gucci s/s 19 a parigi: tutto quello che è successo

Jane Birkin che canta dal vivo, astucci penici, uno storico teatro come sfondo, pappagalli. Facciamo ordine sulla sfilata Gucci primavera/estate 19, visto che ne parleremo per un bel po' di tempo.

di i-D Staff
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24 settembre 2018, 6:18pm

L'invito era una busta contenente bulbi pronti per essere piantati
Speriamo il pollice verde sia caratteristica comune tra fashion editor e insider della moda, perché l'invito alla sfilata Gucci primavera/estate 19 (che ricordiamo si è tenuta a Parigi, non a Milano come d'ordinanza, e ha rappresentato la conclusione della trilogia francese del brand, iniziata con la campagna Prefall 18 e continuata poi con la sfilata Cruise ad Arles) era un sacchettino in plastica contenente veri e propri bulbi, pronti per trasformarsi in magnifici fiori una volta piantati. Vi sembra assurdo? Non è che l'inizio.

La location scelta è stato il Théâtre Le Palace, storico locale notturno di Parigi
Vera leggenda parigina, il Théâtre Le Palace è il simbolo del divertimento sfrenato dello scorso secolo e ha accolto figure mitiche del calibro di Lagerfeld, Roland Barthes, Andy Warhol, Mick Jagger, Mugler e Alain Pacadis. Mai usato prima come sfondo per una sfilata, non sarebbe sbagliato definire questo teatro una pietra miliare della cultura francese, come dimostra questo video. Giustamente, gli invitati alla sfilata sono stati accolti da piccoli binocoli, proprio come quelli usati all'opera.

Il concept della sfilata è ispirato all’infanzia di Alessandro Michele...
La scelta di un teatro come location per l'evento non è casuale: la madre di Michele era infatti l'assistente di un produttore cinematografico, e il figlio ha quindi passato molto tempo durante l'infanzia tra palchi, sipari e quinte. Da "normale" sfilata, questo evento si è trasformato in una narrazione multilivello, com'è tipico della visione creativa di Michele, diventando in qualcosa di più ampio, complesso ed elaborato che una semplice presentazione di abiti. Impossibile da definire, ma immediatamente riconoscibile.

...Ma anche a chi ha saputo unire la cultura alta e quella popolare
Ci riferiamo in particolar modo al regista Leo de Bernardinis e all'attrice Perla Peragallo, due esponenti del movimento teatrale delle Cantine Romane. Si tratta di una costola del teatro capitolino anni '70 che si caratterizza per un'unione funzionale e funzionante tra cultura alta (data da elementi quali la musica classica, opere shakespeariane e la scelta di riferimenti colti, ad esempio) e cultura popolare (costituita invece dall'inserimento di canzoni della tradizione e testi dialettali). A celebrare la forza ispirativa della coppia de Bernardinis/Peragallo, la sfilata-evento si è aperta con la proiezione di uno spezzone di un loro film d'epoca.

Jane Birkin ha cantato Baby Alone in Babylon dal vivo
Ancor più del solito, la colonna sonora scelta per la sfilata primavera/estate 19 di Gucci gioca un ruolo fondamentale nella creazione della narrativa. In un mix di suoni da rave, stralci di brani dell'opera, sirene di ambulanze e rumori cittadini, ad un tratto, abbiamo sentito farsi largo la voce di Jane Birkin, che ha trasformato tre minuti di esibizione in una sublime espressione del concetto di bellezza elaborato da Michele.

Tra i modelli c'era anche Andrea Carpenzano
È un giovane attore italiano, conosciuto principalmente per il ruolo da co-protagonista nell'acclamato Le Terre Dell'Abbastanza. I nostri colleghi di VICE lo hanno intervistato giusto un mesetto fa, ma oggi ha sfilato sulla passerella Gucci s/s 19 come anello di collegamento tra la moda e il teatro, vero fil rouge della nuova collezione firmata da Alessandro Michele.

I modelli non hanno propriamente sfilato
Al posto che sfilare, cioè uscire dal backstage, camminare per un certo tratto e poi rientrare nel backstage, i modelli sono rimasti sul fondale del teatro; parzialmente illuminati ma comunque presenti, visibili, vivi. Poi il sipario si è chiuso, l'applauso è iniziato e il regista è uscito per salutare il pubblico. Nota dolente: come sottolinea More Models of Color, su 84 uscite in passerella totali solo 11 erano persone di colore.

Anche questa volta in passerella c'erano cose assurde
Tipo astucci penici, cioè conchiglie usate in passato sopra le calzamaglia da uomo per coprire le parti intime, ma anche pappagalli veri appollaiati sulle spalle dei modelli, un sacco di cappelli, molti blocchi di colore, meno fantasie e opulenza del solito, tante pietre preziose, collane imponenti e occhiali da sole e-n-o-r-m-i.

In first row abbiamo intravisto anche Demna Gvasalia e Arca
E poi Jared Leto, Eva Chen, Maurizio Cattelan e mille altri.

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Se volete giudicare da voi, qui trovate lo streaming della sfilata: