com'è crescere nelle città di provincia dell'irlanda?

Doug Dubois ha passato sei anni documentando la piccola comunità di giovani irlandesi che sono cresciuti nel bel mezzo della crisi economica.

di i-D Staff
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27 ottobre 2015, 9:40am

Dean Shows his Tat, Russell Heights, Cobh, Ireland, 2009

Che si tratti de Il Giovane Holden o de Il Giardino delle Vergini Suicide, ogni generazione ha il suo modo di affrontare quel momento in cui si supera la soglia dell'adolescenza.
Sei anni fa, quando l'economia irlandese è entrata in crisi, il fotografo americano Doug Dubois è stato invitato a passare un mese presso il Sirius Arts Centre, situato in una piccola cittadina chiamata Cobh, nel sud-ovest dell'Irlanda. Doug ha tentato di scattare una serie di foto che documentano la crisi economica, ma la comunità colpita non collaborava. "In Irlanda le imprese appaltatrici si occupavano della costruzione di nuovi edifici, ma c'erano ancora molte abitazioni vuote e in molti casi i lavori non erano stati ancora ultimati," ci ha spiegato. "Ho provato a scattare alcune foto delle costruzioni più recenti, ma tutto ciò non mi stava portando a niente. Come potrete dedurre quello era un momento piuttosto brutto per l'Irlanda. L'economia era entrata in crisi e tutti erano sul lastrico."

Dopo aver trascorso due settimane in quel posto, Doug, senza nessuna nuova idea, era pronto per tornare a casa. Ma appena arrivato nella cittadina aveva chiesto al direttore del Centro di organizzare un workshop di fotografia che lo mettesse in contatto con la comunità. Alla fine ha radunato circa otto ragazzi, alcuni dei quali avevano lasciato la scuola per un lavoro sicuro. "Ho chiesto al gruppo 'Dovreste solo portarmi nei vostri quartieri. Dove uscite di solito voi ragazzi?" Una coppia, Eirn e Kevin, hanno accettato.

Negli ultimi cinque anni Doug è ritornato a Cobh ogni estate per scattare ritratti dei giovani della comunità, raccogliendo le immagini in un libro che uscirà prossimamente, il cui titolo sarà My Last Day at Seventeen. Chiedendo all'illustrator Patrick Lynch di contribuire con una graphic novel, il lavoro mescola realtà e finzione e documenta gli ultimi giorni da adolescenti di questi giovani irlandesi.

Jordan up the Pole, Russell Heights, Cobh, Irlanda, 2010

Raccontaci della tua prima esperienza scattando foto ai ragazzi.
Kevin e Eirn, una coppia del mio workshop, mi ha detto che mi avrebbero portato in un posto chiamato "i gradini," che alla fine si è rivelato essere un posto dove i quindicenni andavano a sbronzarsi. Anche se sono le 9 o le 10 di sera, in estate c'è ancora luce a quest'ora. Non volevo fotografare la gente che beveva, perché sarei ricaduto nel solito vecchio stereotipo, così ho solo preso con me un ragazzo, Lenny, e gli ho detto, 'Lenny. Ora ti farò un primo piano, voglio che tu stia molto dritto e devi solo guardare in camera. Te la senti di farlo? E lui era ubriaco abbastanza da riuscire a dire solo "Si, ok.' Sono riuscito a fare uno, forse due scatti prima che scoppiasse l'inferno. Bottiglie di birra che volavano, gente che mi sputava addosso, tutti erano impazziti. Kevin ha detto, 'Dobbiamo andarcene di qui,' e quindi quella è stata la fine della sessione.

Ho scattato su pellicola, quindi non ho visto le foto prima di aver lasciato l'Irlanda, ma quell'unico scatto di Lenny è diventato una pietra miliare del progetto. Ho voluto esplorare quella spavalderia tipica dei ragazzi, il momento in cui sei sulla soglia dell'età adulta.

Lenny on the Steps, Cobh, Irlanda, 2009

Come si è sviluppato il progetto?
Ho avuto modo di conoscere il quartiere di Kevin, un complesso abitativo per il proletariato chiamato Russel Heights. É un quartiere più o meno comune: un po' isolato, ma la gente si guarda le spalle. Non conoscevo nessun altro eccetto Kevin e Eirn, per questo le mie prime due settimane sono state molto difficili. La gente mi vedeva e chiamava la polizia, mi passava accanto urlando, 'Pervertito di merda, vattene affanculo, via da qui, cosa cazzo stai facendo?' Ma tutto ciò con il tempo è cambiato.
Dopo aver trascorso due settimane in cui non accadeva nulla di speciale ero pronto ad andarmene. Due settimane prima della mia partenza ho chiesto a Kevin e Eirn se potevo ritornare l'anno dopo. Loro sono stati cortesi e davvero disponibili, non avrei mai potuto portare a termine il progetto senza il loro aiuto. E così i ragazzi del quartiere hanno iniziato ad aspettarmi ogni estate - è diventato un rituale, una parte delle loro vite.

Eirn on the Eve of her 18th Birthday, Cobh, Irlanda, 2009

Quali sono alcuni dei problemi con cui i diciassettenni hanno a che fare?
La prima estate in cui ero lì ho fotografato Eirn vestita da festa alla vigilia del suo diciottesimo compleanno. Le è uscito di bocca un 'Questo è il mio ultimo giorno da diciassettenne,' ed è stato quando ho capito che quel rito di passaggio accade varie volte nella nostra vita, può accadere a 12 come a 40 anni. È quando perdi l'innocenza, ti lasci alle spalle l'adolescenza e realizzi che il tuo posto nel mondo ora è un altro. Non puoi essere come eri prima e non sei più vulnerabile. Ti ricordi ancora cosa vuol dire essere un ragazzino perché ti stai ancora comportando in quel modo, hai un sacco di energia, ma sai che devi iniziare a pensare a te stesso. Quel tipo di cose accadono ovunque, qualsiasi sia la classe a cui appartieni, non solo in Irlanda. Ma il modo in cui accade in questo posto è tipicamente irlandese...

Padjoe in his Father's Kitchen, Cobh, Irlanda, 2011

Quali sono stati i più grandi cambiamenti culturali a cui hai assistito nel corso degli ultimi cinque anni?
I ragazzi più grandi sono cresciuti facendo i conti con la recessione. Prima c'era lavoro in qualsiasi parte dell'Irlanda, molte persone arrivavano dall'estero per lavorare perché c'erano molte opportunità di lavoro nel settore dell'edilizia. Quando l'Irlanda ha toccato il fondo hanno affrontato un disagio che sfortunatamente ha toccato molti: il bisogno di emigrare per trovare lavoro. É qualcosa di cui i loro genitori - e specialmente i loro nonni - erano a conoscenza, ma che hanno dovuto affrontare per la prima volta. Quando erano più giovani le aspettative erano altre, ma la situazione è precipitata.

Bonfire, Russell Heights, Cobh, Irlanda, 2011

Dicci di più sulla tua graphic novel.
Inizialmente volevo commissionare una storia molto breve ad uno scrittore irlandese, ma l'editore ci ha consigliato invece di fare una graphic novel. Ho trovato Paddy, i cui lavori riflettono molto bene l''essere giovani a Dublino. Ci siamo incontrati a Russell Heights e ha portato con se una bozza del libro e un registratore. Il fumetto racconta le storie delle persone del quartiere, parla di cosa significa crescere, semplicemente lo fa utilizzando un altro tipo di linguaggio.

Roisin and Jordan, Cobh, Irlanda, 2010

Cosa speri rimanga alle persone dopo aver letto questo libro?
Le storie che parlano del diventare grandi sono molto popolari perché tutti passiamo attraverso questa fase. Anche se apparteniamo a generazioni diverse abbiamo lo stesso modo di affrontare le emozioni. Mi auguro che la gente, con un po' di nostalgia, abbia modo di ripensare alla propria adolescenza guardando queste fotografie. 

My Last Day at Seventeen è disponibile qui

Crediti


Testo Emily Manning
Foto Doug Dubois, tutte le immagini © Doug DuBois

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