liberi come i the garden

Abbiamo incontrato i gemelli californiani Wyatt e Fletcher Shears, il più potente e interessante duo punk del momento. Il 12 maggio suoneranno a Firenze e in anteprima ci hanno raccontato il loro "The Garden" senza limiti.

di Eloisa Reverie Vezzosi
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08 maggio 2015, 8:40am

I gemelli californiani Wyatt e Fletcher Shears sono i The Garden, il più potente e interessante duo punk del momento. Per essere precisi, il loro genere è il "Vada Vada", un sound "distorto" ma contemporaneamente diritto, senza limiti e libero da restrizioni e vecchie ideologie: proprio come loro, che di definizioni non vogliono minimamente sentir parlare.

Sono figli d'arte, loro padre ha fatto parte di due band punk, i Final Conflict e gli Shattered Faith, e li ha iniziati alla musica. Tutto il resto l'hanno fatto da soli. Rappresentano una generazione curiosa di ascoltatori musicali devoti a qualsiasi nuova divinità musicale, pronti ad essere travolti da una pari dose di "irriverenza punk" e "furia scatenata".

Stanno girando l'Europa in tour e abbiamo deciso di incontrarli prima della loro tappa italiana del 12 maggio per parlare con loro del punk, che non è morto ma in evoluzione, dell'origine del loro sound, dei loro show che sono forme d'arte e perché volevamo capire come due giovani ribelli possano cantare che "everything is perfect".

Definite il vostro un genere "disgregate" etichettandolo come "Vada vada". Potete spiegarci meglio la filosofia che si cela dietro alla vostra musica?
W: Vada Vada rappresenta la creatività genuina, e simboleggia un modo di pensare libero, senza classificazioni o definizioni di genere. È essere ciò che vuoi essere, indipendentemente da ciò che gli altri dicono. 

Da dove nasce il nome della vostra band?
F: Sinceramente, proprio dal nulla. Ma acquista significato in base a quello che adesso stiamo facendo e come stiamo vivendo le nostre vite. Forse era destino.
W: "The Garden" rappresenta il processo di evoluzione di questo progetto. Tecnicamente siamo delle piante... Musicalmente, stiamo continuando a crescere diventando qualcosa di più puro. Non ci sarà mai un risultato finale. 

Siete d'accordo con chi definisce la vostra "irriverenza punk"? E come secondo voi il punk può continuare a vivere?
F: Non ho mai trovato la nostra musica o attitudine "irriverente". Siamo soltanto persone con le menti molto aperte. 
W: Riesco bene a vedere dove si trovano cenni di irriverenza, e questo è assolutamente comprensibile. Penso sia una sorta di 50/50.
Per quanto riguarda il punk in generale, le persone dovrebbero semplicemente ripetere il passato e cercare di evolvere. 

Fratelli gemelli e musicisti fuori dagli schemi: com'è il vostro rapporto l'uno con l'altro? Pro e contro?
F: Siamo fratelli. Non importa cosa succede, sappiamo che ciascuno di noi potrà sempre contare sull'altro. 
W: Non bisogna mai smettere di comunicare, se questo avvenisse, il nostro legame non sarebbe più così forte. Comunque noi siamo soddisfatti e vorremmo continuare a far funzionare così le cose.

Come descrivereste il vostro album "The Life And Times Of A Paperclip" ?
F: Questo album è un misto di suoni intermittenti e insistenti uniti a toni più rilassati e sarcastici. Più affine a canzoni con tempi stretti. Nato da un diverso processo creativo. Il nostro prossimo album continuerà su questa strada e rappresenta il nostro andare avanti. 
W: Questo album ruota intorno alla personificazione degli oggetti, e duro sarcasmo. È assolutamente insistente e non ti fa perdere tempo. 

Il 12 maggio sarete a Firenze. Poi il vostro tour vi porterà in città come Vienna, Parigi e Berlino. Cosa pensate dell'Europa? Quale città meglio rispecchia la vostra idea di musica e qual è quella che più vi incuriosisce?
F: Siamo spesso stati in tour in Europa negli ultimi 3 anni e per me resta un posto dove costantemente desidero tornare. Non sono sicuro che ci sia una città che rappresenti la nostra musica. Vorrei andare ad Hanoi, St. Pietroburgo o Islanda. Solo per fare alcuni nomi.
W: Abbiamo girato abbastanza l'Europa. Ci ha regalato un sacco di ricordi e colori. Non so bene dove vorrei ancora andare. 

Com'è stato posare per l'autunno/inverno 13 di Saint Laurent sia per la sfilata che per la campagna? 
F: È stata un'esperienza grandiosa, sono contento di averla fatta. 
W: Saint Laurent è stato un incontro importante, soprattutto per noi così giovani. Penso siamo stati fortunati. Sono anch'io assolutamente felice di aver avuto questa possibilità.

Durante i vostri concerti riuscite a creare un'alchimia e un particolare legame col pubblico, "a friendly war zone". Cosa significa per voi il momento dello show? Si tratta di una performance artistica o di un momento "privato" con gli spettatori?
F: Non esistono due spettacoli uguali per noi. L'esibizione per me è semplicemente un concentrato di pura energia, mostra all'esterno ciò che abbiamo dentro, e la folla può decidere per certo di seguirci oppure no, ed è sempre diversa. 
W: Per noi, sta tutto nel creare una connessione e riuscire a mantenere l'attenzione. Mi piacerebbe che ci fosse qualcuno tra il pubblico che uscito dallo show se ne andasse con idee nuove. 

Come vostro padre ha influenzato la vostra formazione musicale?
F: Ha influenzato la nostra musica e in un certo senso ci ha iniziato. Anche soltanto per il fatto di presentarci band sin da piccoli, etc... 

Prossimi progetti imminenti?
F: Abbiamo appena finito di registrare la seconda parte del nostro LP. Continueremo a concentrarci su questo e poi aumenteremo le date del tour. 

thegardentwins.com

Il 12 maggio suoneranno a Firenze.

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi

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