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taglio vivo e tensione fragile: abbiamo incontrato damir doma nel backstage del suo show

È da tempo che seguiamo il gioco degli opposti alla ricerca di equilibrio magistralmente diretto da ​Damir Doma. E per l'autunno/inverno 16/17 l'obbiettivo di perfetta armonia sembra essere stato raggiunto.

di Eloisa Reverie Vezzosi
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29 febbraio 2016, 4:55pm

Foto Andrea Buccella

È da tempo che seguiamo il gioco degli opposti alla ricerca di equilibrio magistralmente diretto da Damir Doma, e per l'autunno/inverno 16/17 l'obbiettivo di perfetta armonia sembra essere stato raggiunto. Dopo il suo trasferimento a Milano e la sua prima sfilata donna dello scorso settembre, domenica 28 febbraio l'eclettico designer ha dimostrato di aver trovato la sua dimensione. Se la donna che Damir Doma ha portato in passerella è per definizione "alla ricerca di sensibilità e ricercatezza", è "maturità" la terza parola che bisogna aggiungere per descrivere la collezione. Nello spazio industriale di Via Ventura 15, il concerto live dei Killing Sound ha accompagnato l'incedere delle modelle che, passo dopo passo, si allontanavano dallo specchio che distorceva e insieme rifletteva il loro percorso. Luce e ombra, solidità e fluidità, maschile e femminile: Damir Doma ha costruito una nuova dimensione. L'abbiamo intervistato per saperne di più.

La tua moda è ricerca. Come riesci a difendere questo aspetto delle tue creazioni in un mondo sempre più dipendente dal fast fashion? 
È divertente che questa domanda mi venga rivolta oggi che mi sento molto forte e soddisfatto della mia collezione. Non mi piace guardare cosa c'è fuori. Preferisco osservare il mio passato e progettare rivolgendomi al futuro. Non ho indagato niente al di fuori di me. Ho riflettuto su me stesso e sulla mia individualità.

Cosa pensi del dibattito legato al mondo della moda e alla rivoluzione che sembra cominciata?
È da almeno quattro anni che sentiamo parlare di cambiamenti. La materia non è nuova ma forse adesso è arrivato il momento giusto per metterli in atto. Penso che ciascun brand abbia la propria soluzione e che non esista pertanto un'unica risposta. Adesso forse la rivoluzione avverrà davvero.

Come riassumeresti la tua collezione?
Il contrasto tra maschile e femminile è sempre stato un tema centrale dei miei lavori. Ma sento di aver raggiunto adesso un pieno equilibrio. I primi capi che hanno sfilato sono estremamente maschili, gli ultimi invece sono fortemente femminili. Basta osservare il procedere dalle giacche agli abiti. Anche per quanto riguarda la selezione dei materiali c'è stata una grande evoluzione.

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Foto Andrea Buccella