"non avevo mai visto un festival così"—storie dal terraforma 2018

Lo scorso weekend siamo stati al Terraforma, il festival più internazionale d'Italia. Abbiamo fotografato e intervistato i suoi partecipanti, che arrivavano dal Canada, ma anche dalla Nuova Zelanda, passando per Londra e Berlino.

Come ogni anno, faceva un caldo infernale. Come ogni anno, ci siamo divertiti tantissimo.

Parliamo di Terraforma 2018, festival alle porte di Milano giunto alla sua quinta edizione. Arriviamo e lo troviamo in forma smagliante: il prato ben curato, i due palchi studiati fin nei minimi dettagli, planetario e labirinto a completare il tutto e trasmettere l'idea che anche gli eventi musicali possano (e debbano) essere qualcosa in più di una bella line-up. Il progetto non prevede infatti solo un'accurata selezione artistica, ma ha un più ampio respiro e una più nobile missione: quella del progressivo restauro del parco di Villa Arconati-FAR.

Dopo una mezz'oretta, però, ci rendiamo conto che a rendere davvero unico questo festival è il suo pubblico. Come ci ha spiegato il suo fondatore Ruggero Pietromarchi, infatti: "sin dal primo anno abbiamo voluto insistere sui concetti di esperienza e di community [...] La componente straniera, specie nel camping, è molto nutrita e supera il 50 percento dei partecipanti." Difficile non accorgersene, perché al Terraforma la lingua franca è l'inglese e i paesi di provenienza i più inaspettati.

Cercando di sopravvivere al caldo di cui sopra abbiamo fatto qualche domanda ai partecipanti di Terraforma 2018.

Katherine, 23

Di dove sei?
New Castle, dove mi sono appena laureata. Ma tra pochi giorni mi trasferirò in Russia per lavorare in una comune.

È la tua prima volta al Terraforma? Perché hai deciso di venire a questo festival?
Sì, non ci ero mai stata prima. Abbiamo comprato i biglietti perché alcuni amici ci hanno detto che era il miglior festival a cui avessero mai partecipato. Sono qui da venerdì [primo giorno di festival, NdA] e devo ammetterlo, avevano davvero ragione. Non avevo mai visto un festival così in Gran Bretagna.

Cosa ti ha colpito nello specifico?
È un cliché enorme, lo so, però qui si respira un'atmosfera davvero unica. C'è tantissima attenzione ai dettagli da parte degli organizzatori e il fatto che sia comunque un festival su scala medio-piccola rende il tutto ancora più bello!

Qual è il tuo animale guida?
Ho sempre pensato di essere un koala. Abbiamo la stessa attitude nei confronti della vita, e onestamente credo di assomigliargli anche un po'.

@yung_agrippina

Cosima, 28

Di dove sei?
Madrid, ma posso dire di sentirmi un po' cittadina del mondo? Viaggio un sacco, quindi ormai mi sento a casa ovunque.

Sei qui a Milano solo per il Terraforma?
Sì, esatto. Ne ho sentito parlare così tanto che volevo assolutamente esserci, è la mia prima volta e sono davvero curiosa. Spero di non avere aspettative troppo alte, voglio godermi alcuni set di musica sperimentale, ma non so bene come faremo a sopravvivere a questo caldo [incontriamo Cosima all'esterno di Villa Arconati-FAR ed è così entusiasta che fatichiamo anche a fermarla per l'intervista, NdA].

Be', l'ombrellino aiuterà parecchio a ripararti dal sole, immagino. Quali altri accessori sono indispensabili a un festival?
Un sacco di tasche e tutto quello che può servire per prepararsi all'Apocalisse.

@cosimaramirez

Jack, 26

Di dove sei, Jack?
Vivo a Berlino, dove sto finendo un master in Environmental Planning alla Humboldt University, ma sono cresciuto in Francia e sono per metà polacco.

E sei qui a Milano solo per il Terraforma?
Sì, ci ero già stato qualche anno fa e ho deciso di tornarci con qualche amico. È un festival incredibile sotto più punti di vista: la line-up è molto curata, unisce—specialmente quest'anno—grandi nomi ad artisti più di nicchia e non ha paura di sperimentare, la location ti lascia a bocca aperta e c'è gente davvero okay.

