parliamo di attivismo politico con india salvor meneuz

L'attrice, artista e attivista ci ha parlato del #NODAPL, della parzialità dei media e dell'importanza di combattere per ciò in cui si crede.

di Tish Weinstock
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25 novembre 2016, 12:00pm

L'artista, attrice e attivista India Salvor Menuez è una di quelle rare persone che si preoccupano di più del mondo di quanto facciano di loro stesse. Il che è doppiamente bello se si pensa quanto la nostra generazione venga spesso criticata per essere la più egocentrica di sempre. Anche se è principalmente conosciuta come artista e attrice (è recentemente apparsa in Animali notturni di Tom Ford e nel film indie White Girl), il suo volto più significante è quello meno conosciuto da attivista, anche se lei stessa afferma di non sentirsi completamente a proprio agio con questo termine.

La sua prima esperienza "attiva", come lei stessa la descrive, è arrivata quando aveva 15 anni e si è unita alla NY2N0, un'organizzazione che mandava ragazzi del liceo a New Orleans per aiutare la città a riprendersi nell'immediato post-Katrina. Si è trattato della prima volta in cui ha potuto assistere in prima persona ai gravi problemi americani, tra razzismo ed egemonia bianca. Quando ha visto che il cambiamento per il quale stava combattendo sembrava impossibile, però, ne è rimasta abbattuta, frustrata. Questa delusione l'ha portata a fare un passo indietro e a fondare il collettivo artistico Luck You, un gruppo composto da lei e dai suoi amici che organizzava workshop gratuiti per le comunità locali, supportando in particolar modo i giovani artisti che erano stati ostracizzati dal mondo dell'arte, che fosse a causa del loro gender, classe sociale, colore della pelle o orientamento sessuale.

"Quando Luck You si è sciolto, mi ci è voluto un po' per trovare la mia voce nell'attivismo," ricorda. "Ho dovuto imparare ad identificarmi in quanto femminista dopo aver compreso chiaramente i limiti e i problemi del white feminism e ho dovuto anche trovare il mio posto in questo movimento." Oggi l'attrice cerca di usare la sua visibilità nel miglior modo possibile. Recentemente l'ha utilizzata per protestare contro la costruzione di un oleodotto (Dakota Access Pipeline) che avrebbe conseguenze disastrose per i nativi americani della Standing Rock Sioux.

Come ti sei avvicinata al movimento #NODAPL contro la costruzione dell'oleodotto in North Dakota?
Appena ne sono venuta a conoscenza non ho mai smesso di parlarne sui social media-- ogni giorno, dalla prima linea, arrivavano informazioni sempre più deprimenti. Lo scorso sabato ho organizzato un camion pieno di provviste. Però, sinceramente, vorrei avere la possibilità di andare lì di persona e protestare con gli altri che vogliono proteggere l'acqua di Standing Rock. Il "Clicktivism", l'attivismo fatto online, non mi sembra sufficiente. 

Perché si tratta di una causa tanto importante ai tuoi occhi?
Intersezionalità è una parola sulla bocca di tutti e ciò che sta accadendo qui fa riferimento proprio a questo. Molti utilizzano le parole "shoccato" o "sorpreso" quando descrivono la loro reazione alle recenti elezioni. Questi possono essere stati d'animo dannosi per chi non è per niente sorpreso, per chi ha sempre saputo ciò che significa essere vittima del patriarcato capitalista suprematista bianco americano. È proprio questo l'obiettivo della supremazia bianca e del classismo: quelli che stanno in alto non devono vedere o sentire il dolore e la sofferenza sui quali i loro privilegi si basano. Gli Stati Uniti sono stati fondati sulla decimazione di intere popolazioni e hanno fallito nel mantenere i patti con i Nativi americani. Per questo orrori come quello che sta accadendo ora finiscono per venire semplicemente considerati una perpetuazione di questa ingiustizia. Sostenere Standing Rock e dire no all'oleodotto non significa solo difendere l'ambiente e la parità d'accesso all'acqua, ma tutelare le minoranze e i Nativi. 

Cosa possiamo fare per sensibilizzare la gente sulla questione?
I media giocano un ruolo fondamentale per quanto riguarda i cambiamenti politici. Molti incolpano queste piattaforme per il risultato delle elezioni a causa del modo in cui hanno pilotato la loro attenzione in modo da elevare Trump. Mi ha fatto arrabbiare vedere quanto i mezzi di comunicazione mainstream stiano ignorando ciò che accade nel campo a Standing Rock. Dobbiamo fare in modo che questo finisca. A volte l'aiuto più utile e immediato è la donazione, che si tratti di fondi, provviste o beni di altro genere. E ovviamente, se avete la possibilità di andar lì per essere presenti in prima linea, fatelo!

I giovani sono più politicamente attivi che mai. Come mai secondo te?
Credo che sia ormai diventato chiaro che quella di "testimone innocente" è una posizione illusoria, che non esiste. Le piattaforme grazie alle quali è possibile condividere informazioni digitalmente sono utilissime per i giovani, affinché loro e le loro comunità capiscano come queste oppressioni sistematiche coinvolgano chiunque.

Creare un hashtag, unirsi ad un gruppo su Facebook e condividere informazioni sui social media è meglio di niente. Quando, però, questo tipo di "clicktivism" diventa inutile?
È il primo passo verso il cambiamento e sicuramente è importante, ma credo ci sia ancora bisogno di firmare le petizioni, attirare l'attenzione del governo e uscire a protestare. Poi è necessario che applichiamo i valori che predichiamo al nostro stile di vita, relazionandoci a chi ci circonda con positività. Il concetto di attivismo sarà diverso per ognuno di noi e io stessa non mi sento ancora perfettamente a mio agio quando mi definiscono attivista. Però ognuno di noi può essere attivo e non è mai troppo tardi per iniziare a lottare per un cambiamento.

Questa è l'era dell'incertezza, politicamente parlando. Cosa diresti ai giovani che hanno paura per il loro futuro?
Mantenete una mente aperta, ma critica, fate un sacco di domande e cercate di praticare la comunicazione non violenta. Non abbiate paura di essere voi stessi e ricordate che più siamo e più attivi siamo, più saremo forti nella nostra lotta contro l'ingiustizia.

Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
Spero di imparare a vivere in modo ancora più radicale e costruttivo senza far del male a nessuno. E spero anche di continuare a coltivare relazioni fondate su un mutuo scambio tra pari.

Crediti


Testo Tish Weinstock
Foto Alasdair McLellan

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