come la francia ha ispirato richard avedon

Una nuova mostra alla BNF racconta il rapporto tra Avedon e la Francia, e noi celebriamo così l'iconico fotografo di moda avant-garde americano.

di Malou Briand Rautenberg
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10 novembre 2016, 1:55pm

Jeanne Moreau, actrice, Paris, 26 juillet 1962, Richard Avedon © The Richard Avedon Foundation 

Per Richad Avedon tutto è iniziato con una sfilata nel 1947, due anni dopo la fine della seconda Guerra mondiale; era il periodo in cui Christian Dior ci mostrava la New Look, la sua prima collezione presentata ai critici e alla stampa. La sfilata, di gran successo, era sinonimo dello spirito della nuova era dopo gli austeri anni della guerra. Ma cosa centra Richard Avedon con tutto questo? Carmel Snow, l'editor di Harper's Bazaar America, era seduta in prima fila e aveva preso Avedon sotto la sua ala chiedendo al giovane fotografo di scattare la nuova estetica di Dior; queste immagini, introducevano per la prima volta il movimento, l'azione e la modernità nella fotografia di moda. Fotografando gli abiti di Christian Dior per le strade di Parigi e nei bar, Avedon andava a completare ciò che Dior aveva iniziato.

Ora una nuova mostra alla Bibliothèque Nationale de France a Parigi ci mostra l'amore e l'impegno del fotografo verso la romantica bellezza di Parigi. 

Harper's Bazaar, settembre 1960, pp. 194-5: François Truffaut, Alain Resnais, Alain Robbe-Grillet, Claude Chabrol. Foto by Richard Avedon © The Richard Avedon Foundation 

La prima stanza della mostra è dedicata ai ritratti di Avedon che catturano la vita mondana; riconosciamo i volti della scrittrice Colette e Jean Cocteau. Troviamo poi immagini che ritraggono la Nouvelle Vague, il regista François Truffaut e attrici come Catherine Deneuve e Jeanne Moreau. Questi maestosi ritratti (una stampa a grandezza naturale della musa di Yves Saint Laurent, Loulou de La Falaise, irradia la stanza), non riflettono solo la vicinanza di Avedon alla cultura francese, ma sottolineano anche il suo gusto unico per l'arte, per la letteratura, il cinema e la poesia.

François Truffaut e Jean-Pierre Léaud, réalisateur et acteur, Parigi, 20 juin 1971, Richard Avedon © The Richard Avedon Foundation 

Più che la Francia vista dagli occhi di Avedon, questa mostra celebra lo spirito pionieristico di un fotografo che ha sfidato le regole della fotografia tradizionale creando un modo completamente nuovo di vedere e catturare le emozioni. È facile ricordare Avedon come grande maestro della fotografia di moda - non è stato forse lui il primo a scattare le campagne pubblicitarie all'aperto, nel mondo reale, invece che in studio? (Le sue iconiche immagini per Harper's Bazaar e Vogue compaiono ancora oggi su Instagram). Più che un luogo da sogno, la Francia secondo questa mostra è il tempio della sperimentazione artistica del grande fotografo.

Yves Montand e Simone Signoret, acteurs, New York, 23 ottobre 1959, foto Richard Avedon © The Richard Avedon Foundation 

Avedon è nato e cresciuto in un'era dove essere un tuttofare non era una necessità, come può esserlo oggi. Nonostante questo, ha deciso di ricoprire ruoli differenti durante la sua vita. Come editor ha scoperto e scommesso sul lavoro del fotografo francese Jacques-Henri Lartigue, pubblicando la sua prima monografia ancora prima che molti francesi lo conoscessero. È stato visual consultant per film come Cenerentola a Parigi, diretto da Stanley Donen, e collaboratore artistico di Egoïste.

Catherine Deneuve, actrice, Los Angeles, 22 settembre 1968, Richard Avedon © The Richard Avedon Foundation 

Questi suoi tre ruoli sono rappresentati da tre oggetti - un libro, un film e un magazine - che raccontano il viaggio dello spettatore e ci fanno apprezzare il disprezzo per le regole di Avedon. Le copertine scattate per Egoïste rivelano la stravaganza francese di quel tempo: campagne di lusso, la piuma di Marguerite Duras e i ritratti di Avedon di Soeur Emmanuelle, un giovane Gérard Depardieu e Andy Warhol a torso nudo. Le sue collaborazioni con Nicole Wisniak ci mostrano anche come volesse unire moda, cultura pop, pubblicità e letteratura tra scatti chic, glamour e crisi economiche.

Crediti


Testo Malou Briand Rautenberg

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