Qual è il tuo animale guida?
... Puoi decidere tu per me?

Certo, perché no. A me ricordi un po' una lince. Può andare bene come tuo spirit animal?
Sì, mi piace. Ci devo riflettere su, ma a primo impatto sono d'accordo con te.

@jacktarpey

Melissa-Jane, 29

Di dove sei?
Sono nata e cresciuta in Nuova Zelanda, ma da qualche mese vivo a Milano e lavoro come fashion designer in una piccola boutique in Brera.

È la tua prima volta al Terraforma? Come ti sembra?
Sì, non ci ero mai stata prima. Mi piace moltissimo, specialmente la location. In Nuova Zelanda passavo un sacco di tempo a stretto contatto con la natura, ma qui a Milano è più difficile, perché ci sono pochi parchi. Quindi vedere tutto questo verde e tutti questi alberi mi ha subito fatto sentire meglio appena sono entrata. E da quel momento le cose non hanno fatto che migliorare!

Da 1 a 10, che voto daresti a questo festival?
Direi 9! Ma solo perché l'anno scorso sono stata al Fuji Rock, in Giappone, che come concept è molto simile al Terraforma, ma il bacino d'utenza è nettamente maggiore. La vera chicca però sono il fiume che scorre accanto al palco principale e la sorgente termale che c'è nell'area camping. Incredibile. Sei in questa valle silenziosissima, puoi ascoltare artisti di talento e intanto fare un'esperienza unica.

Ci tornerai? Al Terraforma, intendo.
Certo! Sono un po' triste che oggi [incontriamo Melissa-Jane domenica pomeriggio, NdA] sia l'ultimo giorno, onestamente. Non vedo l'ora che arrivi la prossima edizione, perché se quest'anno hanno fatto suonare anche Jeff Mills, chissà chi porteranno sul palco nel 2019.

@mmmmm.jjjjj.ppppp

Wazlo, 24

Di dove sei? E cosa fai nella vita?
Vivo a Londra e la mia vita ruota intorno alla musica, 24 ore su 24; sono un batterista, producer e sound designer.

Cosa mi dici del Terraforma? Ti sta piacendo?
È la prima volta che vengo a questo festival, sono qui insieme a tutta la mia famiglia. Famiglia, ovviamente, intesa come quel gruppo di amici con cui ho un legame così stretto e profondo che ormai va oltre l'amicizia, è qualcosa di più. Il Terraforma mi sta piacendo molto, anche se ha un nome impossibile da pronunciare per me!

Che voto gli daresti da 1 a 10?
10, senza ombra di dubbio. Come ti dicevo prima, la mia vera (e unica) passione è la musica, quindi questo posto è un paradiso per me. A livello artistico c'è molta voglia di sperimentare e attrarre un pubblico ben specifico. Non conoscevo i nomi italiani presenti in line-up, ma devo dire che sto apprezzando molto il loro lavoro.

Chi ti è piaciuto in particolare?
Hanno tutti dei nomi difficilissimi, guardiamo insieme la line-up? Così te li indico! [Iniziamo a scorrere insieme gli artisti e Wazlo caccia un grido di gioia appena arriviamo a Donato Dozzy, NdA]

Hai un animale guida?
Animale no, mi sento più vicino alla flora che alla fauna, onestamente. Se dovessi scegliere un albero che mi rappresenti, sicuramente sarebbe la quercia.

@wazbeatsuk

Giorgia, 22

Di dove sei? E cosa fai nella vita?
Sono di Milano e mi sono laureata da poco in Fashion Design alla NABA. Ora sto iniziando a muovere i primi passi nel mondo della moda, tipo questo body l'ho fatto io. Vorrei fondare un mio brand, ma chissà come andranno le cose in futuro.

È il tuo primo anno al Terraforma? Cosa ne pensi?
Sì, non ci ero mai stata prima. Il posto è meraviglioso, ma la musica non è proprio nelle mie corde, diciamo... Io sono più una tipa da techno e cassa dritta, quindi questi ritmi soft e delicati mi lasciano un po' con l'amaro in bocca, diciamo.

