le teste mozzate di gucci tra le rovine romane

Sarà Halloween, sarà l'ambientazione, saranno le luci, ma questi oggetti sono ancora più inquietanti di quando li abbiamo visti sulla passerella di Alessandro Michele.

di Federico Rocco; foto di Alejandro Otero
|
30 ottobre 2018, 10:12am

L’agglomerato urbano di Roma è il luogo di nascita delle arti figurative in Italia, e fin qui nulla da obiettare. Culla della bellezza nella penisola, Roma ha sempre rappresentato simbolicamente l’artigianalità manuale dell’arte e, al tempo stesso, la più cerebrale delle ispirazioni d’estetica. Ma Roma non è solamente la culla di secoli e secoli di storia dell’arte; negli ultimi sessant’anni proprio nella capitale si sviluppavano, in controtendenza rispetto al decadimento artistico, delle nuove forma d’arte che, mai come prima si radicavano nel territorio: il cinema e la moda. Fattori apparentemente divisi, ma che spesso e volentieri giocano in squadra.

teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale

Ecco perché Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, istituzione fiorentina di nascita e romana d’adozione, per la collezione autunno/inverno 2018 aveva sorprendentemente unito i due ambiti. In collaborazione con Makinarium—laboratorio artigianale per la realizzazione esclusivamente hand crafted di effetti speciali per il cinema—aveva fatto sfilare i modelli della maison di via Condotti con sotto braccio rappresentazioni fisiche iperrealistiche delle loro stesse facce, baby draghetti addormentati, camaleonti. Mera provocazione? La stampa a febbraio si era divisa sul significato profondo del messaggio. Un invito a mantenere salda la propria identità, o a riconoscere la propria autocoscienza, forse.

teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale

Più semplicemente, anche un rimando storico e fortemente antropologico delle abitudini dei romani del I secolo a.C. Questa volta, accostato agli pseudo-automi Gucci e ai loro volti irrigiditi, compare il Togato Barberini, scultura romana rappresentante un patrizio con nelle mani i volti dei suoi antenati. Il concetto ci è di sicuro familiare. Per Alessandro Michele la riflessione è partita da questo punto: siamo proprio noi gli antenati di noi stessi? Questa domanda è il centro del percorso comparativo pensato per PERSONA, esposizione della Curia Iulia del Senato Romano, dove Gucci torna a collaborare con Makinarium. Dagli studi preliminari ai bozzetti plastici, dalle analisi attentissime e anatomiche di volti e corpi umani ai calchi materici, si va a costruire l’iter creativo che sfocia poi nel fantasy delle creature fantastiche o nell’iperrealismo umano, ancor più inquietante perché quasi vero.

teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale

Quello che importa, dopo tutto, è la costruzione di una memoria. Attraverso la storia romana, le evocazioni di cui la Città Eterna è capace, l’heritage di Gucci e la sapienza di Makinarium si arriva fino al I secolo a.C. del Togato Barberini, per dimostrare che la rappresentazione è insieme lo strumento più antico e anche il più contemporaneo per la conoscenza.

La mostra "PERSONA Aeffetti Speciali: Makinarium con Gucci" organizzata dalla Curia Julia Senato Romano è visitabile dal 19 al 28 ottobre presso gli studi di Videocittà.

teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale
teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale
teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale
teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale
teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale
teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale
teste-mozzate-gucci-makinarium-roma-editoriale

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Qui l'intervista con Leonardo Cruciano, mastermind del laboratorio Makinarium:

Crediti


Testo di Federico Rocco
Fotografia Alejandro Otero

Tagged:
Gucci
Roma
alessandro michele
effetti speciali
makinarium
Curia Iulia