Immagini su gentile concessione di Tom Galle

questo artista crea surreali meme ispirandosi alla sua (noiosa) vita quotidiana

Perché usare riferimenti alla cultura pop nei tuoi meme quando puoi crearne migliaia partendo dai selfie sul tuo iPhone?

di Juule Kay
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12 novembre 2018, 11:33am

Immagini su gentile concessione di Tom Galle

Ci sono giorni in cui ci sentiamo benissimo, quelli in cui la creatività è alle stelle e ogni trovata che ci passa per il cervello sembra avere le potenzialità per svoltarci la vita e far lievitare il conto in banca fino a rendere sostenibile l'acquisto di un paio di stivali Tabi.

E poi ci sono quei giorni in cui fissiamo lo schermo del computer per ore, ma senza il minimo risultato. Quando succede, le possibilità per risolvere le cose sono diverse. Potresti ad esempio a) sentirti terribilmente dispiaciuto per te stesso e continuare a fissare lo schermo b) licenziarti e andartene per sempre oppure c) goderti tutto quello che l'internet ha da offrirti, a.k.a. procrastinare fino a quando non sarà il momento di andartene. In effetti, l'opzione c) non è per forza negativa. "Io la chiamo procrastinazione positiva, un termine che probabilmente ho inventato per sbarazzarmi del senso di colpa che provo quando sto perdendo tempo", spiega l'artista e creatore di meme Tom Galle.

Tom è nato in Belgio, ha già lavorato per clienti come Nike, Netflix e Google, ed è piuttosto conosciuto per il suo approccio alla realtà iper-digitale. Dopo aver vissuto a New York per circa cinque anni e aver trasformato Tinder in una performance artistica, qualche tempo fa si è trasferito a Berlino. È lì che i nostri colleghi di i-D Germania lo hanno incontrato, curiosi di capire chi fosse questo tipo che trasforma il procrastinare in un'attività creativa.

Chi è Tom Galle e qual è il suo lavoro?
Sono un artista concettuale che usa il linguaggio memetico per trattare diversi temi, come cultura digitale e aziendale, branding nell'epoca contemporanea ed effetti della tecnologia sulla nostra società. Tutti i miei lavori hanno di proposito un elemento virale o a volte anche da clickbait, perché li creo pensando che diventeranno virali, finiranno ovunque su internet e arriveranno a diverse subculture.

Tom Galle meme creator coltello logo nike
“Io e un amico stavamo giocando con loghi e branding nel nostro lavoro, un concetto legato alla violenza dell'aziendalismo. Pensavamo all'oppressione che questi loghi rappresentano, e alla rabbia che la società prova nei confronti delle multinazionali".

Cosa rende una foto una buona foto, secondo te?
Con la proliferazione della cultura visiva digitale su piattaforme come Tumblr e Instagram, letteralmente ogni foto può finire online e sulla home dei nostri social media. Ciò significa che c'è una sorta di "appiattimento" del lavoro visivo. Qualsiasi cosa pubblichiamo deve competere con un numero infinito di altre opzioni, tutte percepite come uguali o comunque fruite nello stesso contesto. Personalmente, mi piacciono quei lavori che capiscono questo meccanismo e lo sfruttano a loro favore, spesso esponendo l'osservatore a ci che non si aspetta. In un certo senso, sembra quasi che molti fotografi siano cresciuti professionalmente senza curarsi di queste nuove dinamiche. I loro lavori puoi individuarli da chilometri di distanza, perché sono artificiali, forzati e molto simili tra loro.

Qual è la giornata tipo di un meme creator?
Immergersi nella cultura dei meme e rimanere al passo con le sue evoluzioni è un'attività quotidiana. Questo significa trascorrere ore navigando su Internet e studiando forum, notizie, eventi e tutti i meme che da ciò nascono. Di solito le idee mi vengono naturalmente durante il processo; quelle che restano più a lungo nel mio cervello sono poi quelle che porto a termine. Chiamo questo modus operandi "procrastinazione positiva", un termine che probabilmente mi è venuto in mente per liberarmi dal senso di colpa associato al perdere tempo. Penso che procrastinare sia parte del processo creativo, specialmente ora che internet è diventata la nostra principale fonte di ispirazione.

Sei originario del Belgio ma hai vissuto a New York fino a poco tempo fa. Perché ti sei trasferito a Berlino, e in che modo la città sta dando forma al tuo lavoro di artista?
Dopo cinque anni di vita a New York ho sentito il bisogno di dare una svolta alla mia vita. Penso di aver sempre saputo che un giorno sarei tornato in Europa, e Berlino è la scelta più ovvia per chi aspira a continuare a svilupparsi come artista o creativo di qualsiasi tipo. La prima cosa che ho notato, e che avevo dimenticato riguardo all'Europa, è che siamo davvero un passo indietro in termini di meme culture. Certo, puoi ancora seguire gli stessi account di meme di chi vive negli Stati Uniti, ma non è la stessa esperienza se non stai "sperimentando" il contenuto dei meme che stai consumando, dato che molti sembrano ancora originarsi negli Stati Uniti.

Se potessi dare a tutti gli artisti là fuori un consiglio sulla vita, quale sarebbe?
Non preoccuparsi troppo. Ci sono troppe opinioni su Internet, e scegliere continuamente da che parte stare è difficile. Questo non vuol dire non ascoltare feedback costruttivi o non essere critici nei confronti del proprio lavoro. I social media hanno portato a una sorta di esibizionismo per cui ognuno espone costantemente le proprie emozioni e opinioni su tutto. È facile prendere le cose sul personale, ma per fortuna quando succede basta disconnettersi.

Tom Galle meme creator telefono catena
Tom Galle
Tom Galle Meme Art I-phone
"Amo lavorare con simboli e religioni, osservando cosa succede quando li inserisco in contesti diversi dall'originale".
Personal Digital Space Tom Galle Meme Art
"Usare internet per me è un'esperienza estremamente personale; tutti abbiamo una relazione molto intima con i nostri device. Pensate se qualcuno potesse vedere quali profili Instagram stalkerate o i video che vi guardate la sera su YouTube prima di addormentarvi. Rivelano moltissimo della nostra personalità. Quindi questo lavoro rappresenta il nostro spazio vitale nel navigare su internet."
Tom Galle Meme Art
"Ho visitato in lungo e in largo il Giappone, perché è un paese da cui si può trarre un'ispirazione infinita. Questa immagine rappresenta la feticizzazione della tecnologia, che diventa un vero e proprio oggetto del desiderio."

@tomgalle

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D Germania