amanda harlech è molto più che un'icona della moda

Amica e consulente creativa di Karl Lagerfeld, Amanda parla con Jo-Ann Furniss di linguaggio, dell’essere donne di classe e della concezione sbagliata di musa.

di Jo-Ann Furniss
|
03 settembre 2015, 8:44am

Essere una Lady torna davvero utile? "Proprio no," dice Lady Amanda Harlech. "Non sono comunque capaci di trovare la tua prenotazione in un dannato hotel!" Usare il titolo per intero di Amanda Harlech è abbastanza ipocrita - non l'ho mai sentito usare da lei. Piuttosto, è conosciuta come 'Amanda Harlech' o più spesso 'Amanda'. Mai Mandy - lì si va troppo oltre.

Personalmente, mi piace pensare a Lady Amanda come a una sorta di 'nome drag' per Harlech. Anche se il titolo è vero - l'ha ottenuto dopo aver sposato Francis Ormsby-Gore, sesto Barone di Harlech, nel 1986, i due sono ora divorziati - prima era semplicemente Amanda Grieve del Nord di Londra.

Cosa c'è in un nome? Beh, un bel po'. Amanda Harlech si è spesso trovata in una posizione difficile perché le persone fanno supposizioni su di lei e non sanno dire davvero cosa fa… E' stata 'consulente creativa' per molti anni, sia con John Galliano sia poi con Karl Lagerfeld da Chanel, prima di lei quel titolo non aveva un vero significato. E questa è un'espressione che Lagerfeld non usa di certo. E' entrata a far parte di Chanel nel 1996 e Karl Lagerfeld descrive Harlech come il suo "occhio esterno," portando una visione d'ispirazione dal mondo esterno all'interno di Chanel. Molti ne parlano come una 'musa' - ma Amanda Harlech non parlerà mai di se stessa così, è quasi indignata quando ne parlo, "Oh no basta! E' un terreno già battuto…" Spiega poi, "Karl non ha muse nel senso classico. Penso lui ami le energie e le persone, un certo cielo o qualcosa che ha letto sarebbe ugualmente d'ispirazione. Tutto quello che ha visto va a finire in questo computer visionario e esce come un pensiero che può tradurre in vestiti come immagini, o un film o un libro, o qualsiasi cosa lui faccia. Io penso di essere solo una di quelle immagini, o un suono che fa parte di quella canzone." 

Per quanto riguarda quel tipo di musa che svolazza in nuvole di chiffon forse tenendo in mano una lira, no non è nemmeno quello, "Sono sempre stata una persona concreta." Come disse una volta Donatella Versace, 'Essere una musa non è divertente,' e a Harlech non piace neanche sentirsi dire che 'svolazza'. "Ma anche quando si parla di ciò che sta là fuori e di vestirsi si tratta di essere concreti," spiega. "Amo davvero la moda, e amo i vestiti, e non è mai per il loro status o perché sono una cosa tribale. E' semplicemente perché è una cosa che si trasforma, e potrebbe suonare un po' una cosa inflazionata, ma avrei voluto che le persone avessero capito meglio il potere di trasformazione dei vestiti."

Ed è chiaro che gli abiti hanno avuto questo potere di trasformazione nella sua vita. Con un'espressione anteguerra, Harlech viene anche descritta come una 'grande bellezza', e di certo lo è. Zigomi alti, pelle pulita, e assolutamente adorabile, sia per il suo aspetto esteriore che per il suo carattere, è impossibile non amarla.

E' anche incredibilmente stilosa, con un occhio per l'atteggiamento verso gli abiti che è sicuramente personale - è stata nominata nell'International Best Dressed List del 1997 e si merita di esserci.

A questo punto, senza conoscere Amanda Harlech, potrebbe sembrare così nauseante (nota bene: siete invidiosi) che vorreste darle un pugno - anche se nella vita reale non lo fareste. E continuano i suoi traguardi: una laurea in Letteratura Inglese a Oxford, una stylist di talento, scrittrice, pianista ed esperta cavallerizza… Potrei continuare. Adesso vorreste davvero prenderla a pugni. Ma come disse una volta il modista Stephen Jones: "Lei è un vero affare. Ha tutto. Se sei una donna, chi non vorrebbe essere Amanda?" E questo è il punto: potrebbe ispirarvi invidia, ma anche ammirazione. E mentre molte case di moda hanno patiti di moda senza cervello in abbondanza, Harlech è in grado di essere il vero 'modello' di Chanel.

In verità, inoltre, Amanda sopravvive in una foresta di ciarpame. Potrebbe indossare Chanel haute couture - e fa parte del suo contratto farlo e ricevere un pezzo ogni stagione - ma potrebbe anche indossare scarpe da ginnastica e portarsi dietro borse di plastica. Viene fotografata difficilmente fuori da una sfilata 'giusto così' - invece starà portando in giro roba nel backstage 'non tanto per'. In breve, Amanda Harlech non è esattamente 'una lady' - e nel suo caso, si intende nel senso letterale - piuttosto lei trasforma le aspettative. 

Ho incontrato Harlech durante la sfilata per la Chanel Cruise Collection del 2012 a Versailles. Correva tra i giardini spettacolari del palazzo urlando a una delle giovani modelle. "Deve camminare più da prostituta drogata di Buenos Aires di così!" disse ridendo prima di correre dietro di nuovo alla ragazza.

E una cosa che spesso ripete Harlech è una massima di Coco Chanel: "L'atto più coraggioso rimane quello di pensare per sé - ad alta voce." Si capisce che questo è ciò che attrae Karl Lagerfeld dell'amica, collaboratrice e consigliera, soprattutto visto che lui è un'altra persona che non ha paura di pensare per sé- ad alta voce.

"Per Karl, è ciò che è dentro di sé che conta," dice come osservazione generale riguardo alle persone con cui Lagerfeld è cordiale. E Amanda Harlech non fa eccezione. 

Riguardo al loro rapporto di lavoro, che iniziò circa 20 anni fa, la consulente creativa si sente ancora molto fortunata. "Si evolve; è molto diverso ora rispetto a come era nel 1998," spiega. "Quando conosci meglio qualcuno, c'è questo periodo strano di transizione in cui inizi a conoscere i limiti delle persone; capisci quando sbottano, o si allontanano, fa parte della fascinazione. In un certo senso non conosco Karl - una cosa che mi ossessiona è che non conosco davvero nessuno. Dovremmo conoscere bene noi stessi, e Karl si conosce molto bene; è un buon punto di partenza. Per me fa parte del processo creativo, del far parte del suo processo. E' una cosa che ti mette alla prova, ma sempre coinvolgente, sempre affascinante e può essere provocatoria. E' qualcosa che ha influenzato la mia vita e ciò che ho fatto da sola, ed è uno stato di grazie e un dono. Questo è come definisco il mio ruolo con Karl."

Una delle qualità più straordinarie di Amanda Harlech è che ha questa maestria con le parole - chi altro conoscete che parla/sa di "periodo di transizione"? Nel passato si è descritta come una 'pioniera' e forse lo è, assieme al suo dono per la narrazione che definisce davvero ciò che fa. Ho provato la sua 'cura per parlare nella moda' - avete un problema con una cosa da scrivere? Amanda ha un talento inspiegabile per aiutarvi e farvi vedere come uscirne. E oltre alle tante 'Amanda' che la gente pensa di conoscere e su cui fa supposizioni, è proprio questa, che non ha nulla a che fare con i vestiti che indossa, il modo in cui appare, o come viene fotografata, che è più rilevante. Se i vestiti possono avere il potere di trasformarsi per Harlech - e oggi fa la parte di una signora borghese in abiti di Chanel collezione autunno/inverno 15 ready-to-wear - in realtà è il linguaggio che rivelerà sempre la verità su di lei. E intendo nel miglior modo possibile. 

Crediti


Testo Jo-Ann Furniss
Fotografia Alasdair McLellan
Moda Julia Sarr-Jamois
Capelli Tina Outen at Streeters London
Make-up Fulvia Farolfi at Bryan Bantry
Unghie Geraldine Holford at The Wall Group
Assistenti foto Lex Kembery, James Robjant, Nick Brinley
Assistenti moda Ashlee Hill, Bojana Kozarevic, Lauren Davis, Katelyn Gray, Xenia Settel
Assistenti make-up Ryan Reye
Production Leone Ioannou at Pony Projects
Assistant Producer Oscar Correcher
Ritocco Output Ltd
Amanda indossa abiti Chanel.

Tagged:
Karl Lagerfeld
intervista
amanda harlech