dieci cose che abbiamo imparato dallo skater blondey mccoy

Abbiamo passato un po' di tempo con lo skater Blondey McCoy durante gli ultimi giorni della sua mostra 'Us and Chem' mentre chiacchierava con il curatore d'arte Hans Ulrich Obrist di salute mentale, social media e la nonna che lo scambia per un altro.

di Georgie Wright
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29 agosto 2017, 4:43pm

Lo skater e stilista di streetwear Blondey McCoy ha appena riempito una casellina nell'impressionante lista di cose fatte prima dei vent'anni. Con la sua prima mostra, dal titolo Us and Chem, il poliedrico inglese si allontana da parchi urbani e atelier di moda per avvicinarsi alle pareti di una galleria d'arte. "Questa esibizione è la prima cosa che faccio a livello creativo senza l'intenzione di creare abiti o accessori."

L'abbiamo incontrato in compagnia di Hans Ulrich Obrist—il direttore artistico della Serpentine's Gallery di Londra—mentre i due chiacchieravano di salute mentale, social media ed epifanie generate dalla mostra.

A Blondey non interessa quand'è il tuo compleanno
"Ho appena tolto Facebook perché continuava a dirmi quand'è il compleanno di tutti i miei amici e a me non interessa."

Non fa skate solo per fare skate
"Ci sono alcuni skateboarder… che erano davvero creativi e facevano altre cose, oltre a skateare. E questo è il motivo per cui mi piace così tanto, più di ogni altra cosa che potrei mai considerare come sport. Perché in questo ambiente c'è spazio per fare esattamente tutto quello che vuoi fare."

Fotografia Wolfgang Tillmans

Gli piacciono sul serio le cose normali
"Mi piace molto prendere piccoli oggetti e renderli speciali. Cose quotidiane, che vediamo davanti a noi venti volte al giorno senza mai prestargli l'attenzione che meritano."

La sua mostra esplora i motivi per cui tutti ci alziamo dal letto la mattina
"Ho iniziato a prendere antidepressivi e stabilizzatori dell'umore, ma è stato un vero disastro perché ben presto ho cominciato ad abusarne. Ho passato così tanto tempo a casa, con le tende chiuse, senza mangiare né bere, solo per riuscire a lasciarli perdere. Quindi ho pensato che fosse necessario incorporare [alla mostra] elementi con cui ho acquistato nuova familiarità in quel periodo, perché tutto il senso dell'esibizione ruota intorno alla domanda: vale sempre la pena alzarsi dal letto la mattina? Se sì, perché?

Photography Regina Lemaire-Costa

Disintossicarsi dall'alcool l'ha ispirato nello scegliere il nome della mostra, Us and Chem
"Sono sobrio da sette mesi. E ha cambiato il modo in cui mi vedo. Ovviamente, questo ha ispirato il nome della mostra. 'Us,' noi, perché è introspettiva, e 'Chem,' [diminutivo di chemistry, chimica, ndt] perché parla di squilibri chimici.

Sua nonna è fantastica quando si tratta di complimenti ambigui. Un po' meno quando deve riconoscere suo nipote
"Mia nonna è venuta a vedere la mostra… e mi ha detto 'oh, eri così bello da bambino, cos'è successo?' E io le ho risposto, 'nonna, quello non sono io.'"

Fotografia Regina Lemaire-Costa

Hanno quasi riempito di prosecco una vasca da bagno. Siamo un po' tristi che alla fine non sia successo, però
"Continuavamo a dire 'riempiamola di prosecco!' Ma poi abbiamo pensato che qualcuno avrebbe potuto arrivare e aprire il rubinetto e inondare la mostra d'acqua e prosecco."

Ha fatto casino con i nomi quando ha incontrato l'artista-celebrità Damien (Hirst)
"Io e Damien ci siamo incontrati a Venezia. Ha visto ehm… Beautiful Chemical Imbalance."

Fotografia Regina Lemaire-Costa

Trasforma il disequilibrio chimico in creatività
"Tutti abbiamo un'equilibrio o un disequilibrio chimico, e devi decidere se affrontarlo o manometterlo. O magari passare al lato creativo."

Arte = Terapia
"Arrivano questi ragazzini che mi dicono 'mentre guardavo i tuoi lavori ho sentito qualcosa scattare dentro di me, mi ci sono rispecchiato.' Per me, ricevere questo tipo di feedback e interagire con le persone che si relazionano alle mie creazioni artistiche cementa l'epifania per cui l'arte non fa altro che confermare a chi la crea di stare bene."

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