arabelle sicardi è la portavoce del #feministmakeupping

La blogger Arabelle Sicardi è la portavoce del #feministmakeupping, l'hashtag su Tumblr che ha aperto il dibattito online sulla bellezza.

di Hannah Ghorashi
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03 dicembre 2014, 11:00am

Oggi nel mondo della bellezza gli hashtag e le tendenze sui social sono importanti tanto quanto l'ultimo rossetto uscito sul mercato. Prendete #iwokeuplikethis e #nomakeupselfiei, o il più recente #feministmakeupping.

Nato ufficiosamente nel 2012, l'hashtag è stato creato dall'utente di Tumblr "rgr-pop" e poi sostenuto da Arabelle Sicardi. Il Feminist Makeupping ha un approccio generalmente critico per quanto riguarda l'industria della bellezza, anche se dall'altra parte la considera comunque una divertente forma di arte e una sorta di performance. Naturalmente, con questo hashtag non ci sono regole. Le foto taggate con #feministmakeupping mostrano persone con palpebre scintillanti e colorate, e con il rossetto applicato ben oltre i confini delle labbra, ma anche ben più convenzionali smoky eyes e french manicure. "Spesso ci si conforma per sopravvivere. Essere diversi può uccidere. Essere in grado di celebrare il tuo lato più strano quando il mondo è così violento è un privilegio", osserva Arabelle. Gli abbiamo chiesto cosa significa essere una femminista del make-up e siamo finiti a parlare di come sembrare senza pori o la pupa più malvagia della Bibbia, Gezabele.

Come descriveresti il #feministmakeupping?
Lo uso perlopiù come un meccanismo di archiviazione per la politica della bellezza con la quale mi sento in linea. Si tratta di un prodotto del femminismo della differenza - un'esplorazione di come utilizziamo questi strumenti per definire noi stessi in una cultura in cui lo spazio che prendiamo è proprio pieno di questi significati. Perché usiamo questo rossetto? Cos'è il rossetto nel contesto del sesso, della classe sociale o della nostra etnia? Il make-up è un testo che mettiamo sul viso perché vogliamo essere letti in un determinato modo. Il make-up è una performance e c'è una determinata politica in questa presentazione.

Quali sono gli standard di bellezza patriarcali che ti vengono in mente?
Alle ragazze di colore viene detto di non mettere il rossetto rosso o che non riusciranno a trovare ombretti abbastanza pigmentati in modo che si vedano sulla loro pelle. I fondotinta per la gente di colore hanno di solito il nome di qualche pasticcino o di cioccolato, come se le persone di colore fossero delle caramelle da mangiare. È anche difficile trovarli nei negozi, tanto che di solito si trovano nel retro o in determinate zone povere. Si possono trovare anche online, ma costano più dei fondotinta per pelli bianche. Gli uomini sostengono di preferire le ragazze senza trucco, ma la verità è che a loro piacciono le ragazze che mettono più make-up invisibile possibile, perché si sentono a disagio con quell'impegno che le donne mettono nella bellezza. Dicono "sei così bella senza trucco", ma quando poi ti dimentichi di truccarti le persone ti chiedono se sei malata o se ti vada tutto bene. C'è anche tutto il dilemma sullo sbiancamento.... Ci sono così tante cose. Elencare tutto nel dettaglio è dura. Poi c'è sempre il discorso sul make-up visto come una bugia o come una facciata falsa. Come se questa poi fosse una brutta cosa.  

Pensi che la comunità online abbia aumentato la fiducia in se stesse per le persone di queste foto? 
So che le persone hanno cambiato il loro aspetto grazie a questo. So che ci sono certe persone che si truccano così anche il pubblico, mentre altri lo fanno solo in casa, come una sorta di meccanismo di resistenza. Entrambi sono preziosi.

Quando pensi di avere lanciato il feminist makeupping? Com'è iniziato tutto? 
Quando avevo circa 18 anni ho iniziato a identificarmi come "girlmonster" e ho iniziato a usare il make-up per mostrarmi meno desiderabile o vulnerabile nei confronti degli uomini. Tornavo a casa la sera da sola, dopo feste che odiavo, e vivendo molto lontano sentivo sempre di essere seguita da qualcuno. Quindi prima di uscire facevo delle strane cose sulla mia faccia, in modo che gli uomini dicessero "ma...che cazzo?" piuttosto che qualcos'altro...

In realtà mi ispiro a Gezabele, la pupa più malvagia nella Bibbia. Era cattiva, ma le viene anche riconosciuta l'invenzione della tinta nera sulle labbra, uno dei primi esempi dell'utilizzo del make-up come travestimento. Ha dipinto il suo viso per nascondersi dal suo assassino, Iehu. Alla fine lui l'ha uccisa comunque, ma quando hanno trovato i suoi resti erano rimaste intatte solo le parti del suo corpo con il make up. Ai cani che hanno mangiato il suo cadavere non è piaciuto il sapore del suo trucco.

Quali sono i tuoi look preferiti, o quelli che ti fanno sentire al meglio o più potente? 
In questo momento mi trucco solo con il mascara e tanto illuminante. Mi piace luccicare e sembrare senza pori, come se fosse una metafora per l'infallibilità. Penso che l'eyeliner ti renda femminile all'istante, e non mi piace più quel tipo di uniformità automatica che hanno l'occhio da gatta e il rossetto rosso. Io non sono così femminile. Oggi gli occhi da gatta mi mettono ansia. Mi piace la nudità dei miei occhi senza trucco. Poi oggi il mio look cambia abbastanza regolarmente, in modi molto sottili che credo non importino a nessuno. E a me piace che sia così. 

@arabellesicardi

Crediti


Testo Hannah Ghorashi

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