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la bigotta, la tattoo artist surrealista che ha affascinato jil sander

i-D ha incontrato Anna Neudecker e i suoi bizzarri personaggi e abbiamo parlato del rapporto tra moda e tatuaggio, della collaborazione dell'artista con Jil Sander e di cosa si nasconde dietro la nostra passione per il vintage.

di Giorgia Baschirotto
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22 ottobre 2015, 9:15am

Uomini con la testa di squalo, conchiglie con gambe di donna, manichini con code di sirena: i soggetti tatuati da Anna Neudecker sembrano i personaggi di una favola surrealista. Proprio come antiche incisioni in bianco e nero, rare e singolari, i lavori di Anna, in arte La Bigotta, sono pezzi unici. "Quando tatuo un soggetto apparterrà solo a quella persona" mi spiega, proprio come gli oggetti vintage da collezione che le piace scovare nei mercatini. "Possedere qualcosa di unico è più romantico," prosegue. E un'anima romantica si nasconde tra le linee e i chiaroscuri dei suoi tatuaggi, coniugando modernità e epoca vittoriana, minimalismo e fascino gotico.
L'universo visivo di Anna, che ricorda a tratti le illustrazioni di Grandville e John Tenniel, ha conquistato anche l'eclettica casa di moda tedesca Jil Sander, la quale ha chiesto all'artista di collaborare alla creazione di una borsa in pelle che è stata poi venduta a New York durante un'asta di beneficienza. L'accessorio tatuato da Anna è stato ribattezzato One of a kind View Bag, un oggetto unico nel suo genere, proprio come le creazioni di questa artista.
i-D l'ha incontrata a Milano, dove si è da poco trasferita - la potete ora trovare al Backyard Electric Tattooing - per parlare della sua carriera nella moda, del suo amore per il vintage, e di come sono nati i suoi soggetti kafkiani e spesso bizzarri.

Foto via @labigotta

Perché hai scelto come nome da tattoo artist La Bigotta e cosa ci dice su di te?
Il nome La Bigotta nasce perché il mio cognome, essendo tedesco, per molti è piuttosto complicato da memorizzare. Quando ho iniziato a fare questo lavoro la gente mi chiedeva come trovarmi su Facebook o Instagram e appena lo pronunciavo andavano tutti nel panico! Ho deciso così di trovare un nome facile da ricordare e che in qualche modo mi rappresentasse. Io adoro i contrasti, e sono tutto a parte bigotta! Ecco come è nato il nome.

Come hai scoperto di voler intraprendere questa strada?
Prima di arrivare al tatuaggio ho fatto moltissimi altri lavori. Io nasco come restauratrice, ero abituata a lavorare su affreschi del Seicento, quindi avevo una grande responsabilità e ho imparato ad avere la mano molto ferma. Dopodiché ho abbandonato questo mondo per dedicarmi alla moda. Per 4 anni ho avuto un mio marchio, si chiamava Mononoke. Io e la mia collega avevamo un piccolo laboratorio di moda e ci occupavamo noi di tutto, creando gli abiti da zero. Poi però, a 29 anni, mi sono ritrovata un po' spaesata, avevo fatto tante cose ma era il momento di iniziare un nuovo percorso.

L'idea del tatuaggio è nata perché alla fine del mio percorso nella moda ho iniziato a disegnare insetti su alcune vecchie camicie di seta vintage. Un giorno un cliente mi disse, "Ma quanto sono belli questi insetti! Perché non provi a tatuarli?". Io non avevo mai preso in considerazione questa idea, nonostante fossi sempre stata un'appassionata di tatuaggi. Per i miei 30 anni mio marito e la mia migliore amica mi regalarono il kit completo. Da quel momento ho iniziato a tatuare me stessa a gli amici. Dopo circa 6 mesi un amico tatuatore che stimo molto mi ha consigliato di creare uno stile tutto mio, innovativo, nuovo. Ed è nata così la mia arte.

Foto via @labigotta

I tuoi tatuaggi e i tuoi disegni hanno un'anima surrealista. Come è nata l'idea per questo stile così peculiare e quali sono le tue maggiori influenze?
Il mio stile si ispira all'età vittoriana, spesso è un po' cupo, è intriso di metafore, ci sono molti significati dietro a questi disegni. L'artista che più mi influenza è un artista francese del 1800, Grandville. Chi lo conosce coglie subito le nostre similitudini, mi aiuto spesso con i suoi libri quando ho bisogno di ispirazione. Mi piace moltissimo anche Magritte e la corrente surrealista, ma non utilizzo i colori perché prediligo lo stile dark e minimale. Inoltre, spesso trovo l'ispirazione grazie a vecchie stampe che trovo spesso nei mercatini. Oltre a questi strani personaggi, questi uomini con teste di animale, mi dedico anche una versione più grafica dei miei tatuaggi, più commerciale si potrebbe dire. Lo stile è molto richiesto, e grazie ad esso sono nate anche molte collaborazioni.

Una di queste è quella con Jil Sander. Com'è nata questa collaborazione?
Un giorno ho ricevuto una mail che mi ha sorpresa molto. Era da parte della PR di Jil Sander, e mi chiesero di tatuare una loro borsa. Essendo anche un'appassionata di moda era l'occasione perfetta. Abbiamo affrontato assieme questa avventura con moltissimo entusiasmo, abbiamo girato un video nel loro atelier mentre tatuavo una borsa, la quale è stata poi spedita a New York e venduta all'asta in un negozio di Jil Sander in occasione di un evento di beneficienza. È stata un'esperienza bellissima e spero ce ne saranno altre simili in futuro.

Vorresti collaborare anche con altri marchi?
Moltissimo, le collaborazioni mi piacciono molto. Ho collaborato anche con Nove25 per cui ho disegnato una linea di gioielli. Un mio sogno sarebbe quello di disegnare tessuti e che vengano poi utilizzati per creare degli abiti da una casa di moda.

Foto via @labigotta

Perché secondo te nella moda, nella fotografia, e anche nell'arte del tatuaggio c'è questo ritorno al vintage?
Forse perché non ci piace il nostro presente? È davvero una bella domanda. Ci riflettevo ieri osservando la mia casa, che è piena di oggetti che ho scovato nei mercatini. Siamo alla ricerca di qualcosa che sia più personale, che abbia una storia da raccontare. Avere un oggetto non nuovo è più romantico.

Il tatuaggio ha fatto parte per molto tempo dell'immaginario underground, ma ora è diventato un vero e proprio trend. Cosa ne pensi di questa evoluzione?
Il mondo del tatuaggio è cambiato radicalmente negli ultimi 10 anni. Ora il tatuatore viene rispettato come artista, non è più solo un esecutore. Un tempo andavi in uno studio e sceglievi un disegno da un book, invece ora, dato che siamo più esigenti, vogliamo cose nuove, pezzi unici, ci aspettiamo che un tatuatore abbia uno stile riconoscibile, che sia originale. Anni fa forse non mi sarei nemmeno avvicinata a questo mondo, proprio perché mi sento molto più artista, illustratrice che tatuatrice. L'altra novità è che i tatuatori iniziano a fare mostre. Ne ho fatte molte a Roma, e ora che mi sono trasferita qui non vedo l'ora di farne anche a Milano! 10 anni forse non mi sarei avvicinata a questo mondo, proprio perché mi sento molto più artista, illustratrice che tatuatrice. 

@labigotta

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto Alessio Costantino

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