cos'è il lusso per chi soffre d'ansia?

Il lusso è un concetto estremamente soggettivo. In una quotidianità dettata da ritmi frenetici, il più grande lusso è il poter perdersi nel momento. Eleanor Morgan ci parla del suo primo libro, in cui tratta della sua convivenza con l'ansia.

di Eleanor Morgan
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11 maggio 2016, 9:53am

Lusso è una parola dal grande potere evocativo. Dirlo a voce alta suscita tutta una serie di immagini mentali. Pelle morbida, lenzuola di cotone candido e soffice, l'increspatura dell'acqua in cui immergi i piedi mentre sei in vacanza. Il lusso, però, non è sempre qualcosa di materiale, tangibile. È un concetto che si nutre delle nostre esperienze e in tutti noi evoca sensazioni e significati diversi. Ciò che per una persona è il lusso per eccellenza può essere l'incubo più terribile di un'altra.

La mente opera per vie misteriose e, nonostante i grandi passi avanti fatti nel campo della neuroscienza, riesce a confondere ancora gli studiosi. Ciò che sappiamo è che i modi individuali in cui reagiamo ai casi della vita sono il prodotto di molte cose, compresa la genetica, lo sviluppo cognitivo a partire dall'infanzia, le esperienze precedenti e la memoria. Natura ed educazione. Se riflettiamo su quanto ogni idea che abbiamo del mondo sia soggettiva, il concetto di lusso viene immediatamente svincolato dalla propria definizione, quella che, per eccellenza, è sinonimo di comfort ed eleganza, soprattutto quando si parla di grandi cifre. Il lusso, quindi, risulta più legato a chi siamo in quanto individui e le circostanze in cui ci troviamo in un determinato momento piuttosto che a un'idea costante e definita.

Per molti, lusso è sinonimo di denaro, la libertà di scegliere.

Il lusso per me, più di qualsiasi cosa, è la quiete della mente. In quanto persona che è costretta a convivere con l'ansia, essere in grado di immergersi nel presente è qualcosa di difficile e prezioso.

La mancanza di denaro ti priva di tutto, tranne della scelta di poter spendere quel poco che ti avanza. Per tutte le persone che in Gran Bretagna vivono in povertà grazie al modo in cui il governo sta gestendo i sussidi pubblici, il vero lusso è non essere costretti a chiedersi costantemente: "Stasera preferisco cenare o accendere il riscaldamento?" È tutto ciò che va oltre i bisogni primari dettati dalla nostra esistenza quotidiana, avere quegli spiccioli messi da parte da potere investire in un bel bagno caldo, comprare la vera mozzarella italiana invece che quell'imitazione insapore del supermercato sotto casa, salire sul bus invece di andare a piedi. Tutte cose della quale chi non è povero ignora l'importanza e la stessa esistenza.

Quando ero bambina, i miei erano poveri. A dire il vero abbiamo passato dei periodi in cui eravamo estremamente poveri. Non ho ancora capito la ragione alla base della nostra condizione economica, ma so che si trattava di un debito per un affare finito male. Ciò che ricordo sono questi due ragazzi poco più che ventenni che si sono trovati a crescere tre bambini sotto i cinque anni cercando costantemente di dare il meglio di loro stessi. Vivevamo nelle campagne dell'Essex e mio papà andava al lavoro in bici fino alla zona 4 di Londra perché non si poteva permettere la benzina per la macchina. Non avendo ancora vissuto le esperienze che mi avrebbero plasmata in quanto adulta, i miei momenti di lusso consistevano nella semplice stimolazione dei sensi. Si trattava più che altro del gusto, credo: avere il permesso di aiutare nella preparazione del pudding (che per noi consisteva in uno strano miscuglio fatto con la macedonia in barattolo), un cono dal gelataio, quel genere di cose. Non avere molti soldi significava essere costretti a condurre un'esistenza dettata dall'essenzialità, quindi ogni cosa che andava oltre la routine quotidiana per noi aveva il sapore del lusso. Si tratta di un concetto comune a tante persone.

Quando studiavo all'università, il lusso compariva nella forma di quel residuo di prestito scolastico che mi permetteva di prendere un taxi quando tornavo da una serata in un club, invece di salire sugli autobus notturni. Essendo poi divenuta giornalista, posso dire che, anche dopo i vent'anni, la situazione era la stessa. Oggi, che di anni ne ho più di trenta, significa avere abbastanza soldi da parte per viaggiare, mangiare in ristoranti di qualità e, a volte, concedermi il piacere materiale di possedere cose belle. Più di tutto il resto, però, il mio lusso è la quiete della mente. In quanto persona che è costretta a convivere con l'ansia, essere in grado di immergermi nel presente è qualcosa di difficile e prezioso.

Sono stata costretta a convivere con l'ansia nel corso di tutta la mia età adulta e ci tengo a sottolineare che 'convivere' è un termine dal significato variabile. A volte ne ho sofferto al punto dell'esasperazione e ci sono stati periodi in cui mi sono isolata dal resto del mondo. Altre volte la mia ansia sullo sfondo, come una piccola macchia sulle lenti dei miei occhiali. Sono riuscita ad arrivare al punto in cui posso sentirmi libera dalla morsa dell'ansia per periodi prolungati percorrendo un percorso arduo e disseminato di difficoltà nascoste. Ha richiesto e richiede tuttora tanto impegno, unito alla messa in pratica di ogni strategia che ho imparato per convivere con questo disturbo. Purtroppo si tratta di strategie fallaci. Tuttavia, sono riuscita ad accettare il fatto che il mio umore è sempre di passaggio. Non rimane mai uguale a se stesso.

