esclusivo: sulla strada con kim jones per la sua nuova collaborazione con nikelab

i-D ha incontrato Kim Jones durante un piovoso pomeriggio londinese per scoprire cosa si cela dietro la sua prima collaborazione con NikeLab e perché il comfort è la definizione di lusso dell'epoca contemporanea.

di Giorgia Baschirotto
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14 luglio 2016, 2:00pm

È un ordinario pomeriggio uggioso quando incontro Kim Jones a Soho, Londra, città natale di un designer che forse come nessun altro si sente cittadino del mondo. "Se oggi dovessi andare a correre ascolterei sicuramente techno," afferma risoluto, ed è esattamente ciò che ti aspetteresti da chi custodisce un eccentrico archivio con tesori risalenti all'edonistica scena clubbing anni '80 dell'East London, affiancati da una collezione di circa 600 paia di sneakers.

Il direttore creativo della linea uomo di Louis Vuitton, cresciuto oscillando tra la passione per lo streetwear e Leigh Bowery, viene spesso encomiato per essere riuscito ad infondere lo street style nell'alta moda, influendo sul nostro modo di vivere oggi la moda maschile. "Unire il lusso alla funzionalità è qualcosa che ho sempre fatto, il comfort è la chiave per il consumatore," racconta in riferimento al successo dello sportswear e al valore che la comodità ha acquisito negli ultimi anni. "Questo vale soprattutto per l'uomo: quando comprano cercano qualcosa di pratico. Le donne guardano prima l'estetica e poi toccano il prodotto, con gli uomini avviene esattamente il contrario," osserva il designer, tastando una delle creazioni nate dalla sua ultima collaborazione, quella con NikeLab in occasione di NikeLab Summer of Sport. "Per questa collezione mi sono lasciato ispirare da alcuni dei miei pezzi Nike preferiti, come le Air Max 95," racconta, "abbiamo ripreso i colori di quel modello e li abbiamo mescolati ad altri più neutri per applicarli a capi differenti. Le sneakers sono sempre state una mia fissazione, e ora le apprezzo soprattuto per il loro lato tecnologico in continua evoluzione, anche se devo ammettere che non sono mai stato un grande sportivo, ma questo è dovuto anche dal fatto che il mio lavoro è abbastanza totalizzante." 

Jones, un runner del mondo della moda che ha saputo precedere molti dei colleghi dell'industria, è costantemente in movimento, e, tra un meeting e una sfilata, riesce a passare da un capo all'altro del mondo, costantemente alla ricerca d'ispirazione. Dal Rajasthan a Shima, dalle Galapagos all'Isola di Komodo in Indonesia - la sua prossima tappa - l'identità del designer è indissolubilmente legata al viaggio, il quale non poteva non influenzare questa collaborazione. "Quando io e NikeLab abbiamo dato vita alla collezione abbiamo pensato agli atleti in viaggio verso le Olimpiadi di Rio; per loro è una fase davvero stressante perciò hanno bisogno di un bagaglio a mano funzionale, come questa borsa che ha uno spazio dedicato a tutto, " spiega animatamente, elencando tutti gli oggetti che non possono mancare durante una sua trasferta. "Quando non mi trovo ad esplorare il mondo, la mia giornata tipo consiste nel correre da un edificio all'altro, è un susseguirsi di riunioni," racconta Jones parlando della sua routine, "sono sempre in attività, e non posso fare a meno di pensare all'importanza del sentirsi a proprio agio. Lo sportswear, per l'atleta come per il consumatore, è la risposta ad un bisogno crescente." 

La praticità e l'adattabilità dei capi e degli accessori trasformativi è un qualcosa a cui Jones ci ha abituati con Louis Vuitton, e sono diventati una costante nelle sue collezioni per la casa di moda francese e perfettamente in linea con l'identità di giramondo iscritta nel DNA del brand. "Ciò che faccio è sempre molto personale," spiega, mentre racconta di come lavorare alla collezione per Nikelab gli abbia fatto tornare alla mente i tempi in cui girava con la BMX nell'East London. "Tuttavia, nonostante io includa le mie esperienze personali, metto sempre il brand e la sua sua natura al primo posto, ciò che sono io viene dopo." 

Sta forse proprio nel riuscire a far emergere quei suoi lati che meglio si avvicinano alle necessità del brand la vera forza di Jones, capace di immergersi nella storia di un marchio per ritrovare parti di se stesso. E se nell'ultima collezione per Vuitton c'è la sua infanzia in Africa tra "piccole lucertole, serpenti ed elefanti" unita all'eredità punk londinese, Jones guarda al passato con l'entusiasmo di volare verso il futuro, evolvendosi assieme al volto del brand e al mondo circostante. Come Nicolas Ghesquière, sempre abile nell'abbracciare le trasformazioni culturali, ha schierato Jaden Smith per la campagna primavera/estate 16, anche Jones, forte dell'influenza che hanno esercitato su di lui la stravaganza dei gender bender delle sottoculture LGBT e la fluidità dello streetwear, si dice aperto al cambiamento per quando riguarda l'evoluzione del nostro approccio al genere. "La collezione realizzata con NikeLab è unisex, " precisa, "Sono aperto ad ogni possibilità e trovo che il gender sia irrilevante, e con ciò non voglio dire che non abbia un valore, ma che ha perso di importanza," continua con il suo tono pacato. "Ho amici che indossano i jeans skinny delle loro fidanzate, che a loro volta rubano capi baggy dai loro armadi. Non ha importanza il genere che attribuiamo agli abiti, l'unica cosa davvero importante è mettersi comodi."   


NikeLab x Kim Jones: Packable Sport Style collection sarà disponibile dal 23 luglio su nike.com/nikelab e nei negozi selezionati NikeLab.

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto su gentile concessione di NikeLab

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