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chi sono i giovani creativi italiani che vivono a londra

Ma non chiamateli cervelli in fuga.

di Cecilia Broschi
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29 novembre 2016, 10:40am

Alice, 23 anni, Milano. 
Cosa fai nella vita? Ho appena iniziato il master in Fashion Design Womenswear al Royal College of Art di Londra dopo essermi laureata in Fashion Design presso l'Edinburgh College of Art. Quando ti sei trasferita a Londra? Ho lasciato Milano 5 anni fa e ho vissuto ''in and out of London" e in giro per l'Inghilterra. Mi sono trasferita per studiare Fashion Design perché penso che le scuole inglesi abbiano un approccio diverso, a mio parere vincente, verso gli studi artistici e la creatività. Com'è l'ambiente creativo a Londra? A mio parere più aperto di quello italiano e celebrativo nei confronti delle diversità di qualsiasi tipo, dalla razza al genere, alla sessualità al modo di pensare. Incontrare persone diverse che hanno vissuto storie completamente diverse dalle mie è l'aspetto più interessante dello studiare a Londra. Che progetti hai per il futuro? Ho passato troppi anni pensando al futuro scordandomi del presente. Andrò dove mi porterà il lavoro e/o il cuore. Qual è il tuo sogno nel cassetto? I sogni cambiano, si evolvono. In questo momento sogno un giorno di poter essere il direttore creativo del mio brand e poter non solo vendere e far vedere le mie collezioni ma soprattutto raccontare una storia e poter cambiare la percezione che le persone hanno di loro stessi e delle proprie emozioni. Quanto la Brexit ha influito sul tuo modo di vivere a Londra? Non ha ancora influito sul mio modo di vivere, ma piuttosto sulla mia opinione dell'Inghilterra. Ho sempre pensato a Londra, città con la quale ho un legame di sangue in quanto sono per metà Inglese, come il posto dove poter crescere e iniziare la mia vita da non studente, ma non condivido la maggior parte dei valori della Brexit quindi quando finirò i miei studi e deciderò cosa fare.

Jerro e Caro, 26 e 24 anni, Firenze.
Cosa fate nella vita? Siamo musicisti e abbiamo fondato il progetto pop Celluloid Jam qualche anno fa, insieme al nostro migliore amico e visual artist David Hartono. Anche se da quando ci siamo trasferiti ci manteniamo facendo i commessi. Quando vi siete trasferiti? Ci siamo trasferiti a Londra a settembre, perché dopo una vita a Firenze avevamo voglia di vivere altrove. Abbiamo suonato a Londra nell'estate del 2015 e abbiamo ricevuto feedback super positivi, quindi è stata una scelta naturale. Com'è l'ambiente creativo? Molto vasto e diversificato. Ciò che più ci piace è assistere ai concerti più assurdi e underground, e lasciarci ispirare da artisti che in Italia raramente vedremmo su un palcoscenico. Tante volte è veramente difficile scegliere a quali concerti andare, perché ogni sera si esibiscono un sacco di band in tutta Londra. Cosa credi che questo Paese abbia da offrire più dell'Italia? Londra attrae da generazioni artisti da tutta Europa e tutto il mondo. È la città perfetta dove incontrare altri creativi, far nascere nuove collaborazioni e farsi ispirare. Noi non siamo fuggiti da Firenze, anzi è sempre nel nostro cuore, ma siamo nati e cresciuti lì e stavamo incominciando ad adagiarci nella routine cittadina. In soli due mesi Londra ci ha fatto ridere e piangere e mettere tutto in discussione, ma siamo riusciti ad incanalare tutta questa energia nella nostra musica e ne siamo molto soddisfatti. Qual è il vostro sogno nel cassetto? Diventare delle pop star per fare soldi da spendere in tutte le cause che ci stanno a cuore e investire in arte e giovani artisti. Soprattutto in Italia! Quanto la Brexit ha influito sul vostro modo di vivere a Londra? Ci ha dato gioie abbassando il valore del pound! Scherzi a parte, è un disastro totale, anche per il mondo della musica. È ancora presto per dirlo, ma tra un paio di anni si vedrà…

Gianco, 24 anni, Roma.
Cosa fai nella vita? Stylist e fashion assistant, al momento sto concludendo una laurea magistrale alla Central Saint Martins. Com'è l'ambiente creativo a Londra? La creatività permea la cultura londinese. C'è un grande dinamismo interdisciplinare, il mondo dell'arte e della moda sono in un dialogo costante generato dalla cultura dei club e vita notturna.  Cosa credi che questo Paese abbia da offrire più dell'Italia? Tanto fish&chips? Si scherza. Londra personalmente mi ha dato una sicurezza in me stesso e nella mia individualità della quale sono molto grato, forse dovuto al pluralismo culturale che la caratterizza che ti spinge a confrontarti con realtà e mentalità diverse ogni giorno. Londra per assurdo mi ha reso più sicuro anche nella mia 'italianità' e vivere all'estero nel corso degli anni mi ha fatto apprezzare con occhi diversi quello che mi sono lasciato alle spalle e a cui oggi do un valore molto maggiore. Che progetti hai per il futuro? Mi piacerebbe viaggiare, vivere sulla mia pelle altre capitali europee come Parigi o Berlino e perfezionare un'altra lingua sarebbe bello. L'Asia è un'altra meta che in un modo o nell'altro sogno di perseguire. Quanto la Brexit ha influito sul tuo modo di vivere a Londra? Per adesso la Brexit non ha avuto ripercussioni immediatamente percettibili. Londra è un po' una realtà a se rispetto al resto del Regno Unito, vive di multiculturalismo ed è estremamente tollerante e inclusiva. Certamente però sentirsi malvoluto dalla maggioranza nel resto del Paese ha provocato un certo disagio emotivo e forse ha contribuito a far crescere in me la curiosità e voglia di conoscere nuove realtà. Cosa consiglieresti ad una giovane creativo che vive in Italia? Ad un giovane creativo in Italia consiglierei di guardare il più possibile alla nostra storia e alla nostra cultura e di farne tesoro perché abbiamo una ricchezza impagabile e sfaccettata che affascina e stupisce. Rendersene coscienti serve non solo a celebrare il nostro patrimonio culturale ma anche a tenerlo vivo e dargli una rilevanza nella contemporaneità. Mi sembra che troppo spesso ci sottovalutiamo e lo sguardo al passato sembra essere sempre nostalgico e disilluso. 

Chiara, 23 anni, Milano. 
Cosa fai nella vita? Mi sono recentemente laureata in Graphic Design alla Central Saint Martins e da poco sto svolgendo uno stage di video editing da SHOWstudio. Quando ti sei trasferita a Londra? Mi sono trasferita nel settembre del 2012, subito dopo aver finito il liceo. Ho scelto Londra per la sua vitalità e le sue diversità. Com'è l'ambiente creativo? Elastico e tollerante. Come me, la maggior parte dei creativi vedono Londra come una sorta di rifugio dove chiunque abbia voglia di esprimersi liberamente in modo sincero e autentico è accolto con rispetto e considerazione. Da questo ne deriva un forte dinamismo che caratterizza l'ambiente creativo londinese in modo consistente. Che progetti hai per il futuro? Il mio obiettivo principale è sviluppare le mie capacità per poter affermarmi nell'ambito della produzione cinematografica. Non sono sicura di quanto tempo rimarrò ancora qui, sono decisa a spostarmi ovunque mi sia offerta la possibilità di crescere professionalmente. Qual è il tuo sogno nel cassetto?Lavorare a fianco di Nicolas Winding Refn o Spike Jonze. Quanto la Brexit ha influito sul tuo modo di vivere a Londra? La mia vita di tutti i giorni non è cambiata per adesso. Credo che fra un po' di anni noterò la differenza, soprattutto quando, se vorrò iscrivermi ad un master, dovrò farlo come "international student". Cosa consiglieresti ad una giovane creativa che vive in Italia? Circondati di persone interessanti, che ti stimolino e ti rispettino. La creatività è una calamita sul mondo esterno che attrae tutto ciò che ci sta intorno. Fai in modo che i tuoi amici siano un'influenza positiva su te stessa e sul tuo lavoro.

Tancredi, 22 anni, Roma. 
Cosa fai nella vita? Frequento la Central Saint Martins dove studio Fashion Design Menswear. Quando ti sei trasferito a Londra? E perché proprio questa città? Mi sono trasferito a Londra nel tardo 2015 perchè la migliore università di moda è qui, nel caso ci fosse stata una migliore alternativa in Italia sarei volentieri rimasto. Com'è l'ambiente creativo a Londra? Coinvolgente ed internazionale ma allo stesso tempo molto conforme e leggermente superficiale secondo me. Che progetti hai per il futuro, credi che rimarrai lì a vivere? Sarei rimasto con piacere a Londra per poter lavorare ed essere in contatto con il resto dell'Europa, ma dopo le ultime novità non credo varrà le pena dover combattere contro le varie limitazioni e le tasse. Quanto la Brexit ha influito sul tuo modo di vivere a Londra? Nel mio modo di vivere a Londra non ci sono stati grandi cambiamenti percepibili per ora. Credo che chi soffre di più al momento siano i giovani intrappolati con un passaporto inglese. Un aspetto 'positivo' post Brexit è stato lo shopping agevolato dell'imbarazzante crollo del pound. Qual è il tuo sogno nel cassetto? Poter progettare vestiti senza aver nessuna limitazione. Cosa consiglieresti ad un giovane creativo che vive in Italia? Consiglio di specializzarsi ed eccellere in un disciplina ben precisa in cui si crede pienamente. Fondamentalmente consiglio di non perdersi in cazzate. 

Crediti


Foto Giovanni Corabi