Sulla sinistra, fotografia di Giorgia Imbrenda. Sulla destra, immagine da Ufficio Stampa.

"non seguite le mie orme": intervista al fotografo icona sølve sundsbø

Apre oggi a Milano "Beyond the Still Image", mostra monografica su Sølve Sundsbø. Per l'occasione lo abbiamo intervistato e ci siamo fatti dare qualche consiglio su come farcela nel mondo della fotografia.

di Giorgia Imbrenda
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15 novembre 2018, 12:27pm

Sulla sinistra, fotografia di Giorgia Imbrenda. Sulla destra, immagine da Ufficio Stampa.

Si chiama Beyond The Still Image, e non c'è titolo più adatto per la monografica di Sølve Sundsbø che apre oggi al pubblico negli spazi di Palazzo Reale a Milano. Organizzata nella cornice del Photo Vogue Festival, la mostra dell'icona della fotografia contemporanea è un viaggio che va oltre l'immagine statica, trasformandola in un ibrido a metà tra scatto fotografico e video.

Dieci sale in cui si snodano le opere del fotografo e filmmaker norvegese, dove possiamo trovare ritratti e cortometraggi che alternano immagini fisse e in movimento, ma anche proiezioni e istallazioni site-specific. Sundsbø si è guadagnato negli anni il nome di avanguardista nel suo campo d'azione, e questo perché fin dall'inizio della sua carriera si è spinto oltre i confini prestabiliti, sperimentando nuovi stili, testando tecniche mai provate prima come l'unione e commistione tra scansioni 3D, raggi X e ritocchi fatti a mano.

Stare davanti alle sue opere è, semplicemente, un turbinio di emozioni: violenza, sogno, malinconia, dolore, realtà, tridimensionalità e dissolvenza, giusto per nominarne alcune. Ma anche delicatezza, intimità e sublimazione della figura femminile, delle sue forme e della sua eleganza. Come ci spiegherà direttamente lui, infatti, l'obiettivo della mostra è quello di accompagnare l'osservatore in un viaggio diverso per ognuno di noi perché fatto di emozioni e sentimenti estremamente personali.

Proprio per questo, le immagini e i video in esposizione non hanno didascalia: non perché difficili da capire a priori, quanto più a causa dell'estrema intimità delle sensazioni che generano nello spettatore. È impossibile trovare parole valide per tutti in riferimento al corpus fotografico di Sølve Sundsbø, quasi quanto restare impassibili di fronte a loro.

Così, abbiamo chiesto a Sundsbø stesso di guidarci attraverso Beyond The Still Image.

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Fotografia di Giorgia Imbrenda

Perché hai deciso di chiamare questa mostra Beyond The Still Image? Qual è la sensazione che volevi evocare nei fruitori della mostra con questo nome?
Perché c'è molto video, molto cinema, molto film. Attenzione però, non nel senso tradizionale di questi termini: non c'è una narrativa o una trama che si sviluppa, ma è qualcosa di molto legato all'immagine non in movimento (still image, appunto). È come se uno scatto prendesse vita. Nelle opere qui esposte l'azione irrompe in ciò che è statico, rendendola dinamica.

Ci sono tante definizioni oggi per questa tecnica, come moving still, o poetry in motion, ma tutti vogliono indicare l'interazione tra il mondo del cinema e quello della fotografia. Le mie opere sono fotografie che sembrano quasi video, ma anche video che sembrano quasi fotografie.

C'è un'immagine a cui ti senti particolarmente legato? Quella che ritieni più rappresentativa?
Sarebbe come chiedermi se ho un figlio preferito, per me è impossibile rispondere a questa domanda in modo oggettivo. Sento un forte attaccamento emotivo verso le mie immagini, e sceglierne una su tutte sarebbe un torto a tutte le altre, e una tortura per me!

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Fotografia di Giorgia Imbrenda

Nella tua lunga carriera hai collaborato con numerosi magazine di moda, tra cui anche i-D. Ricordi il primo editoriale che hai scattato per noi?
Sì, certo! Sono passati un sacco di anni, ma devo ammettere che Terry Jones [fondatore di i-D, NdA] mi ha sempre sostenuto in tutto ciò che volevo fare. È un amico fidato per me, e ricordo con precisione uno dei primi editoriali fotografici fatti per i-D in cui lui arrivò sul set e la sua presenza lì cambiò l'umore a tutti. Ha un'energia incredibile, ed è stato incredibile poter lavorare con lui.

Hai qualche consiglio per giovani fotografi e creativi che desiderano seguire le tue orme?
Non seguite le mie orme. Questo è il mio miglior consiglio per chiunque: non fate ciò che fanno gli altri. Cercate di trovare la vostra strada, non imboccate percorsi già intrapresi da altri. Questo è il mio unico suggerimento che ho per chiunque voglia lavorare nel mondo della fotografia.

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La mostra Beyond the Still Image sarà visitabile fino al 9 dicembre a Palazzo Reale. Tutte le informazioni di cui avete bisogno le trovate qui.

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Qualche tempo fa abbiamo intervistato anche un altro grande della fotografia contemporanea, Peter Lindbergh. Qui trovi quello che ci ha raccontato:

Crediti


Testo di Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione dell'ufficio stampa Emanuela Schmeidler PR

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