pucci e thomas tait a pitti uomo 88

Un clima rilassato al primo giorno di Pitti mentre Massimo Giorgetti debutta la sua nuova visione di Pucci e Thomas Tait ci fa giustamente riflettere.

di Anders Christian Madsen
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19 giugno 2015, 11:05am

Courtesy of Pucci

Esiste da oltre 40 anni ma in qualche modo Pitti Immagine - la fiera fiorentina dedicata alla moda uomo che e' diventata una vera e propria fashion week - sembra aver capito quello che le altre settimane della moda non hanno ancora realizzato: e' necessario creare un ritmo che permette di processare le informazioni. Durante il primo giorno di eventi a Firenze i designers hanno perfettamente capito questo concetto. Per l'inaugurazione di Pucci, la cui famiglia fiorentina affonda le proprie radici nel XIII secolo, il nuovo direttore creativo Massimo Giorgetti (famoso per il suo brand MSGM) ha proposto una presentazione molto casual e rilassata, dove le modelle, disposte su una pedana, posavano tranquille per gli invitati e permettevano di guardare con calma la collezione e digerire quello che e' il primo capitolo della nuova era di Pucci. "Per me questo e' come se fosse un pilot episode di una serie TV. Finisce questo episodio e sono gia' curioso di veder cosa succedera' nel prossimo" ci racconta Giorgetti. Non e' una pre-collezione, e non propriamente una collezione, ma piuttosto un primo cauto tuffo rilassato che Giorgetti ha fatto nel mondo della storica maison fiorentina Pucci.

Courtesy di Pucci

"Mi piace quando passato, presente e futuro vivono insieme. C'e' il passato nel DNA di Pucci - colori e stampe - e ora c'e' una nuova silhouette - le gonne, cappotti, tagli al laser - ma c'e' anche il futuro, nei tessuti, dettagli e molte tecniche che non esistevano neanche cinque anni fa," ci spiega Giorgetti. La sua interpretazione degli archivi di Pucci comprende inaspettate e necessarie stampe, che da alla collezione la tipica vibrazione che viene associata a questa casa di moda. Ma ci sono anche elementi grafici nei tagli, colori e accessori che non potevano non provenire se non dalla mente di MSGM. La collezione e' molto ricca ma al tempo stesso casual, nei look maschili ha quasi un gusto californiano, ed e' esattamente quello che Giorgetti voleva. "Ora l'idea di palazzo e' piu' vicina alla strada", ci dice, riferendosi all'heritage aristocratico del brand. "Ma non e' streetwear, e' solo l'idea della strada, perche' in strada la gente ha piu' liberta'. Se sei libero nella testa, i tuoi vestiti saranno semplici. L'attitudine per me e' molto importante perche' ogni capo, ogni abito, deve essere indossato con naturalezza."

Courtesy di Pucci

Nell'ultimo anno e mezzo Thomas Tait ha parlato con Pitti, prendendosi un po' di tempo per pensare ad un concept da presentare, che si e' poi trasformato nell'installazione che abbiamo visto nella maestosa location al Giardino di Boboli. "Penso questo sia il risultato di come oggi sia il sistema moda e della sua velocita'. Ho sempre pensato a quando avrei avuto la possibilita', il tempo e i soldi di rifare delle cose che mi piacciono ma non necessariamente rispettano il contesto della collezione primavera/estate 16, che e' quello a cui sto lavorando" ci ha spiegato Tait. "E' stato come cogliere un'opportunita'. Siamo in Italia e ho potuto mettermi in contatto con delle azienda che mi hanno aiutato attraverso il grande supporto di Pitti". Cosi' mettendo mano ai suoi giovani archivi Tait, che ha vinto l'anno scorso il prestigioso LVMH Prize, ha ripreso alcuni capi - una giacca da biker, un cappotto, una borsa, degli stivali - e ha viaggiato per l'Italia visitando artigiani che fossero in grado di reinventare i suoi prototipi.

Foto Vanni Bassetti

"Sono contento perche' abbiamo avuto un'idea originale: questo e' quello che abbiamo fatto, i problemi che abbiamo affrontato, e questo e' come vogliamo risolvere i problemi, migliorandoci ed evolvendoci," ha detto Tait. "Alcuni di questi artigiani - queste persone - hanno perso un po' di entusiasmo rispetto a quando hanno iniziato a lavorare 30 anni fa. Ora l'industria e' molto diversa da prima, e quando gli ho proposto questo progetto alternativo ho visto che gli si sono illuminati gli occhi e hanno subito accettato. E' stato bello per me. Ho ripreso i miei archivi e ho fatto una selezione. Alcuni pezzi avevo bisogno di riadattarli, altri volevo migliorarli. Ho pensato che sarebbe stato bello avere un paio di mesi in piu' per metter mano anche a piu' capi, e il risultato finale sarebbe stato completamente diverso."

Il prima e il dopo della presentazione di Tait sono stati un raro momento di riflessione in quello che l'industria della moda normalmente non permette - c'era anche il film di una conversazione tra Cathy Horyn e Tait che parlavano del progetto. Tutto questo ha cementato l'importanza di riavere una settimana della moda senza un calendario caotico e una lista congestionata di sfilate ed eventi. Serve tempo per approfondire e capire. "E' un lusso avere tempo, un po' di soldi e la possibilita' di rifare un lavoro. Questo e' qualcosa che non si riesce piu' a trovare, e' meraviglioso per me aver avuto questa opportunita'" ci ha detto Tait. Appena prima la presentazione di Tait abbiamo assistito alla sfilata di Ports 1961, la seconda collezione uomo con la direzione creativa di Milan Vukmirovic. E' stata una sfilata che senza esserlo propriamente ha confermato lo spirito rilassato di Pitti. Gli invitati erano accomodati a tavolini attorno a Piazza Ognissanti lungo l'Arno, c'e' stato anche il tempo di assaggiare freschi spritz mentre i modelli camminavano nella Piazza portando con se' degli skateboards che ricordavano tanto un mood californiano. Pitti FTW.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen

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