matthew m. williams collabora con nike e crea capi imperfetti ma stupendi

Ennesima dimostrazione che ormai lo sportswear lo indossiamo più per uscire che in palestra.

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mag 21 2018, 3:46pm

Se esiste un punto di contatto tra un certo tipo di estetica e lo sport, e se è possibile che i due si influenzino l’un l’altro, questo è lo sportswear. Fino a qualche decennio fa non troppo considerato à la page dai modaioli, oggi l'abbigliamento sportivo è l’archetipo della collaborazione tra brand specializzati in capi tecnici e marchi d'alta moda. Basti pensare alle decine di featuring tra Nike, Off-White, Adidas, Alexander Wang o Raf Simons, solo per citare alcuni dei casi più celebri.

È vero anche che l’abbigliamento sportivo presenta dei limiti. In primis, la prerogativa lampante della funzionalità, dovendo adempiere a uno scopo preciso che non è certo quello della desiderabilità o del design innovativo. Ed è esattamente questo il motivo per cui le suddette collab mietono successi su successi: riescono alla perfezione a far dialogare utilità e estetica, in vista di un terzo e più grande scopo, l’enorme attrattiva legata a un incredibile successo commerciale.

Ecco perchè, quando si pensa che lo sportswear abbia già esplorato e intaccato ogni anfratto del fashion system, si scopre che invece è pronto ad evolversi (ancora una volta), per sperimentare. Nulla di più adatto per la mano di Matthew M. Williams, il designer americano fondatore del brand streetwear Alyx, che scopre l’equilibrio perfetto tra estetica e funzionalità. In collaborazione con Nike, Williams ha infatti creato una capsule di t-shirt, pantaloni e accessori uomo e donna che lui stesso definisce "umana." Al centro di tutto, questa volta, la funzionalità unita alla tecnologia che viene utilizzata non come mezzo, ma come fonte d’ispirazione.

Perchè come spiega Kurt Parker, Vice President Design di Nike, la collezione guarda alle tecnologie più avanzate: tramite modelli di rilevamento di calore e indicatori di movimento, la tecnica si fonde con la mano umana. Secondo Matthew Williams, questa componente industriale non è infatti sufficiente a definire la collezione, perchè quello che serve è un "tocco organico," ovvero la presenza di imperfezioni e dettagli che ne sottolineino l’artigianalità, come le finiture a vivo su alcuni capi.

La simbiosi tra i due mondi risulta quindi naturale, perchè Matthew Williams e Kurt Parker di Nike sanno benissimo che la collezione non verrà indossata solo in palestra. Ecco quindi che i capi vengono arricchiti da tasche ed elementi staccabili e adattabili. Tutto leggermente modificato per "un’emozione nuova e familiare al tempo stesso."

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Crediti


Testo di Federico Rocco
Immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa