scrittori leggendari e quello che indossano

Scegli come vestirti pensando al libro che vuoi scrivere, non a quello che hai già scritto.

di James Anderson
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30 giugno 2017, 9:20am

Joan Didion

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Negli anni '90, Terry Newman lavorava per i-D. Poi è diventata una freelance e ha collaborato con una miriade di riviste e quotidiani. Intanto, ha avuto due figli e ha iniziato a insegnare Fashion Journalism alla University for Creative Arts.

Il suo ultimo progetto è Legendary Authors and the Clothes They Wore, affascinante libro che unisce il suo amore per la scrittura a quello per la moda. L'opera è un'analisi dettagliata dei look più memorabili di alcuni degli scrittori più celebri al mondo. Molti di loro, tra cui Patti Smith, Joe Orton, Truman Capote, Zadie Smith, Bret Easton Ellis, Jacqueline Susann, Allen Ginsberg, Quentin Crisp e Joan Didion, sono stati fonte d'ispirazione per diversi stilisti. Abbiamo intervistato Terry per saperne di più…

Allen Ginsberg con l'artista Slava Mogutin

Quando hai iniziato a lavorare per i-D?
Nel 1995, all'inizio rispondevo al telefono, sistemavo gli archivi e preparavo gli spazi pubblicitari—internet non esisteva ancora, quindi era un po' come una versione stampata di Facebook, con un sacco di giovani stilisti che promuovevano le loro collezioni. Dopo aver assillato l'allora caporedattore Avril Mair e il fashion directior Edward Enninful per avere le mie pagine in cui poter scrivere di moda sono diventata la prima shopping editor di i-D.

Qual è il ricordo più bello che hai di quel periodo?
Negli uffici di i-D c'era un'energia incredibile negli anni '90. Le persone con cui lavoravo erano fantastiche e ci rendevamo conto di essere al timone di una rivoluzione nella moda. Ho imparato così tanto. L'art director era Scott King, e grazie a lui le nostre immagini erano sempre incredibili: aveva attirato intorno a sé fotografi eccellenti, come Wolfgang Tillmans e Juergen Teller. E non ci sembrava neanche strano che un 18enne fosse fashion director, perché Edward ha saputo tracciare praticamente da zero un nuovo percorso per i-D. Ricordo di essere arrivata in ufficio un giorno e aver osservato Alek Wek seduta alla sua scrivania, pensando che fosse la donna più bella che io avessi mai visto. Era stato Edward a scoprirla.

Legendary Authors and the Clothes They Wore è il tuo primo libro?
Ho collaborato a Fashion Now, Fashion Now 2, e Soul, tre incantevoli pubblicazioni di i-D. È stato emozionante poter dare il mio contributo, ma sì, questo è il mio primo libro come autrice.

Truman Capote

Sei sempre stata una persona che ama i libri?
Ci sono solo due cose che da sempre mi appassionano: libri e vestiti. Tutti gli scrittori di cui parlo in Legendary Authors sono degli eroi per me, amo il loro modo di scrivere, i loro libri e anche il loro stile, a volte studiato nei minimi dettagli, a volte lasciato un po' al caso.

Cosa ti ha inizialmente spinto a scrivere questo libro?
Crescendo e leggendo le opere di questi straordinari autori ho sempre avuto l'impressione che chi scriveva fosse interessante tanto quanto quello che scriveva. Quentin Crisp e Oscar Wilde erano due personaggi romantici ed esotici, o almeno lo erano per me, studentessa di un quartiere residenziale di Londra! L'individualismo senza compromessi mi ha sempre affascinato, e tutti gli autori nel mio libro sono persone che hanno sempre fatto di testa loro. Mi è sembrato ovvio parlarne.

Quali sono gli autori a cui più t'ispiri in fatto di stile?
Li amo tutti, a dire la verità. Ma se potessi essere uno di loro, allora vorrei essere Simone de Beauvoir—leggermente demodé, ma sempre cool—oppure Patti Smith—insolita, straordinaria e androgina. O anche Nancy Mitford, la classica donna inglese un po' eccentrica.

Ci sono autori che non erano 'abbastanza giusti' per far parte di questo libro?
Uno dei punti centrali del libro è che non importa se non sei 'abbastanza giusto'. Al loro tempo, questi autori non erano davvero considerati come alla moda o cool, a parte forse Zadie Smith oggi, eppure tutti hanno uno stile unico che li ha resi originali e autentici. Questo è ciò che più mi interessa della moda: come ognuno di noi si crea uno stile personale. È molto meglio crearsi la moda da soli, piuttosto che seguirne una.

Quentin Crisp

Perché pensi che così tanti autori abbiano questo senso dello stile unico?
Gli scrittori spesso vivono in un mondo a parte, e lo fanno nel modo che più gli è congeniale. Questo significa che si vestono senza pensare a ciò che gli altri pensano, lo fanno per sé stessi. Spesso e volentieri, gli autori più brillanti hanno una determinazione e un senso artistico fuori dal comune, quindi non possono fare altro che essere sé stessi e questo si vede sia nel loro modo di scrivere, sia di vestire. Ovviamente, questa è una delle loro caratteristiche più affascinanti.

Lavorando al libro hai scoperto qualcosa di interessante di cui prima non eri a conoscenza?
Crescendo, ero ossessionata da Joe Orton. Poi, all'università mi sono innamorata di Vivienne Westwood. Ma ho scoperto il loro legame solo mentre facevo le ricerche per il libro e mi è sembrato strano non essermene accorta prima. I celebri poster Loot di Orton erano collage fatti di ritagli di giornale e hanno ispirato Malcom McLaren e Vivienne, indirizzandoli verso lo stile punk che li caratterizza. Inoltre, uno dei pezzi teatrali che Orton ha scritto, ma mai pubblicato, è Prick Up Your Ears, e il titolo è diventato una delle classiche stampe delle t-shirt World's End. Infine, Orton diceva spesso che il sesso è l'unico modo per far infuriare la classe media britannica, e SEX era proprio il nome che Vivienne e Malcom hanno scelto per il loro negozio, aperto nel 1974.

Gli autori del passato si vestivano meglio di quelli oggi?
Beh, Patti Smith ha uno stile incredibile anche oggi. E amo Zadie Smith. Ci sono molti scrittori che sanno vestirsi bene, ma oggi se sei un personaggio pubblico hai sicuramente uno stylist, quindi c'è meno spontaneità. Questo una volta non succedeva, e sicuramente non per gli scrittori. Erano loro a decidere cosa mettersi.

Crediti


Testo James Anderson
Tutte le immagini creative commons

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