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vi presentiamo jusher avain

Ogni fotografo ha la sua storia da raccontare, e un modo unico di narrarla. Guardiamo il mondo attraverso gli occhi di una nuovissima generazione di creativi.

di Gloria Maria Cappelletti
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14 marzo 2017, 6:25am

Raccontaci qualcosa di te e del posto in cui sei cresciuto.
Mi chiamo Jusher Avain, ho 23 anni appena compiuti e una grandissima passione per la fotografia. Sono nato in Brasile, in una zona non proprio bellissima, sono cresciuto con le mie due sorelle maggiori tra povertà e gang che si sparavano per le strade, quindi posso dire di aver avuto un'infanzia molto particolare nonché turbolenta, sono stato sballottato qua e la dai miei parenti perchè non avevamo una casa fissa. Sono arrivato in Svizzera a Lugano all'età di 7 anni, ho avuto molti problemi di adattamento, i miei compagni mi prendevano in giro e le cose si facevano spesso problematiche, sono stati anni molto duri e di solitudine. Mi sentivo fragile, ma sono esperienze che mi sono servite. Lo scorso ottobre mi sono trasferito a Milano.

Come sei entrato in contatto con la fotografia?
Quando avevo 5 anni mia madre aveva una macchina fotografica che portava sempre con se, ogni tanto gliela prendevo e scattavo. Tra gli album di famiglia si possono vedere svariati scatti molto strani, alcuni davvero brutti fatti da me a 5 anni. Ho continuato un po' per gioco a scattare ma sapevo che c'era di più, ricordo ancora il giorno in cui i miei mi regalarono una reflex, ero emozionatissimo, ho passato giornate a fotografare il mio quartiere e confesso che a volte dormivo con la mia macchina fotografica vicina perchè avevo paura che qualcuno me la rubasse nella notte.

Cosa ti attira di questo medium?
La fotografia per me è pura poesia, ho questa forte passione da quando ero bambino. Mi attira l'attimo che posso catturare in eterno, mi piace pensare che un giorno rivedendo i miei scatti mi ricorderò delle persone che frequentavo, cosa abbiamo fatto quel giorno e cosa passavamo in quel periodo della nostra esistenza, posso dire che per me la fotografia è respiro, nonché la mia vita.

Dove e come hai imparato a fotografare?
Ho imparato a fotografare da solo, a Lugano, tra un pomeriggio e l'altro subito dopo scuola, passavo ore ed ore a frugare tra le impostazioni per capire a cosa servivano i tasti. Chiamavo i miei amici ed uscivo per strada a fotografarli, e da li piano piano ho iniziato a migliorare. Ancora non mi reputo un gran fotografo, voglio continuare a crescere e arrivare ancora più in alto!

Chi o cosa t'ispira?
Mi ispirano i giovani, siamo noi la mia ispirazione più grande. Sono in un momento così delicato eppure così potente della mia vita, guardo il mondo ogni giorno come se fosse l'ultima volta, ho avuto brutte esperienze in passato ed ora mi godo ogni giorno al meglio. Scatto attimi tra un sorriso ed una lacrima e tutto questo sempre insieme ai miei amici.

Come descriveresti la tua estetica?
La mia estetica... potrei definirla in poche parole ma questo per me sarebbe come sminuire il mio punto di vista o ciò che realmente penso. Le immagini sono sentimenti tradotti dall'occhio, sentimenti che non puoi spiegare ma puoi sentire, quasi toccare con mano.

Il momento più importante della tua carriera fino ad ora?
Sicuramente uno dei momenti più importanti per me è questo, ho sempre amato i-D sono cresciuto con voi e infatti per me questa intervista è davvero un immenso piacere, quando ho letto l'email ero incredulo e ancora mi fa uno strano effetto pensarlo... sarà una di quelle esperienze che porterò nel cuore! Ricordo quando andavo in edicola con mia madre e le dicevo: 'mamma guarda, un giorno sarò io a fotografare per questa rivista!' Lei mi guardava con quegli occhi brillanti e mi diceva che era sicura che ci sarei finito, bastava crederci, mi ha sempre appoggiato e creduto in me quando tutti mi buttavano a terra e vorrei ringraziarla per tutto l'amore e pazienza che mi ha dato sino ad oggi, grazie mamma!

Chi è il fotografo che ammiri di più?
Uno dei fotografi che più mi ha colpito è di sicuro Robert Mapplethorpe, è stato un fotografo davvero unico e ammiro i lavori che ha fatto alla mia età, ho letto alcuni libri e visto video che spiegano la sua vita. Avrei tanto voluto conoscerlo e capire cosa ci fosse in quella bellissima mente.

Dove ti piacerebbe scattare nel mondo?
Mi piacerebbe scattare tutto il mondo, sinceramente. Vedere realtà diverse da quella in cui sono abituato a vivere, vedere i giovani e immortalare le loro diversità, vorrei scattare in una grande città come New York oppure nelle periferie di Parigi, i cunicoli di Londra e i colori dell'India, voglio questo e molto più, voglio incontrare giovani che abbiano voglia di cambiare il mondo e renderlo un posto migliore.

Dove cerchi l'ispirazione?
Ovunque. Ogni tanto i miei amici si stufano di sentirmi parlare di fotografia, ma vedo foto in ogni dove, vado a casa di persone che magari nemmeno conosco bene e inizio a scattare. In fondo lo so che apprezzano, fa sempre piacere avere qualcuno che scatta al tuo fianco, un giorno mi ringrazieranno o almeno credo.

Con chi ti piacerebbe collaborare?
Mi piacerebbe collaborare con alcuni giovani fotografi che ho visto recentemente, voglio lavorare con persone che abbiano voglia di dire qualcosa. Ci sono riviste che ammiro molto come DAZED, L'Officiel, Fucking young ecc, perchè i fotografi che ci lavorano sono veramente interessanti e hanno questo spirito giovane che ammiro! Niente però batte i-D per me e sono serio, non ci sono paragoni per le tematiche che vengono trattate su i-D, voi siete la voce dei giovani ed è per questa ragione che vi seguo da così tanto!

Per cosa ti batti?
Mi batto per un mondo migliore, voglio far capire alle persone che con l'odio, il razzismo, la guerra, l'omofobia e via dicendo, non si arriverà da nessuna parte. Dobbiamo vivere in armonia ed essere positivi accettandoci con i nostri pregi e difetti, oggi c'è troppo odio ma dobbiamo essere forti, mostrare il nostro sorriso e portarlo in giro come la nostra più grande arma. Sono sicuro che presto ci saranno grandi cambiamenti.

Quali sono le tue speranze e i tuoi sogni per il futuro?
Che bella domanda. Spero di poter aiutare la mia famiglia con tutto l'amore e forza che ho, hanno fatto così tanto per me. Abbiamo passato un brutto periodo ma ci stiamo rialzando e sono convinto che tutto andrà meglio. Il mio più grande sogno è quello di essere un fotografo per condividere i miei pensieri e la mia visione del mondo. Voglio anche aiutare le persone in qualsiasi modo, sento che devo farlo ed è ciò che farò, non so che strada prenderò e non so come ci arriverò ma sono sicuro che questo è il mio obiettivo di vita.

Crediti


Foto Jusher Avain