per dries è molto più che musica, è magia!

I soundtrack della sfilata di Dries Van Noten, uno dei più grandi showmen della moda, hanno donato uno sfondo romantico alle sue collezioni da più di due decenni. Queste immagini psichedeliche, fotografate nel backstage alla sfilata primavera/estate 1...

di Anders Christian Madsen
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10 marzo 2015, 5:25pm

Dries Van Noten scoprì David Bowie durante l'adolescenza. Erano gli anni '70 e il rock avant-garde britannico stava invadendo l'Europa di tanti glitter e tinte per capelli, anche nella scuola Jesuit in Antwerp, dove il figlio di un commerciante, che sarebbe in seguito diventato il creatore di nuove tendenze, era ancora un genio alle prime armi.

Bowie divenne un suo eroe di Dries quando nel 1977 cantò l'inno Heroes. Aveva 19 anni e questa canzone lo sosteneva. Quasi quattro decenni dopo, nel 2011, Dries, che ormai è diventato uno degli stilisti più influenti del mondo, decise di basare la sua collezione autunno/inverno sul suo eroe. E aveva bisogno di accompagnare la sfilata con l'inno. In attesa di avere il permesso, ritrovò la sua cassettina, lasciata in un magazzino segreto e dagli anni '70 mai più toccata. 

"Bowie", Dries fa una pausa, "quello fu più complicato." Da quando ha messo insieme la sua prima sfilata nel 1992, lo stilista belga si è guadagnato il nome di uno dei più grandi showman nel mondo della moda. Si è sempre battuto per ottenere l'eccellenza e nessuna sfida è stata per lui troppo grande. E questo vale anche per i suoi soundtrack. Per la sua sfilata maschile primavera/estate 07, chiese a Jah Wobble di poter usare la sua canzone, How Much Are They? "Lui era uno dei primi musicisti reggae underground degli anni '80. Gli avevamo chiesto se fosse possibile usare parti della sua canzone e lui disse "non li trovo, ma te li manderò così ricevemmo tutti i pezzi, ma non erano i pezzi effettivi. Ha semplicemente ri-registrato tutto! Per lui era più facile che trovare gli originali." I più pragmatici si chiederebbero perché non hanno semplicemente usato le tracce radio originali, ma per Dries questo tipo di letargia sarebbe impensabile.

"Quando scelgo una canzone iconica per una sfilata che dura tra gli otto e i dieci minuti non vorrei che ci fosse una sola canzone per i primi cinque minuti e una per gli ultimi cinque minuti. È importante avere le parti e poter fare una nuova versione estesa del pezzo, e che suoni comunque bene, perché credo che il minimo che tu possa fare quando usi una canzone iconica sia di non rovinarla tagliandola e ripetendo delle parti per farla lunga abbastanza," dice, "credo che sia necessario fare una nuova composizione." È questo rispetto per le ispirazioni e il desiderio di farle sue che scorre nelle vene dell'intero universo dello stilista. Il suo sfarzoso palazzo di 60,000 metri quadri in Godefriduskaai ad Antwerp è pieno di maestosi tesori provenienti da tutto il mondo, e nei sei piani della casa i suoi discepoli stanno al momento lavorando per la seconda installazione della mostra dal titolo perfetto, Inspirations, che sarà inaugurata ad Antwerp a febbraio.

Gli strumenti musicali prendono una parte significante della mostra, ma Dries insiste nel dire che lui è semplicemente un osservatore, "Vorrei suonare il piano, ma non riesco. Sono stato obbligato ad andare a un scuola di musica per quattro anni ma poi mia madre si arrese." Sorride, "ma io no, perché ci avevo già rinunciato dall'inizio!" Però, durante la sua infanzia era vicino a familiari che gli inculcarono la musica attraverso la danza. "Ero il più piccolo a casa quindi mia sorella mi usava sempre per fare le prove. Ho imparato i classici da loro: il cha-cha-cha, il valzer e tutte queste cose." La collezione primavera/estate 15 di Dries, che riprende la sua collezione di laurea del 1981, ha reso omaggio al suo idolo della danza Rudolf Nureyev, ed era accompagnata dalle musiche della compagnia di danza belga, Rosas, diretta da Anne Teresa De Keerssmaeker per la quale Dries ha disegnato i costumi. Dai giorni all'Antwerp Academy, Dries Van Noten si è innamorato degli aspetti più alti della performance (elenca La Bohème e dice che aver visto Pina Baush è stato uno dei momenti migliori della sua vita) ma le devozioni delle stilista non appartengono solamente a culture elevate.

La soundtrack di sfilate precedenti include Toxic di Britney Spears, la versione di Madonna di American pie, e la canzone di Snoop Dogg Drop it like it's hot. "Non si tratta solo di ascoltare canzoni, non sono così calcolatore da dire 'oh sarebbe bello fare questo per la mia immagine, di associarmi a qualcosa di nuovo che potrebbero essere musiche clichè come pezzi classici.' Credo che uno dei sottofondi più di successo che abbiamo fatto sia stato il mix di lenti. I lenti più cliché e strappalacrime come I'm not in love degli 10 cc," ricorda "e più la sfilata si faceva drammatica più i lenti diventavano melodrammatici. Quindi nel finale stavano piangendo tutti." Questo è il tipo di trucco che suscita applausi a scena aperta per la quale Dires è noto e che divenne da parte sua una specie di ribellione, "non è che li voglio far commuovere, è che voglio suscitare un'emozione. Non sono spaventato dai cliché. Ora nella moda tutto deve essere cool. Non puoi mostrare emozioni. Quindi mi dico, 'ora devi rendere tutto molto intenso, con le musiche, le luci, lo show completo!' Perché voglio suscitare emozioni."

Dries ammette che usare hit come canzoni per una sfilata può essere rischioso: "Ci sono hit che annoiano e poi ci sono classici che puoi suonare quando vuoi." Per la riapertura del suo negozio ad Antwerp, 12 anni fa, ha messo solo la canzone di Kylie Minogue Can't get you of my head per tutta la notte. "In tutti i remix diversi" dice "era un' idea di Michel Gaubert. Tutti erano completamente ubriachi e credo che per tutta la settimana successiva Antwerp stesse ancora cantando 'la-la-la.' Puoi rendere concettuale anche Kylie Minogue." Forse è il momento sbagliato per chiedergli cosa vorrebbe che si ascoltasse quando la sua tomba uscirà dalla cattedrale, ma ecco che glielo chiedo "è difficile dire Kylie Minogue…ma forse, perché no?" 

driesvannoten.be

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Jason Evans
Modelle Yana Van Ginnelken at Ulla. Hanne Gaby and Julia Hafstrom at IMG. Fei Fei Sun at Select.
Le modelle indossano tutti capi di Dries Van Noten. 

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