il questionario di piotr: englesia

Torna la rubrica ir/regolare di Piotr Niepsuj. Questa volta ha incontrato Englesia, DJ e producer di base a Londra che si è innamorat* dell'Italia e che vuole trasformare i club in safe space davvero per tutti.

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mag 15 2018, 9:45am

Il Questionario di Piotr è la rubrica ir/regolare in cui il fotografo Piotr Niepsuj e i-D incontrano persone che per i motivi più strani si trovano a Milano per qualche ora, giorno o mese.

Oggi facciamo due chiacchiere con Englesia, passat* da Milano per suonare alla serata Milanorovina al Love Bar di Porta Venezia. Colonna portante di UNITIcollettivo londinese che attraverso la musica sta cercando di cambiare lo status quo della scena londinese, spingendo per l'inclusività e trasformando lo spazio del club in un safe space per chi lo frequenta—, noi di i-D abbiamo incontrato Englesia il giorno dopo la sua indimenticabile esibizione. Non aveva praticamente dormito tutta la notte, eppure si è rivelat* un vulcano di energia e non ha perso il suo entusiasmo neanche per un secondo.

Come ti chiami?
Mi chiamo Englesia, pronunciato "in-glay-shuh". Spesso le persone pensano che sia un nome spagnolo, ma in realtà è l'unione di "England" e "Indonesia", i paesi dove sono nati i miei genitori biologici.

Quanti anni ti senti?
Non penso mai alla mia età. Non credo sia necessariamente un indicatore affidabile dell'esperienza o delle conoscenze di una persona. Io sono molto fortunat*, perché crescendo ho avuto la possibilità di fare moltissime esperienze, viaggiando molto sia da sol* che con i miei amici o con mio padre. Ma ero anche molto stupid* e temerari*, quindi sono andat* a ficcarmi in una serie di situazioni assurde che alla maggior parte della gente non capitano mai. A 17 anni, ad esempio, ho fatto un incidente in moto a Bali, e in quegli anni per me era normale stare in giro fino alle quattro di notte e poi alle sei del mattino alzarmi per andare a scuola (e ovviamente non ero un* student* modello). Il mio primo tatuaggio l'ho fatto a 14 anni, e da allora ogni anno il loro numero aumenta. È come se avessi già vissuto più e più vite, perché ho fatto davvero un sacco di cose (sia positive che negative). Però non vorrei aver avuto un'adolescenza diversa da quella che ho avuto. A volte mi sembra di avere 40 anni e di essere al culmine della mia vita; altre volte mi sento un* 18enne che deve ancora scendere a patti con il proprio carattere e passo un sacco di tempo riflettendo su di me, perché ci sono ancora milioni di cose che devo imparare.

Per cosa sei conosciut*?
Credo di essere conosciut* principalmente per la mia indole energica e per la mia forza.

Qual è il tuo talento nascosto?
Credo che il mio talento nascosto sia la capacità di trovare sempre una via d'uscita dalle situazioni più complicate. Come quando sono riuscit* a fare andata e ritorno in aereo senza nessun tipo di documento.

Perché fai quello che fai?
Ci sono mille motivi per cui faccio quello che faccio. Voglio dare il mio contributo al mondo, voglio esprimere le mie emozioni, voglio creare spazi in cui esprimersi, sentirsi liberi e che siano inclusivi, voglio che la mia voce venga sentita e voglio parlare anche per chi non ha la forza, il privilegio o la piattaforma giusta per farlo, voglio offrire queste piattaforme ad altri. La musica è sempre stata una parte fondamentale della mia vita, sin da quando ero piccol*, e credo che per me sia il modo più semplice di esprimermi senza dover usare le parole. Non ho mai pensato concretamente al perché io abbia questa passione, ma ci sono centinaia di ragioni.

Chi vorresti suonasse la sera del tuo compleanno?
Il party di compleanno perfetto: festa in maschera in una caverna del sesso dove c'è Korn che suona dal vivo e poi un DJ set dei Total Freedom che duri tutta la notte, magari con una comparsata a sorpresa di Dis Fig alle 8 del mattino per chiudere in bellezza.

