l'etereo erotismo dei cigarettes after sex

In occasione del concerto della band a Bologna abbiamo incontrato il frontman Greg Gonzalez per parlare di amori passati e del lato sensuale del quotidiano.

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13 dicembre 2016, 2:50pm

Se non fosse diventato un musicista di successo Greg Gonzales, voce e chitarra dei Cigarettes After Sex, avrebbe fatto il regista. "Mi piace molto il cinema ed è un altro medium da cui traggo ispirazione per creare la nostra musica," racconta nella penombra del Covo avvolto in una giacca in pelle, "Éric Rohmer, ad esempio, credo sia molto in sintonia con i Cigarettes." Il cinema della parola del regista della Nouvelle Vague racconta, proprio come le canzoni delicate e sensuali della band, la bellezza del quotidiano, ciò che intercorre tra un pigro mattino invernale e una notte gelida in città, gli screzi tra amanti e le chiacchiere tra amici, la casualità della vita, il flusso inarrestabile degli eventi.
Da Nothing's Gonna Hurt You Baby ad Affection, fino all'ultima uscita, K., le tracce dei Cigarettes catturano anche quelle che sono le nostre emozioni, ed è forse proprio per questo che riescono ad ammaliare un numero sempre più vasto di seguaci devoti. 

Abbiamo incontrato Gonzales per scoprire cosa nasconde il fascino di questa band così discreta, conoscere le passioni che lo muovono e per chiedergli quando uscirà il loro primo disco tanto atteso. 

Il vostro primo EP, I, è uscito nel 2012. Com'è stato raggiungere il successo dopo ben quattro anni?
Ho iniziato un mio progetto solista nel 2008, poi l'ho lasciato da parte per iniziare con la band, ma per molto tempo ero abituato al fatto di venire ignorato musicalmente dalla maggior parte della gente. Il fatto che la mia musica non fosse immediatamente compresa mi ha fatto capire che ero sulla giusta strada. Ciò che faccio mi appassiona, ero fiducioso che prima o poi sarei arrivato da qualche parte.

E come ti senti ora che state affrontando un tour mondiale e che fate parte della prossima line-up del Primavera Sound?
Benissimo, posso dire di fare ciò che voglio nella vita, suonare in giro per il mondo musica che amo. Il modo in cui la gente si relaziona alle nostre canzoni è fantastico, a volte ho la sensazione di poter aiutare chi ci ascolta con i loro problemi di tutti i giorni ed è una sensazione stupenda. Non potrei chiedere di meglio.

Qual è la cosa migliore del suonare dal vivo?
Quando la gente canta con te, è davvero bello vedere come la gente conosca tutti i testi a memoria. È un grande complimento da parte del pubblico.

Parlando di testi, i tuoi spesso sono molto personali. Come nascono e come si sviluppa il tuo processo creativo?
Mi lascio ispirare da ciò che mi accade. Per me è come scrivere un memoir: tutto si basa su fatti reali. Molti testi si rifanno a una delle mie relazioni passate, come quello di Affection ad esempio, che parla della storia più lunga che ho mai avuto. Anche K. racconta un'esperienza reale, tra ristoranti e feste sulla Lower East Side.

Oltre alla vita di tutti giorni, quali sono le altre tue fonti di ispirazione? In un'intervista per Noisey ho letto che una delle tue icone della musica è Françoise Hardy. C'è qualche altro artista, letterato o cineasta che ti ha influenzato?
Mi ha dato molta ispirazione la poesia di Richard Brautigan, è un perfetto equilibrio tra dolcezza e sensualità. Come lui, anche io con le mie parole volevo unire queste due sfere senza essere troppo sessuale. Volevo che i miei testi fossero onesti come i suoi, come se stessi raccontando una storia ad un'amico, ma senza scadere nell'esplicito. Si possono dire cose volgari anche con dolcezza.

Quando canti è difficile intuire se la tua sia uno voce maschile o femminile. Per certi versi mi ricorda molto Rhye. È stata una scelta mirata quella di mantenere questa aura agender?
Da quando canto moltissimi fan sono convinti io sia una donna (ride) e lo prendo come un grandissimo complimento. La maggior parte delle mie cantanti preferite sono donne, da Françoise Hardy, a Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, fino a Enya, Madonna, Julie London. Credo che ciò mi abbia influenzato; inoltre l'androginia è una cosa fantastica, basti pensare Prince e a molti altri artisti pop: la loro voce ha un qualcosa di ultraterreno.

Che carriera avresti intrapreso se non avessi fatto successo con la musica?
Sarei un regista probabilmente. Mi piace molto il cinema ed è un altro medium da cui traggo ispirazione per creare la nostra musica. Éric Rohmer ad esempio credo sia molto in sintonia con i Cigarettes. Ha un modo adulto di raccontare l'amore. Allo stesso modo credo che Blue Velvet di Lynch si possa associare a ciò che facciamo, non per la violenza che è presente in alcune scene, ma soprattuto per la sua atmosfera sognante, sensuale. Per la stessa stagione cito anche Belle de Jour di Buñuel.

Passando alla fotografia, la vostra prima cover è una foto di Man Ray, Lee Miller's Neck della serie Anatomy. Perché proprio quell'immagine?
Per questo progetto musicale volevo un'estetica molto coesa. Agli inizi ne ho parlato con alcuni amici e uno di loro mi ha suggerito di dare un'occhiata alle foto di Man Ray. Erano perfette, a metà tra l'erotico e il surreale. Con le altre copertine stiamo cercando di seguire questa linea che ben rappresenta il nostro sound.

A quando il vostro primo album?
È quasi pronto. Quando torneremo a New York faremo il mastering e abbiamo in programma di pubblicarlo durante l'estate.

cigarettesaftersex.com

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto cover Cigarettes After Sex, I.