere.

''Questa esposizione -precisa Emmanuele Emanuele- è il perfetto e naturale coronamento del percorso che, con la Fondazione Terzo Pilastro, ho voluto intraprendere, già da qualche tempo, al fine di dare voce ad una modalità di espressione - la street art, appunto - che porta l'arte fuori dai musei e la riversa nei luoghi alla portata di tutti, la rende parte del nostro vivere quotidiano. Un fenomeno non accademico, ma vivo e vitale, che ho conosciuto nei miei anni giovanili a Los Angeles e Miami e di cui ho immediatamente intuito la grande portata e l'eccezionale efficacia comunicativa''. (ndr)

Sempre al centro del mirino, glorificato o ferocemente criticato a seconda delle occasioni: questo è il destino di Banksy. Quello dell'artista metropolitano outsider che, spiegano i curatori, ''vuole dare voce alle masse e a chi, altrimenti, non sarebbe ascoltato da nessuno''.

fondazioneterzopilastro.it

warcapitalismandliberty.org

Crediti


Testo Marica Bartoli
Foto su gentile concessione Ufficio Stampa Fondazione Terzo Pilastro, Roma