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entrate nel magico mondo di bruce weber

Dal nuovo numero di HUMANITY Magazine, Dibi Fletcher ricorda il tempo trascorso con l'iconico fotografo.

di i-D Staff
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27 gennaio 2016, 10:10am

Era l'autunno del 1989 a San Clemente quando ho ricevuto una chiamata in ufficio da qualcuno che voleva sapere se Christian Fletcher fosse disponibile per uno shooting per Interview magazine con il fotografo di moda Bruce Weber. Era molto tempo prima che le compagnie di surf e i surfer si recassero sull'East Coast per la loro sessione estiva utile a coltivare relazioni sociali. Christian era finito su moltissimi giornali e spesso gli articoli non erano nemmeno stati un granché. Stavamo lavorando a Wave Warriors, Astrodeck e Christian Fletcher Clothing, e preparandoci per North Shore. Pensammo, beh perché no? Che c'è di male nel fare una piccola comparsa in un magazine che il famoso (o forse famigerato) Andy Warhol aveva reso una lettura imperdibile per la scena newyorkese? Probabilmente era la cosa giusta per una teen star del surf irriverente e giustamente impertinente. Perciò fu scelta la data dello shooting e la location sarebbe stata casa nostra, che guarda caso era adiacente a quella che era stata la Western Whitehouse del presidente Nixon. Al mitico Bruce non mancava di certo l'ironia.

Arrivò con qualche assistente che si occupava degli abiti e dell'acconciatura, in totale un entourage di 10 persone. Era davvero gentilissimo e ci mise tutti a nostro agio parlandoci di quando aveva scattato alcune persone che conoscevamo tutti. La sua conoscenza e la sua ammirazione per la scena surf era una cosa fantastica. Quello che era iniziato come un progetto marginale è finito per diventare "The Flying Fletchers" e un'amicizia durata anni e che mi ha accompagnato durante gli altri e bassi della vita quotidiana. Forse sono stati proprio i momenti più bui che mi hanno permesso di capire che uomo magnifico fosse Bruce.

Riconosce subito chi ha talento, e non intendo in modo superficiale, anche se forse non c'è bisogno di specificare. Lui sente che c'è qualcosa dentro le persone, che il suo interesse genuino per la scoperta dà la possibilità anche ai più modesti di aprirsi e lasciarlo entrare dentro di se senza temere che la loro fiducia venga violata o di non essere ricambiati. È un dono raro essere davvero interessati agli altri, e credo stia alla base di tutto il suo lavoro, che si tratti di shooting professionali o di progetti personali come il film A Letter to True, che ha girato come se si trattasse di una lettera d'amore al suo cane dopo l'11 settembre per esprimere il dolore che ha provato dopo una perdita così grande. È impressionante la sua capacità di farti vedere il mondo attraverso i suoi occhi, ovvero quelli di qualcuno che ha ancora l'abilità di andare in estasi per le nuove scoperte. Dallo scatto iconico di un atleta olimpico perfettamente proporzionato in intimo Calvin Klein ai ritratti intimi dell'amica storica Elizabeth Taylor a casa con i bigodini, ogni suo soggetto viene affrontato con un occhio di riguardo per i dettagli, tanto da farli sembrare delle sculture.

Ho avuto l'opportunità di lavorare con lui a progetti diversi nel corso degli anni, dagli shooting di Versace ai cataloghi di Abercrombie & Fitch sulla spiaggia a casa dei miei genitori, fino ai surfer scapestrati sulla North Shore per L'Uomo Vogue e al suo prossimo volume della sua serie All-American. Questi progetti ci hanno permesso di passare un bel po' di tempo assieme. Molti dei suoi amici che ho incontrato e che ora posso considerare più che semplici conoscenti sono i suoi amici d'infanzia o che ha conosciuto all'inizio della sua carriera. È sempre pronto a dare una parola di incoraggiamento o a richiamarti, anche se l'hai cercato alle 4 di notte o se ha finito di lavorare alle 8 di sera. Mangia un boccone e ti racconta cosa è successo durante la giornata prima di andare a editare i suoi scatti e fare quella fila di chiamate agli amici che avevano bisogno di sentire la sua voce rassicurante, per poi andare a letto a riposare e ricominciare il tutto da capo all'alba. 

La sua generosità non ha confini, e di solito ci si ritrova tutti per il compleanno di Nan, sua moglie da più di 25 anni, in un campo di pesca a nord di new York. È perfezione pura, la luna si riflette sull'acqua e una canzone di Eartha Kitt suonata con il piano sotto le stelle risuona assieme a "Buon compleanno".

Trascorrere qualche giorno come ospite nel mondo di Weber, non importa in quale parte del mondo mi trovassi, è stato più magico di quanto pensassi. C'erano libri di ogni genere ovunque, il profumo dei fuori era sempre nell'aria. Le lenzuola sono così fresche e pulite che sembrano asciugate al sole, i mobili bellissimi, maglioni, tappeti e borse erano perfetti per finire in una collezione di foto, il tutto reso ancora più spettacolare dal fatto che fossero disposti in maniera del tutto casuale. Dire che ero/sono incantata sarebbe riduttivo, ma davvero non ho mai visto così tanta bellezza generosamente condivisa. 

Fa beneficienza, supporta i rifugi per animali, rende gli sconosciuti delle star e trascorre il tempo libero scattando in analogico le sue 5 bellezze - le sue amate Golden Retriever - e il suo cane nero da salvataggio per rilassarsi. Questo è l'uomo che conosco, e la mia vita è stata arricchita enormemente da quando siamo amici. 

Dalla Issue 8 di HUMANITY Magazine

Crediti


Testo Dibi Fletcher
Foto di Bruce Weber