Ma venerdì sera ha suonato Jeff Mills!
Eh, peccato che io sia arrivata sabato pomeriggio qui al Terraforma. Forse avrei dovuto controllare meglio la line-up prima di mettermi in macchina! Però stasera suonano i Vipra e sono davvero, davvero curiosa di vedere la loro performance nel labirinto. Non so bene cosa aspettarmi da loro, perché fanno una musica difficile da categorizzare, ma questo non fa che incuriosirmi ancora di più!

@centodiciassette

Enyonam Amexo, 27

Di dove sei?
Domanda complicata questa! Mi sono trasferita da poco a Berlino; prima vivevo a New York e i miei genitori sono ghanesi.

Cosa fai a Berlino?
Lavoro come Production Manager per un'azienda, ma il realtà è tutta una copertura per portare avanti la mia attività di Supermarket Connoisseur.

Un'attività di nicchia, ma comunque interessante. È la tua prima volta al Terraforma?
Sì, non ci ero mai stata prima. Non voglio esagerare, ma credo davvero sia il festival migliore d'Europa in questo momento. Siamo venuti in Italia apposta, perché il ragazzo di una mia amica—che è davvero fissato con la musica underground e gli eventi meno mainstream del settore—ci ha parlato per un anno intero del Terraforma. Dovevamo assolutamente venirci, ed è stata la scelta giusta!

Qual è il tuo animale guida?
Il leopardo!

@enyo_face

Felix, 24

Di dove sei?
Sono di Parigi, dove sto per laurearmi.

Congratulazioni! In cosa?
Eh, questo rimarrà un segreto [ride, NdA]. Però posso dirti che mi piace anche fare musica, un po' come a chiunque altro si trovi qui oggi, credo.

È la tua prima volta al Terraforma?
No, ci ero già stato nel 2015 e quest'anno ho deciso di tornarci e portare qualche amico. Credo che questa edizione sia meglio delle precedenti, mi sono divertito tantissimo e non vedo l'ora di tornarci il prossimo anno. È un festival diverso da tutti gli altri a cui sono stato, non ne avevo mai visto uno così.

Come lo descriveresti a chi non ci è mai stato?
È un luogo in cui puoi rilassarti completamente, dimenticare che fuori da questa Villa c'è una vita che ti aspetta con tutti i suoi obblighi e doveri. Anche a livello musicale è ottimo, c'è una line-up di tutto rispetto e la gente è fantastica.

@zelenytsya

Tatiana, 24

Di dove sei?
Sono nata e vivo in Russia, dove lavoro come producer in un'agenzia creativa.

È il tuo primo anno al Terraforma?
Sì, esatto. Non ci ero ancora stata, ma è esattamente come me lo aspettavo.

Cioè?
Molto italiano nella scelta della location, con tutte queste fontane e statue nei parchi che circondano il festival. Però la line-up è affascinante, c'è un bel mix di generi e suoni diversi.

Come sei venuta a sapere dell'esistenza di questo festival?
Ne avevo sentito parlare su internet, poi l'anno scorso ci è stato un mio amico e quando è tornato non ha fatto altro che parlare di questo Terraforma per settimane. Quindi mi sono detta "okay, forse è davvero il caso di andarci." Comunque, la gente davvero appassionata di musica sa di questo festival, nei giri underground è piuttosto conosciuto.

Hai un animale guida?
Lucertola.

@tanyait

Chiara, 23

Di dove sei?
Brescia, ma vivo a Milano. Mi sono appena laureata in Architettura al Politecnico.

Grande! E festeggi la laurea al Terraforma?
È il mio primo anno qui, lo trovo veramente interessante da più punti di vista. Anche solo l'idea di dare una mano per riportare in vita Villa Arconati è notevole, perché altrimenti sarebbe rimasta abbandonata, molto probabilmente. Dobbiamo lavorare e sfruttare di più il potenziale delle nostre architetture; hanno un fascino unico, e i risultati si vedono.

Che risultato vedi qui?
Trovo molto interessante l'unione di techno, o comunque musica molto contemporanea e sperimentale, alla componente visiva data dalle rovine della Villa.

Qual è il tuo animale guida?
Il gufo. Vive di notte, come me, e guarda il mondo a 360 gradi.

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Crediti


Interviste di Giorgia Imbrenda e Amanda Margiaria
Fotografia Maurizio Annese