Pubblicità

ecco perché il fast fashion si paga a caro prezzo

Gli autori Jennifer Farley Gordon e Colleen Hill ci spiegano perché è così importante puntare sulla moda che rispetta l'ambiente e cosa dovremmo fare per cambiare le cose.

di Courtney Iseman
|
16 ottobre 2015, 1:45pm

dame vivienne westwood by pizco

Dopo la loro mostra di successo del 2010 Eco Fashion: Going Green Jennifer Farley Gordon e Colleen Hill hanno voluto approfondire la questione con il loro libro Sustainable Fashion: Past, Present and Future nel novembre del 2014. Hanno parlato dei metodi usati sin dal XVIII secolo per riciclare, dandoci alcuni suggerimenti su come riciclare oggi, rispettando gli animali e le norme che regolano il lavoro. Sappiamo tutti che oggi il fast fashion è un problema da più punti di vista, ma gli esperti Gordon e Hill hanno parlato così nel dettaglio delle conseguenze della produzione di massa degli abiti che vi passerà la voglia di acquistare nel tuo negozio preferito. Secondo Hill, l'americano medio butta via ogni anno 37 kg di tessuto, e molti di questi materiali non sono biodegradabili. In altre parole, la tua pro-pro-pro-pro-pronipote potrebbe ritrovare il tuo top di H&M nella spazzatura un giorno.

A che punto siamo con la sostenibilità nella moda? Stiamo facendo un buon lavoro o no? 
Il pubblico è totalmente consapevole dei problemi che riguardano la produzione nella moda, il che è meraviglioso. Ma ancora ci sono molte questioni che vanno risolte, e su larga scala. Non vogliamo dire che la situazione è orribile, ma c'è ancora una lunga strada da percorrere!

Quali brand e quali negozi stanno facendo importanti passi avanti?
Fortunatamente, ci sono molti marchi che potremmo citare. Alcuni dei nostri preferiti sono Alabama Chanin, Isoude by Kate Brierley, Organic by John Patrick, Carla Fernandez, e Bora Aksu. Siamo da tempo fan di Vivienne Westwood e ammiriamo la sua campagna di educazione ambientale. People Tree è fantastico per scoprire la moda sostenibile grazie a diversi designer con un prezzo ragionevole.

Quali sono le aree più problematiche dal punto di vista etico e ambientale? Che cosa servirebbe per migliorarle? 
Ci sono miriadi di problemi, ma l'idea che i vestiti debbano essere così economici e disponibili in fretta è uno dei problemi maggiori. La moda economica è creata con materiali economici, che sono i più dannosi per l'ambiente. La produzione di questi abiti, inoltre, conta su una manodopera a basso costo, e la maggior parte di questi vestiti sono realizzati da persone che lavorano senza essere tutelate. Nonostante queste produzioni costino molto all'ambiente e all'uomo, questi abiti spesso sono di poco valore e vengono buttati via come se niente fosse. 

Cosa accadrà se l'industria della moda continuerà ad agire in questo modo? 
Finiremo davvero le risorse disponibili!

Pensi che alcune persone considerino ancora la "moda sostenibile" come una cosa da hippie piuttosto che un lusso?
Non è più questo il problema - gli stilisti che lavorano con la moda sostenibile sanno dell'esistenza di questi pregiudizi e lottano per eliminarli. Al momento, il costo della moda sostenibile è l'ostacolo più grande. Siamo soliti comprare abiti all'ultimo grido a prezzi bassissimi, e non tutti capiscono perché dovremmo pagare di più. 

Il vostro libro e la vostra mostra al 2010 Museum at FIT ripercorre la storia dei metodi sostenibili utilizzati per produrre abiti. Cosa vi ha più sorpreso? 
L'ubiquità dei capi riutilizzati per scopi differenti (abiti creati con tessuti o pezzi di stoffa già esistenti) è stata sorprendente e incredibilmente interessante. La collezione del museo ha molti oggetti di questi tipo, più di quanti potreste immaginare, e il modo in cui la produzione era realizzata era estremamente intelligente. Per molti anni questo tipo di indumenti sono stati ignorati dai musei perché considerati "non autentici". Ma ci parlano dei grande valore che veniva dato agli abiti nel XVIII e XIX secolo, e rappresentano un primo modello di sostenibilità - anche se il fine era più economico all'epoca che ecologico. Crediamo sia necessario conoscere meglio la moda del passato per comprendere a fondo il presente. 

Come ti immagini la moda nel prossimi cinque o dieci anni? 
Ci auguriamo che tra dieci anni ci saremo liberati del fast fashion che ha plasmato il nostro modo di percepire la moda dagli anni '90 in poi. Il primo passo è educare i consumatori, facendo loro comprendere le implicazioni che si nascondono dietro all'acquisto di una maglia da 5 euro. Devono comprendere che una maglietta di 30 € prodotta in maniera etica vale quei soldi. Il film The True Cost è stato particolarmente toccante, e il suo approccio è davvero efficace. Comprendeva molte interviste, inclusa quella con un lavoratrice di una fabbrica in Bangladesh che lotta per supportare sua figlia e teme ogni giorno per la sua incolumità al lavoro. Per noi non è stato possibile ascoltare la sua storia senza preoccuparci immediatamente di fare qualcosa per cambiare l'industria della moda.

Crediti


Testo Courtney Iseman
Foto Piczo