A volte ne ho sofferto al punto dell'esasperazione e ci sono stati periodi in cui mi sono isolata dal resto del mondo. Altre volte la mia ansia sullo sfondo, come una piccola sulle lenti dei miei occhiali.

L'ansietà rende molto difficile il viversi il momento a volte, quando sei intrappolata in un labirinto di pensieri catastrofici e tutti gli altri sintomi che questi possono comportare. Possiamo arrivare ad essere tanto concentrati su noi stessi che tutto il mondo e i suoi colori vorticano attorno a noi piuttosto che finire nei nostri occhi, orecchie e cuori. Questo è ciò che rende la facoltà di vivere il momento, essere nel presente, una cosa tanto lussuosa.

Come si fa, però? Come si riesce ad evadere da questo mondo duro, veloce e digitalmente saturo e concentrarci su noi stessi in un modo che stimola la quiete? È la domanda da un milione di euro che ogni singolo organo di stampa si è già posto, senza però fornire una risposta. Non si tratta di un dubbio che appartiene esclusivamente a chi ha sofferto di malattie mentali, anche se sicuramente queste problematiche contribuiscono a rendere più ardua l'impresa. Interessa a tutti.

All'inizio di quest'anno ho finito di scrivere un libro sull'ansia. Sono partita facendomi domande su un qualcosa che è alla base della stessa condizione umana ma che in alcune persone (milioni in tutto il mondo) può tramutarsi in un disturbo. Non mi limito ad esplorare solo le radici del mio problema, ma anche il motivo per il quale alcune persone lo sviluppano e altri no. Questa distinzione è una parte fondamentale della mia ricerca, anche se alla fine mi sono trovata sempre di fronte alla stessa conclusione, ovvero che gli scienziati hanno delle idee ben chiare del perché l'ansia può diventare un problema tanto grande, ma che in realtà non esiste nulla che è solo bianco o solo nero. Le informazioni da assimilare sono molte.

Ho imparato che non esiste una vera e propria "cura" per l'ansia. Quella sì che sarebbe un vero lusso! Tuttavia, ci sono molte terapie diverse che possono aiutare persone come me a convivere con il problema e beh, vivere. In modo pieno, felice e con uno scopo. Durante il periodo in cui mi sono dedicata alla stesura del libro e i conseguenti periodi di solitudine, ho analizzato me stessa più di quanto avessi mai fatto prima. A volte mi sono trovata a piangere a causa di una profonda frustrazione, altre volte invece stavo seduta ad assistere alle parole che scorrevano da me in un flusso continuo, totalmente inconsapevole del fatto che era già calata la notte.

Ho riflettuto molto sull'idea di lusso e sono giunta alla conclusione che la sensazione più preziosa che conosco non nasce da qualcosa che posso toccare o indossare: è la realizzazione del fatto che per un attimo ho perso di vista lo scorrere del tempo.

Ho riflettuto molto sull'idea di lusso e sono giunta alla conclusione che la sensazione più preziosa che conosco non nasce da qualcosa che posso toccare o indossare: è la realizzazione del fatto che per un attimo ho perso di vista lo scorrere del tempo. Sarà perché soffro di crisi d'ansia, ma credo sia soprattutto perché sono una persona: le nostre menti sono avanzate e per questo in grado di riflettere e mettersi in discussione più di qualsiasi altro animale, ma a volte la natura si ritorce contro. Per molti aspetti possiamo considerarci troppo evoluti per il mondo in cui viviamo.

Questi momenti di cui parlo, i rari istanti cui mi fermo e capisco di non essermi resa conto del tempo che passava, occorrono soprattutto quando mi trovo fuori casa, in un ambiente naturale, lontana dal pc che mi ricorda costantemente la data e l'ora in un angolo dello schermo. Quando mi prendo il tempo di passare del tempo all'aria aperta, cosa che faccio ogni giorno (fa parte della mia personale strategia), ne percepisco chiaramente il beneficio. Durante il processo di stesura del libro, sono arrivata anche a comprendere la scienza che ne sta alla base. Tutti sappiamo che prendere le distanze da internet, dai nostri cellulari o qualsiasi cosa appartenente all'odierna tecnologia e guardare uno spettacolo naturale qualsiasi è un toccasana per noi, ma ignoriamo la affascinanti reazioni chimiche che avvengono nella nostra mente e l'importanza che hanno nel determinare il nostro umore. Avviene lo stesso quando mi perdo in conversazioni senza senso con i miei amici. Ridere di stupidaggini è la sensazione più liberatoria che io conosca. Lo stesso accade anche mentre ascolto le persone e quando imparo cose nuove. Questo è il motivo per il quale ho deciso, dopo una decade in cui mi sono dedicata esclusivamente alla scrittura e all'editing, di iscrivermi a un master in psicologia e cercare di diventare una psicologa clinica. Mi rendo conto di quanto possa considerarmi privilegiata per aver avuto l'occasione di fare una simile scelta.

Si tratta di un'idea alquanto esistenziale, ma credo che il lusso sia qualcosa che possiamo sentire, percepire, piuttosto che qualcosa di tangibile, o misurabile in termini di beni materiali. Alla fine non è proprio quello che cerchiamo quando spendiamo soldi in cose belle? Una sensazione? Se lasciamo da parte i soldi, forse il lusso si riduce al momento in cui trascendiamo il nostro stesso corpo, anche se in maniera temporanea. Il vero lusso si assapora in quel momento in cui il tempo sembra fermarsi ed ha un sapore diverso per ognuno di noi.

Crediti


Testo Eleanor Morgan
Foto Kai Schreiber

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