I sogni di Atlanta e la cultura degli strip club in "The Gods" di Ivar Wigan

Il fotografo inglese Ivar Wigan cattura la vita sfrenata degli trafficoni e degli stripper a Miami, Atlanta e New Orleans.

di i-D Staff
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01 luglio 2021, 3:32pm

Portandoci in un viaggio autentico nelle aree più effervescenti del Dirty South, l'ultima mostra del fotografo britannico Ivar Wigan The Gods, è un'oscura sbirciata glamour che è visto dagli estranei come un luogo di crimini, povertà e sogni infranti. In realtà, Miami, Atlanta e New Orleans prosperano di sottoculture che stanno sviluppando i loro stili, musica e usi, dove gli strip club non hanno nessun marchio ad essi associato e i "ballerini" sono rispettati.

Fotografie di Atlanta e della cultura degli strip club nella serie
Bloods

Parlaci un po' di questi luoghi che documenti in The Gods
La prima foto della serie è stata fatta a Miami. Quando sentito parlare della cultura degli strip club di Atlanta quello è diventato il mio nuovo motivo d'interesse. Ho vissuto ad Atlanta per diversi mese per immergermi nella cultura. Per me la città più importante del sud è New Orleans. E' da lì che nasce gran parte dello slang, della musica e dello stile.

Perché hai chiamato la serie The Gods?
La maggior parte delle persone nella serie non ha un lavoro nel senso convenzionale. Trafficano per passarsela, sulla strada di giorno o nei club di notte. Alcune delle storie che ho sentito mentre mi facevo degli amici "all'angolo" mi hanno ricordato la mitologia antica. I soldi si fanno in fretta e quando sono una cosa consolidata, la vita è dedicata ad apparire belli, alle storie d'amore e ai casini occasionali. Il primo parallelismo con questo stile di vita che mi è venuto in mente è quello degli dei dell'antica Roma. Il termine 'dei' è anche un termine slang per descrivere i trafficanti veterani che sono sopravvissuti alla vita di strada.

Fotografie di Atlanta e della cultura degli strip club nella serie
The Gods

Qual è la tua foto preferita e qual è la storia dietro ad essa?
L'immagine chiave della serie The Gods. Ho scattato la foto in un club di Atlanta, chiamato Queen City, ma ci sono tornato lo scorso mese per scoprire che è stato chiuso. La ragazza grassa davanti è una ballerina chiama Juicy. Nelle notti tranquille, normalmente martedì o mercoledì, gli strip club di Atlanta fanno delle gare 'amatoriali' dove ognuno può salire sul palco e competere per vincere dei soldi. Ho visto Juicy ballare un po' di volte e ho deciso che dovevo metterla nella serie. Abbiamo parlato e presto siamo diventati amici. Sono andato a casa sua e ho fotografato sua madre e le ho dato le foto di lei e del suo ragazzo. Anche se la foto nel club è così tetra lei è davvero divertente e ridacchia spesso. Una ragazza davvero forte.

Cosa ti porta a documentare le realtà povere delle città?
Non mi è mai sembrato che questa fosse un'area povera. Le ragazze che ballano nei club iniziano presto solitamente e lo fanno per scelta. Fanno tantissimi soldi nelle nottate buone e sono rispettate nelle loro comunità quindi non c'è nessuna etichetta. Ad Atlanta i club sono così accettati che essere una ballerina è vista come una cosa figa. I ragazzi che decidono di fare una vita da gangster spesso non finiscono bene. Quando ero ad Atalanta il mese scorso ho rivisto tutti i posti in cui avevo fatto amicizia, e fatto foto, e molti dei ragazzi erano spariti. Potrebbero essere in prigione. Nessuno era povero quando li ho conosciuti, tutti sapevano come fare soldi. Non è che città come New Orleans e Atlanta non siano luoghi di terribile povertà, ma non direi che le star di questo show siano le sue vittime.

Fotografie di Atlanta e della cultura degli strip club nella serie
Pool Party

Quanto ti immergi in questi mondi?
Scatto solo quando sono gradito, quindi devi davvero conoscere bene tutti prima. Quando sono arrivato ad Atlanta, la mia fotocamera è rimasta nella mia valigia per 8 settimane. La fotografia è proibita negli strip club quindi ho dovuto conoscere tutti i manager e la sicurezza prima. I ballerini sapevano fossi un fotografo e sono tutti soddisfatti delle loro esibizioni - quindi quando ero tranquillo con quelli della sicurezza erano felici di essere fotografati. La scorsa settimana a Miami ho scattato un paio di feste e mi sono imbattuto nei ragazzi delle foto che si chiama "Python". Adorano la foto e sono entusiasti di fare parte della mostra. Abbiamo bevuto tequila su un muretto e fatto festa tutta la notte per strada. Mi sono fatto un sacco di buoni amici scattando la serie.

Come sono viste queste comunità dal mondo esterno?
Ci sono molte idee sbagliate sulla povertà e la violenza. Come dicevo prima, le ragazze che ballano nei club non sono necessariamente povere, gli uomini con i tatuaggi e i muscoli non sono necessariamente aggressivi. Per me i viaggi in America sono un'esperienza positiva. Questi quartieri di periferia possono essere pericolosi per crescerci, ma come visitatore non sono mai stato minacciato. C'è ovviamente qualche conflitto. Le persone parlano spesso di guerre tra bande e simili, ma per la mia esperienza la maggior parte delle sparatorie erano rivolte alla polizia o causate dalla polizia. Ho dovuto buttarmi a terra quando sparato in un paio di occasioni ma nessuno mi stava puntando.

Fotografie di Atlanta e della cultura degli strip club nella serie
Python

Ti preoccupi mai di passare il confine tra documentare e sfruttare?
No. Se guardi la composizione delle immagini è una serie frontale. Solitamente scatto in modo molto intimo - puoi vedere quanto io sia vicino ai soggetti. Per quanto le foto sembrino spontanee, tutti i soggetti sapevano di essere fotografati. La maggior parte delle persone incluse nella serie ha visto gli scatti o li ha ricevuti via email o con delle stampe 6x4. Con il grande gruppo di foto come "Pool Party" e "Venice" non sono riuscito a condividere l'immagine finale con nessuno ma tutti sapevano di essere nella foto. Per fare questo tipo di foto devi essere totalmente accettato. Quando scatto c'è rispetto reciproco.

Come ti senti riguardo al paragone tra il tuo lavoro e quello di Nan Goldin?
È stato dopo che ho visto i suoi lavori al Frieze che ho capito di voler passare la vita a fare foto. A livello di composizione, di colori e di temi non vedo connessione, ma l'impeto a fotografare è arrivato dall'osservare il lavoro di Nan. C'è qualcosa di molto oscuro in Nan, che probabilmente non ho. Mentre entrambi puntiamo verso stili di vita meno documentati, io guardo di più ai momenti positivi o almeno meno toccanti. Con i soggetti di Nan uno non può fare a meno di pensare che non ci sia una via di scampo. Io fotografo solo quando vedo forza e bellezza mentre lei è molto a suo agio con ferite e disperazione. Lei usa generalmente una gamma di colori desaturati naturalmente con la luce disponibile secondo l'evenienza. Io preferisco che le mie foto siano piene di colore e contrasto. Voglio che sembrino quasi da sogno, un po' una realtà amplificata.

Fotografie di Atlanta e della cultura degli strip club nella serie
Hotel Geneva

Su cosa lavorerai prossimamente?
The Gods è stata scattata assieme ad una serie sulle indie occidentali e una serie sull'africa tribale, quindi aspettate di vederle presto.

@ivarwigan

The Gods è in mostra dal 12 Giugno al 31 Luglio presso la PM/AM Gallery a Londra

Crediti


Testo Felicity Kinsella

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