il futuro della moda secondo erika cavallini

Parliamo con la designer dell'importanza di essere sempre se stessi, il vero lusso è avere uno stile unico e autentico.

di Gloria Maria Cappelletti
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08 giugno 2016, 7:00pm

Abbiamo saputo che ha uno spirito riservato e non ama concedersi alla stampa. Come le sue collezioni, che sono sofisticate e preziose nel taglio vivo e i dettagli discreti uniti inaspettatamente a volumi ribelli. Siamo riusciti pero' ad avere un'intervista con Erika Cavallini, con cui condividiamo uno stile di pensiero libero e non convenzionale. 

Raccontaci qualcosa del tuo background e formazione, quando nasce la tua passione per la moda?
Ho lavorato tanti anni facendo consulenze per diversi marchi. Poi, in un momento in cui avevo deciso di cambiare radicalmente lavoro, in un mercatino, mi sono imbattuta in un vecchio timbro e da quell'incontro è rinata la passione. All'inizio non era nemmeno un "progetto", ma un piacere di produrre finalmente capi "miei", senza alcuna briglia commerciale: la prima è stata una collezione di 12 black dress che ancor oggi, quando li rivedo, mi emozionano.

Quali sono le principali fonti di ispirazione per Erika Cavallini?
Posso dire tutto: l'arte, il cinema, i viaggi, le letture. Da qui, ancor prima che dai vecchi archivi o da capi di passate collezioni, vengono gli stimoli iniziali.

La moda ha a che fare con le tendenze, oppure è qualcosa di diverso?
Il vero stile è non seguire le mode. Oggi più che mai credo che mixare capi e stili sia molto moderno. Non seguire le mode oggi è il vero stile. Seguire ciecamente le tendenze al contrario può significare correre il rischio di appiattirsi ed omologarsi.

C'è un grande ritorno allo spirito degli anni '90, ma come è cambiato il mondo della moda negli ultimi 20 anni?
Ciclicamente si parla di anni '50 (i miei preferiti), '60, '70, ecc. Credo che faccia parte in maniera ingigantita delle insicurezze che il sistema moda porta insite in se stesso. Mi colpisce in questi giorni una mostra in corso a Parigi al Centre Pompidou sugli anni '80, « L'insoutenable légèreté », mutuato dall'omonimo romanzo di Milan Kundera. Non conosco gli anni '80 e per questo ne sono curiosa. Ogni decennio porta in sè una caratteristica che col tempo assume un valore particolare e, tornando alla domanda, gli anni '90 credo siano stati l'ultima espressione di una vera libertà creativa.

Che ruolo gioca il digitale nell'industria della moda?
Sicuramente la facilità di comunicazione anche se c'è, a mio avviso, un rovescio della medaglia; vale a dire la caduta del fattore desiderabilità. La velocità unita all'accessibilità hanno contribuito a far sì che ogni idea invecchi all'istante.

Se potessi cambiare qualcosa nell'industria della moda quale sarebbe?
Le tempistiche: per un creativo è veramente complicato riuscire ad organizzare il proprio lavoro rispettando i timing sempre più serrati legati alla produzione e al numero crescente di collezioni.

Che consiglio vorresti dare a tutti i giovani che sognano di diventare stilisti?
Siate voi stessi più che potete e finché potete. Non ascoltate nessuno se non la vocina che sempre vi parla dentro. Poi ci sarà anche il tempo in cui sarà importante ascoltare anche altre voci al di fuori di voi… voci con le quali non sempre vi troverete d'accordo.

Qual è il futuro della moda?
Il futuro della moda è non essere di moda, non seguire a testa bassa quelle che sono le tendenze, ma rielaborarle secondo un proprio gusto, rimanendo sempre se stessi.

Oltre alla moda, qual è la tua più grande passione?
Io vengo da una formazione scolastica artistica e devo dire che negli ultimi anni si sono riaccesi in me nuovi interessi, in primis la fotografia e l'arte in generale.

Qual è la tua definizione di bellezza?
La bellezza è qualcosa di puro e naturale, di non contaminato da cliché. Personalmente cerco il bello delle cose non scontate, anche il brutto e l'eccesso mi stimolano, l'importante è che siano autentici. Sorrentino trova la sua Grande Bellezza in una Roma cafona e senza regole, ma autentica.

erikacavallini.com

Crediti


Testo Gloria Maria Cappelletti
Foto backstage e video della collezione Erika Cavallini Winter 16

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