tilly lawless in difesa dei sex worker di tutto il mondo

La sex worker queer, cavallerizza e da poco laureata che sta dietro a #facesofprostitution parla dell'industria a cui appartiene all'alba di un anno pieno di sorprese.

di i-D Staff
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08 gennaio 2016, 9:50am

Da quando si è dichiarata pubblicamente una sex worker nel febbraio 2015, Tilly Lawless ha sempre difeso attivamente la comunità a cui appartiene, sciogliendo intelligentemente molti dubbi riguardo ai luoghi comuni circa il suo lavoro. 

Due mesi dopo aver rivelato la sua professione, Tilly ha postato uno scatto di se stessa su Instagram in risposta ad una storia falsa sulla prostituzione che circolava sul sito australiano Mamamia, includendo l'hashtag #facesofprositution. Questo ha portato molti altri sex worker dell'industria ad unirsi al movimento con l'intenzione di abbattere tutti i falsi stereotipi associati al loro lavoro. 

Ora che il polverone sembra essere svanito abbiamo incontrato Tilly per parlare del suo anno e dei suoi pensieri sull'industria. 

Per te è stato un anno impegnativo. Credi che avere un Instagram molto seguito, prima ancora del rivelare di essere una sex worker, abbia aiutato la gente a capire meglio il tuo lavoro? 
Avere un seguito su Instagram è una cosa di cui sono grata; so di fare fare parte di una minoranza privilegiata. Potrò parlare liberamente del mio lavoro nel New South Wales, in Australia, uno stato che discrimina chi ha questa professione, e perché sono una donna bianca, che non verrà sostenuta a causa della sua razza. Perciò avere un luogo dove poter parlare dei problemi dell'industria che una persona media non immagina nemmeno è magnifico. Lo penso perché mi sono esposta molto online anche prima di rivelare il mio lavoro, e perché uso il mio vero nome e il mio volto anziché un personaggio costruito, ha permesso alla gente di capire che prima di tutto sono un essere umano e poi il mio lavoro. 

Il fatto che io scopi per sopravvivere è solo un aspetto di me. I sex worker spesso sono visti semplicemente come prostitute senza nome nei libri, battute per Tina Fey, figure secondarie nei film, è quasi radicale vederli rappresentati chiaramente. Non sono perfetta, e anche se rientro in alcuni stereotipi, ne smantello altri; come fanno tutte le persone nella loro bellissima complessità. Spendo più soldi in libri che vestiti. Sono queer e interessata alla politica e cerco disperatamente di tenermi al passo con la tecnologia. Vedere un sex worker con i suoi difetti, anziché solo nella sua gloria, è molto importante. 

Internet ha avuto un grande impatto sull'attivismo e la visibilità dei sex worker? 
Internet è stato fondamentale, ha permesso a molte persone considerate ai limiti della società di conoscere la loro realtà per come è davvero. Penso che 20 anni fa avremmo visto molti più sex worker che tentano di dare prova della loro rispettabilità. 'Pago le tasse, non mi drogo, ho una relazione monogama al di fuori del mio lavoro' sono cose che i sex worker dicono per dimostrare di essere membri della società come tutti gli altri. Il fatto è che affermazioni simili penalizzano i sex worker che non sono conformisti. Dobbiamo essere rispettati perché siamo esseri umani, non perché siamo normali. Ora internet ha dato vita a dibattiti più variegati circa il sex work. 

È un'arma a doppio taglio però. Una cosa che mi rende diffidente è il successo di quello che chiamo 'il sex worker chic'. Negli anni '90 la svolta per le lesbiche e la loro visibilità è stato l'editoriale di K D Lang e Cindy Crawford, che ha reso glamour l'essere lesbica come mai era successo prima. È stato importante ma anche terribile per certi versi, perché non le ha rese più accettate e non sono state prese più seriamente grazie a questo, sono solo state usate come un mezzo dalla moda. Sta succedendo lo stesso ora con il sex work. La gente è pronta per fruire della cultura delle stripper e dei sex worker - pensate a Magic Mike XXL, alle protagoniste di Moulin Rouge e Breakfast at Tiffany's, pensate a quanto sono popolari ora le scarpe da stripper... ma a nessuno frega un cazzo dei nostri diritti. Siamo buoni da sfruttare, ma non da rispettare. È per questo che mi sforzo di parlare dei problemi che incontriamo, piuttosto che celebrare l'estetica e il lifestyle del mio lavoro - internet ha reso facile l'accesso a lati della nostra vita più controversi/interessanti senza nemmeno tenere conto di cosa sta dietro. 

Quali donne creative stanno migliorando le cose aumentando la consapevolezza circa la discriminazione? 
Janet Mock, Molly Crabapple, i poeti di Darkmatter (i quali sono genderqueer) - queste sono persone che utilizzano il loro seguito per parlare dei diritti dei sex worker, e mi scalda il cuore. Penso che la gente in genere non sia conscia delle difficoltà che i sex worker incontrano; che in certi stati in cui è considerato illegale o vige il Modello svedese, figli a carico, partner e affittuari possono essere accusati di essere dei protettori perché 'vivono con i soldi guadagnati da un sex worker', il che significa che diventa impossibile per i sex worker affittare una casa o spendere i propri soldi come vogliono. Il fatto che le donne trans di colore vengano prese di mira in America, dove anche l'avere con se dei preservativi è vista come prova per considerarli un sex worker, costringe i sex worker a lavorare senza di loro.

Le persone ignorano che i sex worker sono spesso esposti alla brutalità e alla corruzione della polizia. O anche le cose piccole, come non poter donare il sangue in quanto sex worker, e il fatto che potrebbe essermi vietato di entrare in America perché da loro la 'prostituzione' è illegale. Perciò vedi, il fatto che questi creativi parlino dei diritti dei sex worker, in un momento in cui se ne parla molto più apertamente e in cui domande come 'quanto guadagni?' e 'qual è la cosa più pazza che hai fatto?' vendono ancora bene, facendo capire che non è trendy parlare di queste cose è fantastico. Inoltre, anche vedere queste figure queer parlare di sesso lo è, storicamente il sex worker era una delle cose su cui i queer potevano fare affidamento per sopravvivere, dato che venivano discriminati nelle altre industrie. La comunità queer di recente ha spinto molto per diventare più omogenea, come la comunità etero, lasciandosi alle spalle gli elementi più radicali e 'scomodi', il che rende gli emarginati ancora più emarginati. La storica Yasmin Nair ha spiegato la cosa perfettamente quando ha detto 'il sex work è importante per la storia queer tanto quanto per il femminismo. Dimenticando il fatto che ha devastato il femminismo, e che farà lo stesso con i queer.' 

Crediti


Testo Ruby Giles
Foto Chloe Nour
Moda Kurt Johnson

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