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#VodafoneNewWave: abbiamo parlato con Simon Beckerman, fondatore di Depop, social shopping app.

di Vincenzo Ligresti
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02 marzo 2017, 9:15am

Simon Beckerman

Italia è sinonimo di creatività, un paese che continua ad evolversi e registrare i cambiamenti della nuova generazione. Nasce così il progetto #VodafoneNewWave: una vetrina per diffondere quanto la connessione tra tecnica, estro e qualità possa creare realtà uniche e innovative. Abbiamo parlato con Simon Beckerman, fondatore di Depop, social shopping app.

Qual è stato il tuo percorso?
Sono nato e cresciuto a Milano. Dopo aver frequentato il liceo artistico e studiato Disegno Industriale al Politecnico, ho iniziato a lavorare in uno studio di grafica insieme a mio fratello nel '98. Creavamo siti internet, loghi, cose del genere. L'anno successivo, abbiamo cominciato l'avventura di Pig, una rivista di moda, musica e lifestyle. È andata molto bene, e per 10 anni siamo stati un po' il punto di riferimento nel mondo della moda in Italia. Sempre durante questo periodo, nel 2006, abbiamo anche creato Super, marchio di occhiali made in Italy, in acetato e colorati. Una volta lanciato, molti personaggi famosi - come Rihanna, Kany West, i Daft Punk - hanno iniziato a utilizzare i nostri prodotti spontaneamente. Attualmente l'azienda degli occhiali è seguita esclusivamente da mio fratello, mentre io sono a Londra a occuparmi di Depop.

Com'è nata l'idea di Depop?
Nel 2011 l'idea era quella di creare un e-commerce, uno shop in cui mettere in vendita tutti gli oggetti di cui parlavamo nella nostra rivista. Durante la progettazione, però, ho inserito poco a poco delle funzioni particolari che hanno differenziato Depop dagli altri shop online.

In che cosa precisamente la tua app si differenzia da siti come Ebay e simili?
La differenza è che Depop è un vero e proprio social network. Puoi seguire le persone, mettere like, aggiungere un commento, utilizzare la chat privata. Quando vuoi comprare qualcosa, hai sempre la sensazione di essere in contatto con una persona reale. Tanto che, dopo la transazione, le persone spesso diventano anche amiche e continuano a comprarsi a vicenda.

Per chi ancora non lo sapesse, potresti spiegare nel dettaglio come funziona Depop?
In pratica una volta fatta l'iscrizione, l'applicazione ti suggerisce degli amici e di attivare la connessione con Facebook per aggiungere tutti i contatti che sono già iscritti. Una volta superato questo primo step, puoi iniziare a scoprire o cercare gli oggetti in vendita. Quando invece deciderai di vendere qualcosa, dovrai utilizzare il bottone centrale - esattamente come Instagram - per caricare foto, descrizione e prezzo.

Mi hai detto che avete sede a Milano, Londra e New York. Cosa cercano di vendere e soprattutto di comprare gli utenti nei vari paesi?
Ovunque abiti, ma con le dovute differenze. In Italia vanno più le robe vintage sullo stile di Moschino, Ferragamo, Fendi, insomma i vecchi vestiti che le nostre mamme tenevano nell'armadio; In Inghilterra, invece, si parla più di street wear, quindi marchi come Palace, Supreme, Nike, Adidas e Champions; in America è un mix.

Negli ultimi anni abiti e oggetti vintage sono tornati di moda. Secondo te il concetto stesso di vintage è cambiato rispetto al passato?
Assolutamente. Oggi i ragazzi si rendono conto che i prezzi del "nuovo" sono molto alti, e grazie a nuove piattaforme non considerano più il vintage come "usato". Prima di decidere se comprare una cosa nuova, per esempio, gli utenti dell'app controllano se possono trovarla su Depop. Vedo in futuro un mondo in cui ci sarà sempre più vintage e sempre meno nuovo.

Hai mai acquistato qualcosa tramite la tua app?
Sì, spesso. Ho comprato una felpa Champions proprio settimana scorsa.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Al momento mi dedico principalmente a Depop, ma c'è un nuovo progetto a cui stiamo pensando. Diciamo che è più un oggetto e non un software, ma non posso aggiungere altro.

In collaborazione con Vodafone Unlimited.
@vodafone_unlimited

Crediti


Testo Vincenzo Ligresti

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