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cosa ci ha insegnato skins, oltre a dare una festa indimenticabile

La mattina dopo le loro epiche feste, Tony, Cassie, Effie e Sid erano ancora lì, a raccontarci i disturbi alimentari, le dipendenze e la depressione che li accompagnavano a casa alle prime luci dell'alba.

di André-Naquian Wheeler
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23 marzo 2017, 3:30pm

Sono passati dieci anni da quando tutti noi aspettavamo impazienti che MTV trasmettesse la nuova puntata di Skins, ma nulla è cambiato: la serie TV inglese ha ancora la stessa risonanza nella cultura giovanile, nel 2007 come nel 2017. Per sette stagioni, i creatori Jamie Brittain e Bryan Elsley hanno portato sul piccolo schermo l'edonismo degli adolescenti britannici con una colonna sonora grime a fare da sottofondo alle scene di sesso, droga e divertimento sfrenato. Ovviamente, le critiche non si sono fatte attendere, sostenendo che la serie incoraggiasse gli spettatori a replicare nella vita reale gli eccessi dei protagonisti. Ma l'elemento più innovativo e controverso di Skins è un altro: la mattina dopo le loro epiche feste, Tony, Cassie, Michelle, Sid e tutti gli altri erano ancora lì, a raccontarci i disturbi alimentari, le dipendenze e la depressione che li accompagnavano a casa alle prime luci dell'alba.

Skins ha dato spazio a personaggi con difetti enormi, a cui non interessava minimamente essere perfetti. E neanche provarci. Ecco perché i nostri genitori ci vietavano di guardarlo, mentre non alzavano neanche il sopracciglio davanti a Una Mamma per Amica, Dawson's Creek e One Tree Hill: i personaggi di questi show alle 7 del mattino si alzavano, quelli di Skins andavano a dormire. Rory, Dawson e Lucas trovavano sempre il modo di cavarsela, nonostante i drammi. In una delle prime scene di Skins, invece, Sid non sente la sveglia, ma la sua preoccupazione più grande non è arrivare in tempo a scuola; è masturbarsi. Skins non ha mai cercato di spiegare agli adolescenti che lo guardavano come risolvere i loro problemi. Anche le scene che avrebbero dovuto essere risolutive finivano prima che si arrivasse a una soluzione vera e propria. In più, ogni due stagioni, lo show premeva il pulsante reset e dava l'addio ai membri del cast, proprio quando cui stavano per affrontare il passaggio tra adolescenza ed età adulta e sostituendoli con un gruppo di nuovi protagonisti più giovani. Il lieto fine, o una fine qualsiasi, non era semplicemente uno degli obiettivi a cui gli sceneggiatori miravano.

I disturbi alimentari dell'eterea Cassie, con i suoi occhioni, ne sono l'esempio perfetto: Cassie non vede niente di male nell'anoressia ("sono solo affari miei!" dice a Sid) ed è orgogliosa di far credere alle persone di mangiare davvero quello che ha nel piatto. Skins ha portato sul piccolo schermo un concetto che le altre serie TV avevano paura ad affrontare: a volte, le persone che soffrono di disturbi mentali non vogliono guarire. Fa parte della malattia. La mancanza di un sostegno psicologico degno di questo nome per Cassie è tanto toccante quanto realistica, purtroppo. Per la prima volta, un disordine alimentare non è stato "curato" in una serie TV per adolescenti; prima, se il protagonista di un programma di questo tipo soffriva di disordini alimentari, si poteva star sicuri che a un certo punto sarebbe stato riconosciuto, risolto e dimenticato prima della fine dell'episodio successivo. Skins, invece, ha scelto di concludere il primo episodio incentrato su Cassie con un primo piano di lei davanti a un hamburger, indecisa se mangiarlo o meno. Ed ecco apparire i titoli di coda prima di farci scoprire se lo morderà o no.

Il tipo di narrazione dei disordini mentali tra gli adolescenti scelto da Skins non fa che incupirsi con il passare delle stagioni, in cui gli sceneggiatori hanno descritto con crudezza e precisione le conseguenze pratiche degli episodi maniaco depressivi di Effie (che, almeno fino alla quarta stagione, era, è e sarà sempre il personaggio più intrigante, figo e silenziosamente attraente della storia). Dopo la separazione dei genitori, Effie entra in un lungo tunnel depressivo che la fa cadere in uno stato semi-catatonico. Nonostante Freddie provi in tutti i modi ad aiutarla, il disturbo di cui soffre è troppo grave e la spinge a tentare il suicidio. La vita di Effie ricomincia ad avere senso dopo aver lasciato la clinica psichiatrica. Le sue giornate sono un susseguirsi di medicinali, attività ben pianificate e vari altri modi per occupare il tempo e non pensare. Nella settima stagione, una Effie 25enne che vive a Londra, lavora in un'azienda di broker e recita la parte della brava ragazza. Niente Dr.Martens nella City, solo tacchi a spillo mentre digita qualche cifra in una tabella Excel e sorseggia un bicchiere di vino bianco.

L'ultima puntata di Skins è andata in onda nel 2013, ma l'effetto suscitato non si è ancora estinto, anzi: questa serie tv ha tracciato un nuovo percorso nella narrazione televisiva dei disturbi mentali, che molti altri show hanno poi seguito, come Girls e Please like me.

Skins è stata la prima serie tv che non ci ha illuso mostrandoci percorsi di guarigione semplici. No, in Skins la strada per stare meglio è tortuosa, difficile e scoscesa, ma questo è quello che accade anche nella vita reale, nelle camerette degli adolescenti che aspettavano con ansia una nuova puntata su MTV.

Leggi anche: intervista al cast di skins nel 2009.

Crediti


Testo André-Naquian Wheeler
Immagine su gentile concessione di Channel 4