Qual è il segreto di un party che funziona?
Credo sia... creare un senso di libertà individuale. E poi anche di appartenenza, specialmente se si tratta di un rave.

Di quante ore di sonno hai bisogno ogni notte?
Non fraintendermi, amo dormire. Posso dormire anche per 18 ore di fila senza nessun problema. Ma la sensazione di aver fatto tutto quello che dovevo fare durante il giorno crea dipendenza. Quindi, in sostanza, il numero di ore di sonno dipende solo dalle robe che devo fare. Ad esempio, quando sono in tour voglio vedere il più possibile della città in cui sono! Cerco di non dare per scontato il privilegio di essere pagat* per viaggiare.

Da dove arriva la tua energia?
La prima volta in cui ho pensato al suicidio avevo sette anni. Ancora oggi prendo antidepressivi. Dopo aver superato traumi e altri casini belli pesanti, i risultati possono essere solo due: o ti senti vittima e reagisci passivamente (che è il massimo che alcuni di noi riescono a fare, quindi non sto assolutamente puntando il dito contro questo tipo di reazione), oppure riesci a capire che quello che ti è successo / quello che le persone hanno provato a dirti non è davvero ciò che sei. La mia energia arriva dalla mia passione per la vita; essenzialmente è un gran vaffanculo a tutti quelli che hanno provato a buttarmi giù. La mia vita è la mia forma di protesta. È così che riesco a liberarmi dal dolore, e penso funzioni allo stesso modo anche per gli altri.

Per cosa sono famosi gli italiani?
Per quelle strade lastricate su cui è difficile camminare, andare in bicicletta o con qualunque altro mezzo di trasporto. Eppure non si infastidiscono, anche se quelle strade sono impossibili.

Per cosa sono tristemente famosi gli italiani?
Per il loro forte accento e per la loro gestualità. Anche se è considerato uno stereotipo, ho davvero amato l'emotività e la dolcezza di tutti gli italiani che ho incontrato qui. E anche i suoni della loro lingua sono davvero stupendi, quasi una canzone.

Cosa ti aspettavi da Milano prima di arrivare qui?
Sinceramente, non avevo aspettative. So che Milano è una delle città della moda, quindi credevo fosse super pettinata e cosmopolita, ma la sua vecchia architettura la rende tutto l'opposto di una città che intimidisce i suoi abitanti. E non mi aspettavo di trovarci così tanti cani bellissimi! Non credo di averne mai visti così tanti in un solo giorno in tutta la mia vita.

Cosa hai imparato da Milano?
Mi ha ricordato che esistono piccoli gruppi devoti al DIY ovunque, in ogni città. La scena londinese mi aveva fatto perdere fiducia in questo, ma ho capito che la cultura DIY è letteralmente qualunque cosa tu faccia, è la passione che ci metti. Quindi incontrare tutte queste persone così creative mi ha davvero reso felice, sono super orgoglios* di aver suonato qui, perché c'è un'atmosfera davvero cool.

Quale sarà la tua prossima tappa?
Lo vedremo! Ho qualche concerto in programma, ma niente di sicuro al 100 percento. Sono in viaggio da più di un mese, il mio corpo è davvero stanco e vorrei prendermela con calma, ora. Ogni volta che parto mi preoccupo per le persone che mi aspetteranno a casa, per il mio gatto... Poi ho in cantiere una release con Objects Ltd e altre cose, in più sto aprendo una stazione radio DIY, la Intervention Radio, quindi di roba da fare ne ho eccome! Ma credo che tornerò qui in Italia molto presto :)

Le foto sono state scattate il 24 marzo 2018 nell'Orto Botanico di Brera, ovviamente a Milano.

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Prima di Englesia, Piotr ha fatto due chiacchiere con Dozie Kanu, enfant prodige del design contemporaneo. Trovate qui quello che si sono detti:

Crediti


Fotografia e testo di Piotr Niepsuj