​benvenuti nella chiesa di arca e jesse kanda

Guardate con noi la performance al Manchester International Festival, un viaggio sonoro che attraversa mondi surreali, iper reali, viscerali e sublimi.

di Charlotte Gush
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06 luglio 2015, 2:55pm

Arca puo' essere considerato il performer piu' importante del Manchester International Festival. Ha collaborato gia' con BjörkFKA Twigs -- oltre ad essere uno dei producer di Kanye West, così possiamo certamente dire che sia uno degli artisti piu' rilevanti nel panorama musicale dei nostri giorni. Lo stile unico del 25enne venezuelano si sviluppa in performance controverse e improvvisazioni compositive, che scaturiscono in concerti live a dir poco elettrizzanti. 

Arca ha inaugurato il palco del Manchester International Festival con il sound di scimmie urlanti, seguito dal pulsare frenetico di macchine industriali e le immagini distorte dell'amico artista Jesse Kanda. Sembra di essere dentro un bicchiere di birra mentre si riempie... o forse ci troviamo in una busta di plastica come quelle usate per la liposuzione? No, nulla di tutto ciò'. Mentre le immagini si espandono e prendono vita capiamo di essere in un autolavaggio e ci stanno leccando da tutti i lati. E' una metafora perfetta del live che alterna momenti di tensione digitale distorta a suoni sensuali e teneri.

Nella Hallé St Pete, che e' una chiesa sconsacrata, normalmente usata per performance orchestrali, la keyboard classica di Arca risuona epica e reverente, e ci troviamo ad osannare la chiesa del corpo, al tempo stesso umano ed alieno, senza genere e mutante. Arca si muove sensuale sul palco mimando le figure tetre del video di Jesse Kanda, indossa una tutina attillata a vita alta, bretelle, stivali a zeppa luccicanti e una catena pesante al collo firmata Hood By Air. 

Quello che succede dopo e' strepitoso. Il ritmo incalzante di musica gabber industriale fa da sottofondo, mentre Arca si dimena fino alla fine del palco e inizia a intonare una sorta di cantilena in stile heavy metal, ma a tratti hip hop, un mix di rap in spagnolo così acuto che difficilmente si può' descrivere. Dall'altezza delle sue zeppe Arca muove le braccia al cielo, come una vera star dell'hip hop, poi si scaraventa a terra come un gogo dancer. Arca e' una forza della natura, così quando salta giu' dal palco e ti canta in faccia non sai bene se aver paura o cadere in estasi. 

La sua musica si distorce in deep house, e poi si distende in orizzonti che respirano, a tratti viene pugnalata con il sintetizzatore, sentiamo una batteria pesante, e trombe jazz, suoni multipli evocativi a cui onestamente non sappiamo dare un nome. Anche i visual di Jesse Kanda non sono da meno. Ci troviamo di fronte a facce informi di predatori dal corpo pulsante di mercurio, affascinanti e a dir poco strani, sicuramente sovversivi. 

Sarebbe semplice dare un senso a questa performance dicendo che e' "apocalittica nelle viscere del mondo digitale" ma e' stata in realtà' molto più' di questo. Siamo di fronte a qualcosa di totalmente nuovo.

@arca1000000

Crediti


Testo Charlotte Gush
Visual Jesse Kanda

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