Intervista a Koffee, l'artista che porta il reggae nel futuro

Vi presentiamo Koffee, quinta cover star del nostro numero "The Get Up Stand Up Issue", che con il suo reggae sta completamente rivoluzionando il genere.

di Hazel Ong e Frankie Dunn
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22 novembre 2019, 4:25pm

Questo articolo è apparso originariamente sul numero cartaceo di i-D The Get Up Stand Up Issue 358, inverno 2019

Aspettate un secondo, cos’è questa melodia che aleggia in questo mondo oppresso? È Koffee! All’anagrafe Mikayla Simpson, 19 anni, nata in Spanish Town, Jamaica, è presto diventata una faccia familiare tra i palchi dei festival e le classifiche musicali. E sta già riscrivendo la storia, perché è stata la più giovane artista di sempre a entrare nella top 10 della classifica Reggae di Billboard con il suo EP di debutto Rapture. Per il suo singolo Toast, una produzione Major Lazer piena di energie che celebra i traguardi musicali raggiunti fino a ora, Koffee attraversa ballando la sua città natale, in un video che ha già superato gli 80 milioni di visualizzazioni. A questo pezzo sono seguite le collaborazioni con Ed Sheeran, Justin Bieber e Chronixx, oltre alle incredibili hit estive Throne e Rapture featuring la dancehall di Govana. Con hit pazzesche ancora da sfornare e un’amicizia che sta nascendo con Rihanna, questa talentuosa teenager ha una missione: trasmettere positività ai ragazzini di oggi e a quelli del futuro.

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Ciao Koffee! È stato un grande anno per te. Cosa ne pensi?
Cerco di prendere le cose con i miei tempi, un passo alla volta. Mia mamma mi guida attraverso tutte queste esperienze e faccio affidamento anche su Dio. Devi essere sempre concentrato per fare tutte le cose al meglio.

Raccontaci di tua mamma.
È sempre stata da sola e come unico genitore mi ha davvero dato tutto per farmi crescere al meglio. Sono stata cresciuta anche dalla Chiesa, circondata da Dio e dalla positività.

Com’è stato crescere a Spanish Town?
Era tutto abbastanza tranquillo. Non è un ambiente da grande metropoli, ha più un mood da città piccolina. Molto semplice, molto pratica. È anche davvero calda, e c’è sempre gente in giro. Mi manca quel clima quando sono lontano dalla Jamaica. Odio il freddo.

Avevi il presentimento che Toast sarebbe stata una hit?
Ero davvero molto agitata. Fino a quel momento avevo fatto solo roots reggae, mentre Toast si affida a un mood e a una produzione totalmente diversi. Ero curiosa di sapere se il mio paese mi avrebbe accettata comunque, anche creando qualcosa più pop.

E ovviamente l’ha fatto. La canzone parla del rendere grazie: di cosa sei grata?
Del mio percorso. Mi ha dato così tante opportunità. La musica mi si è presentata come un’opportunità, e da quel momento ho ricevuto solo benedizioni.

Destino! Raccontaci di questo percorso verso la musica.
Quando avevo 14 anni sono stata influenzata molto da artisti come Protoje e Chronixx, per questo ho iniziato a scrivere. Mi sono sempre vista più come una scrittrice che come una performer, ma quando ho avuto l’occasione di performare per la prima volta mi sentivo molto sicura e ho avuto quasi la certezza che poteva fare proprio per me. Mi ha dato forza. Tutto è iniziato da lì.

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Cosa volevi fare prima?
Volevo fare la farmacista, quindi studiavo scienze. Ero molto esigente a scuola.

Cosa ha pensato tua mamma quando hai cambiato questo sogno in quello di fare musica?
È stata immediatamente fiera di me. Non ha mai dubitato di me. Viene a ogni concerto che può. È davvero un grande supporto.

Oggi la reggae e la dancehall sono popolari a livello internazionale. Secondo te come si sono evoluti nel tempo?
Il reggae è iniziato come genere musicale per indurre una meditazione conscia, creando un ambiente in cui la gente poteva sentirsi a suo agio nel raccontare le realtà delle loro vite, riflettendo su cosa vuol dire essere nati in Jamaica. La reggae è semplice, è la vita quotidiana. Ho 19 anni, quindi cerco di carpire quello che interessa ai miei coetanei, cosa piace a loro, e fare una musica che rispecchi la loro vita di tutti i giorni.

Sei una giovanissima donna e un'artista reggae. Sei una sorta di anomalia.
In Jamaica i genitori sono molto chiari nei confronti dei loro figli: hanno il dovere di andare a scuola e in chiesa. Non è facile uscire da queste regole. Tutto parte dal coraggio, dalla volontà. Se hai talento, è un buon inizio, ma hai bisogno lo stesso del coraggio. La reggae e la dancehall sono industrie popolate da una maggioranza maschile, quindi ovviamente hai paura che da donna non farai successo; pensi che forse sarebbe meglio diventare medico o avvocato. È difficile, ma resto positiva, e faccio quello che l’ambiente mi permette di fare.

