ecco perché dovresti lasciare il lavoro e viaggiare per il mondo

Il nuovo anno porta nuove opportunità. Segui questa guida fai da te per lasciarti alle spalle il lavoro in ufficio e trasformare i tuoi sogni in realtà.

di Felicity Kinsella
|
12 gennaio 2016, 11:20am

"Lascia il tuo lavoro, compra un biglietto, abbronzati, innamorati, non tornare indietro." Per Kendall e Kylie Jenner non c'è niente di strano nel fregare la citazione originale (e rebloggabilissima, tra l'altro) di Island Company e stamparla su una maglietta. Vivono in un Paese dove puoi guadagnare dieci volte il mio stipendio annuo per un unico post su Instagram, dove assumere un pilota per un jet privato risulta più realistico che comprare un biglietto aereo. Probabilmente non si troveranno al verde mentre fanno il loro viaggio attraverso il Banana Pancake Trail, e non saranno costrette a spendere il loro ultimo Baht thailandese in un internet café per riuscire a implorare mammina e papino di procurar loro un biglietto di ritorno. Per il tipico ventenne londinese, però, abbandonare la propria carriera per prendersi l'anno sabbatico che non si è mai concesso non è proprio semplice come "Lascia il tuo lavoro, compra un biglietto…" Sapete tutti dove voglio arrivare. Tuttavia, non deve rimanere un sogno nel cassetto.

Negli ultimi cinque anni, il costante profondo rosso del mio conto bancario non mi ha mai preoccupata perché attorno a me tutti erano nella stessa barca e comunque ci divertivamo come pazzi. Contrariamente a ciò che si pensa recentemente, è possibile vivere a Londra spendendo metà del proprio stipendio in affitto e spassarsela comunque. Sempre che per te non sia un problema bere Glen's o nutrirti del cibo del Lidl (Niente contro il Lidl comunque, si tratta pur sempre di qualità a bassissimo costo). Ciò che la maggioranza di noi non riesce a fare, in realtà, è risparmiare. Beh, a dire il vero avere soldi che appartengano davvero a noi e non ci siano stati prestati dalla banca con tassi d'interesse stratosferici. Se dovesse accadere qualcosa - come al mio vecchio coinquilino che lavorava per ASOS quando s'incendiò il loro magazzino e tutto il reparto fu licenziato (non erano nemmeno stati loro ad appiccare il fuoco!) - non hai nulla su cui poter fare affidamento. Se sei fortunato, il tutto si trasforma in un circolo vizioso, fatto di aumenti dello stipendio e aumenti degli affitti delle case, oscurati da tutte le altre meraviglie che Londra può offrire. E davvero, ci sono talmente tante cose belle che per un po' l'essere completamente squattrinato non ti pesa neppure. Ho iniziato a capire solamente quando ho realizzato che non volevo più lavorare esclusivamente per potermi mantenere la vita a Londra, ma che volevo lavorare per qualcosa che ho sempre desiderato fare: viaggiare.

Così, in un vortice di sentimenti e pensieri contrastanti che andavano da "Sono una donna forte e indipendente. So cosa fare," a "Non ho la più pallida idea di chi io sia o di cosa voglio dalla vita," sommati al fatto che mi ero ripromessa che non mi sarei mai e poi mai trasferita di nuovo a casa dei miei… Mi trasferii a casa dei miei. Un fattore incoraggiante fu che una buona fetta dei miei amici sembrarono seguire il mio esempio. Forse si tratta di qualcosa nell'aria o forse un abbonamento ai mezzi da 440£ e un'ora e mezzo di tragitto sembrano più convenienti che il pensiero di sganciare ancora una mensilità di affitto (non cominciamo nemmeno con la storia di come tutti quelli della "generazione in affitto" potrebbero possibilmente tornare a trasferirsi a casa dei genitori, nello spirito del "nuovo anno, nuova me". Questo non finirà per essere un altro pezzo sui pericoli della gentrificazione). Per fortuna, mia mamma vive nella Zona 2 e io riuscii a recuperare tutta la caparra - per una volta senza doverla investire in un'altra casa, aprendo un libretto di risparmio individuale e mettendo da parte i soldi dell'affitto. Il tutto dovendo sborsare solo 32£ alla settimana per la Travel Card. Ovviamente se si abita a 200 miglia da Londra questa non è davvero un'opzione, ma tornare a casa e lavorare un paio di mesi nel tuo luogo d'origine per poter risparmiare qualche soldo non è così terribile come sembra.

Credetemi, il tornare a vivere dai genitori non è la parte più spaventosa, quella che ti procura la grande crisi d'identità. Lasciare il lavoro è peggio. Il tuo lavoro - quello che sognavi da quando eri ragazzina, quello per cui hai faticato tutta la vita, quello che "nemmeno ci credo che mi hanno assunta", quello che "milioni di ragazze ucciderebbero per essere al tuo posto"! La verità è che ciò che ti va di fare nel corso dei tuoi vent'anni non è sempre ciò che volevi fare quando eri al liceo. Ciò che conta è non arrivare al punto di sviluppare la sindrome di Stoccolma nei confronti della tua stessa vita, se sai che c'è qualcos'altro che davvero desideri fare. Puoi tornare all'università e iniziare a lavorare verso un obiettivo completamente diverso; puoi partire e viaggiare per un anno; puoi andare via e avere un bambino - e forse non ci crederai, ma nella maggioranza dei casi che ho visto, se volessi, faresti sempre in tempo a tornare e vedere che non molto è cambiato durante la tua assenza.

E così sto abbandonando un lavoro che mi sono divertita moltissimo a fare, perché so che finché non avrò fatto quest'altra cosa non sarò mai felice. Per chi tra voi non è stato trascinato dalle prediche da spiriti erranti di Instagram (vedi: @lordemusic), nel mondo c'è ben altro da vedere oltre ai selfie da spiaggia. Ci sono lavori di cui ignoravi persino l'esistenza, esperienze che potrebbero cambiarti l'esistenza, e modi di vivere che non avresti mai ritenuto possibili. Solo perché sei nata in questa vita, non significa sia quella che fa per te. Come potrai mai scoprirlo se prima non provi? Come ho già detto in precedenza, quando e se avrai voglia di tornare sui tuoi passi, la tua vecchia vita sarà lì ad aspettarti. Chiaramente se sei Shoshanna di Girls o questo gatto, allora fuggire dai tuoi problemi o guidare attraverso il Paese per dare inizio a una nuova vita invece di guidare verso l'ufficio probabilmente non è la risposta. Ma per tutti gli altri YOLO. Perché non rincorrere i tuoi sogni mentre ti diverti un casino?

Tagged:
viaggi