ecco le due donne che faranno conoscere a tutto il mondo la moda africana

Due amiche di Londra stanno cambiando il nostro modo di pensare la moda africana.

di i-D Staff
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16 giugno 2016, 11:07am

Kiran Yoliswa e Alae Ismail sono due giovani donne che non hanno paura di osare. Il che è una fortuna, perché l'obiettivo che si sono prefissate non è semplice da raggiungere. Le fondatrici di Styled By Africa, un negozio online in cui si possono trovare i migliori brand africani del momento, non solo vogliono contribuire a far conoscere al resto del mondo la moda africana inserendo nel commercio internazionale gli abiti dei designer della loro terra, ma anche sfidare e cambiare la percezione che la gente ha della moda africana.

"Styled By Africa è nato come blog - ci urtava il modo in cui venivano rappresentati i giovani africani in tutto il mondo dai media e volevamo creare una piattaforma in cui la gente si potesse riconoscere," racconta Kiran. "La moda sembrava il mezzo giusto per riuscirci." Kiran e Alae si sono conosciute all'università mentre studiavano entrambe Biomedicina e "presto ci siamo sentite unite dal fatto che odiavamo le scienze e non volevamo diventare dottori come tutti gli altri del corso." Alae era sempre stata interessata alla moda, lavorava già come stylist part time mentre studiava all'università, mentre Kiran nutriva una passione per l'Africa e lo sviluppo.

Quando arrivò il momento di cercare lavoro dopo la laurea, le due ragazze si convinsero che le loro carriere dovevano riflettere le loro passioni. Ma trovare il lavoro giusto era piuttosto difficile. "Cercavamo lavori differenti e sembrava non ci fosse nulla che volevamo davvero fare," dice Kiran. "Perciò decidemmo di creare il nostro lavoro da sogno e vedere cosa sarebbe successo."

E fu così che nel 2012 il loro blog era nato. Quel Natale il duo andrò in Zimbabwe per incontrare alcuni designer e includerli nel loro primo evento, unendo creativi con la stessa visione appartenenti al mondo della moda, della musica e della cucina. Ciò che rivelò quel viaggio confermo solamente ciò che il duo già sapeva: quanto fosse mal rappresentata e poco compresa l'industria africana nel Regno Unito e nel resto del mondo.

"Quando siamo tornate la gente guardava le nostre foto del viaggio sul sito e commentavano con cose come, "Che figata, non sapevo la gente facesse cose così in Zimbabwe." racconta Kiran. E noi rispondevamo, "Ehm, sì!" È stato molto bello per noi riuscire a far conoscere tutte quelle storie provenienti da posti diversi."

Dopo 6 mesi, Kiran e Alae si resero conto che c'era un grande interesse nei confronti dei designer che promuovevano, e sempre più lettori chiedevano loro dove potessero acquistare i loro abiti.

"Cercavamo di mettere in contatto i lettori con i designer, ma spesso gli stilisti vivevano in posti come il Ghana e farsi inviare il prodotto era difficile. Poi abbiamo parlato con i designer e ci hanno detto che per loro la più grande sfida era avere accesso al mercato internazionale. Se sei un creativo in uno di questi Paesi il mercato nazionale è ridotto - non molta gente può permettersi di comprare i tuoi abiti. Un designer può sopravvivere, ma non può creare un business sostenibile a lungo termine.

"Ingenuamente abbiamo pensato 'okay, da un lato abbiamo i lettori che vogliono acquistare i capi e dall'altro gli stilisti che cercano un modo per mettersi in contatto con loro. Ciò che ci resta da fare è convertire il nostro blog in un negozio.'"

Sfortunatamente però, le cose non sono proprio così semplici come sembrano e stesse le ragazze lo avrebbero scoperto in un secondo momento. Comunque, questo non significa che la loro intuizione non sia stata geniale. Poco tempo dopo aver partorito l'idea, Kiran e Alae hanno presentato la loro proposta imprenditoriale (stilata durante brevi pause rubate al lavoro) a un'organizzazione volta a sostenere le idee di giovani imprenditori. Presto si sono trovate a lavorare con un mentore d'eccezione, Richard Branson. È stato questo che ha dato loro le conferme di cui avevano bisogno per trovare "il coraggio di aprire il negozio online."

A partire da quel momento, il duo si è recato spesso in Africa per ricercare il meglio nel campo della moda e scoprire nuovi interessanti stilisti emergenti. Il loro sito (e piccolo negozio a Brixton) ospita una collezione sapientemente curata che soddisfa le richieste di clienti provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti.

Non c'è dubbio sul fatto che questi capi potrebbero costare più del loro prezzo di listino, ma allora perché svalutiamo a tal punto la moda africana?

"Credo che per molto tempo sia rimasta radicata la concezione secondo la quale tutto ciò che proviene dall'Africa debba venir definito 'artigianato'," dice Kiran. "Le persone credono che la loro creazione non presupponga uno studio creativo e uno sforzo intellettuale. Questo è un mito che vogliamo sfatare."

Non solo questo, ma il duo ci tiene anche a puntualizzare che la moda africa non è esclusivamente composta da stampe brillanti e colorate.

"La moda africana è molto più delle semplici stampe con cui viene spesso identificata: non si limita al tradizionale tessuto pagne dell'Africa dell'ovest, poiché una singola tradizione non può essere considerata rappresentativa di tutto il territorio," puntualizza Kiran. "Alae viene dall'Africa dell'est, dove la maggioranza dei capi sono bianchi con pochi tocchi di colore. In Sudafrica, invece, le stampe sono molto più elaborate."

Seppur Kiran e Alae non vedono l'ora di scovare nuovi talenti nascosti africani, per loro rimane di vitale importanza anche assicurarsi che l'industria che stanno aiutando ad affermarsi mantenga la inalterata la propria natura etica e sostenibile. "In termini di produzione, uno dei valori fondamentali è utilizzare questa piattaforma per creare posti di lavoro per i giovani africani, in particolare le donne," racconta Kiran. "La maggioranza dei brand che vendiamo sono gestiti da donne e anche molti dei nostri production manager e sarti sono donne: si tratta di un'industria ad alto impatto."

"Abbiamo anche collaborato con la Ethical Fashion Initiative, che ha un intero team dedicata allo sviluppo di soluzioni dal ridotto impatto ambientale," dice Alae. "È fantastico vedere quante donne hanno iniziato un lavoro a tempo pieno o part time e quanto hanno imparato."

Sono passati ormai quattro anni dal giorno in cui è nato Styled By Africa e Kiran e Alae si sono prefisse ancora moltissimi obiettivi da raggiungere. "Si è trattato di un percorso bellissimo," dice Alae, "ma abbiamo ancora grandi progetti. Al momento ci stiamo concentrando sul lato economico della questione, ma quest'anno speriamo di poter far ritorno in Africa per poter scoprire più brand sconosciuti."

Styled By Africa potrebbe potrebbe diventare il prossimo Net-a-Porter della moda africana? "È proprio ciò a cui miriamo" conferma Alae.

Crediti


Illustrazioni Hisham Bharoocha

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