Assolutamente. Che tipo di aspettative hai verso te stessa?
Di restare positiva, di rimanere una persona spirituale, di essere sempre un buon esempio per i giovani. Essere una fonte di ispirazione. Come Bob Marley, che ha diffuso positività per tutta la sua vita, così influente e significativo. Cerco di farmi ispirare dalla sua purezza. Il modo in cui elaborava le sue esperienze e le rendeva accessibili al mondo intero.

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Sei cresciuta ascoltando Bob Marley?
Tutti in Jamaica. Lo veneriamo.

È davvero figo che Rihanna sia una fan di Koffee…
Sono una fan di Rihanna anche io!

Avete lavorato a delle tracce insieme?
Abbiamo giocato con un po' di cose. Credo che faremo qualcosa nel prossimo futuro, ma ora come ora non posso confermarlo.

Vuoi rappresentare la Jamaica nello stesso modo in cui lei rappresenta le Barbados?
Voglio mettere la Jamaica nelle mappe della musica, e farlo in modo impattante e sempre positivo.

Prima che iniziassi a fare musica, hai mai pensato di andare via dalla Jamaica?
Io amo la Jamaica. È un posto davvero creativo e non posso immaginarmi in nessun altro posto. Gli artisti jamaicani cercano sempre di fare arte in primis a casa, per mantenere la scena jamaicana sempre arriva. L’atmosfera è elettrizzante. Ce la stanno mettendo davvero tutta. C’è molto di cui essere fieri.

Hai nominato Chronixx e Protoje. Li consideri i tuoi mentori?
Li ammiro. Ammiro le loro anime, i loro spiriti, i loro percorsi.

Cosa puoi dirci del tuo nuovo singolo W. con Gunna? È pazzesco.
Uscirà a Novembre. Lo abbiamo fatto a LA. Solitamente scrivo prima le canzoni. Prendo un beat, vado a casa, lo ascolto, scrivo qualcosa. Ma questo è stato fatto tutto il studio. Ho sentito il beat e il testo è uscito di getto lì per lì. Avevamo un verso vuoto e abbiamo pensato: "chiediamo a Gunna." L’ha fatto e mi ha letteralmente sconvolta.

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Stai lavorando al tuo album di debutto?
Sto facendo questo mestiere da soli due anni, è ancora tutto nuovo per me. Ho il supporto e il contesto per poter creare qualcosa di davvero libero, quindi mi prendo il mio tempo per farlo. Voglio che sia perfetto.

Come ti mantieni ispirata?
Quando viaggio — e viaggio molto ultimamente — cerco di fare esperienze diverse, scoprire cosa rende unica ogni cultura, ogni posto che incontro. Questo mi tiene ispirata. I posti unici, ti regalano idee uniche.

Come pensi sarà la tua vita tra 10 anni?
Vorrei ispirare la gioventù jamaicana. Vorrei costruire una mia scuola per i ragazzi creativi. Vorrei davvero dare indietro tutto quello che ho ricevuto. Costruire un movimento. Facevo fatica a scuola — non venivo bocciata, ma comunque non riuscivo a dare il meglio. Quello spazio l’ho riempito in maniera creativa, ed è diventato un successo per me. Ho ribaltato un fallimento in un successo. Il mio talento mi ha formata e mi ha permesso di trovarmi.

Qual è il consiglio che vorresti dare ai tuoi coetanei?
Credere in sé stessi, essere sempre sé stessi, lavorare sodo. Rimanere sempre positivi e coerenti. Continuare a lavorare. Non sai mai dove ti potrebbe portare.

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Crediti


Fotografia Mario Sorrenti
Styling Alastair McKimm

Capelli Duffy per Streeters.
Trucco Nadia Braz con prodotti Anastasia Beverly Hills.
Unghie Honey per Exposure con prodotti Marc Jacobs Beauty
Enamored Hi-Shine Nail Lacquer in Blacquer.
Tecnico luci Lars Beaulieu.
Assistenti alla fotografia Kotaro Kawashima e Javier Villegas.
Assistenti allo styling Madison Matusich e Milton Dixon III.
Assistente capelli Lukas Tralmer.
Produzione Katie Fash.
Direttore casting Samuel Ellis Scheinmann per DMCASTING.

Intervista Hazel Ong
Introduzione Frankie Dunn

Koffee indossa tutti look Telfar SS20. Tutti i gioielli son dall'archivio della modella.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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The Get Up Stand Up Issue 358