conosciamo i curatori del cruising pavilion, la mostra più xxx della biennale

Cos'è e perché il cruising è importante ce lo siamo fatti raccontare direttamente dai suoi creatori.

|
giu 20 2018, 4:11pm

Noi di i-D del Cruising Pavilion ne avevamo parlato ancor prima dell’apertura della 16esima edizione della Biennale di Architettura, perché tra tutti gli eventi paralleli alla manifestazione ci sembrava il più audace e stimolante. In primis perché è sempre bene sborghesire gli eventi culturali, e in secondo luogo perché conoscere la storia della propria comunità può aiutare a dare il giusto valore ai diritti per cui il mondo LGBTQ lotta da decenni e si è faticosamente conquistato.

Proprio per questo, da diversi anni ormai cerco di raccogliere le testimonianze di attivisti, femminielli e transgender italiani delle generazioni passate. Quello che ne ho dedotto è che essere gay era uno schifo. Significava avere tutti apertamente contro: chiesa, politica, stampa, magistratura e buoncostume, solo per citarne alcuni. Da sempre è proprio la coscienza collettiva il più grande nemico della comunità lgbtq, perché fondata su un modello sociale borghese. In passato, nessun codice estetico o comportamentale poteva incitare uno stile di vita dissoluto o libertino: i maschi non potevano avere i capelli lunghi, non potevano vestire con abiti troppo colorati o jeans troppo attillati e non esistevano capi unisex. Niente circoli, bar o discoteche; nessun luogo di aggregazione. Essere gay era qualcosa da nascondere, da vivere fugacemente e possibilmente di notte: in auto, nei parchi o nei cessi pubblici. E se parlare di sessualità era un tabù, figuriamoci allora sollevare temi più radicali come prostituzione e promiscuità.

Tutta questa serie di dinamiche sociali hanno reso il cruising indissolubilmente legato alla cultura omosessuale. Il termine cruising non è un banale sinonimo dell’atto di praticare sesso all’aperto, ma una dimensione intrinseca all’universo gay; l’eterosessuale, culturalmente parlando, non ha mai dovuto ricorrere al cruising come mezzo di socialità. Anche conosciuto come battuage, la sua rilevanza è così ampia da aver impattato l’architettura e la progettazione urbanistica delle città. Raramente se ne parla, però… Cos’è il Cruising Pavilion e perché è importante lo abbiamo chiesto direttamente a Rasmus Myrup, Octave Perrault, Pierre-Alexandre Mateos e Charles Teyssou, curatori del progetto ora in corso allo Spazio Punch di Venezia.

Octave Perrault, 29, Parigi

Cosa fai?
Sono un architetto, inoltre scrivo, insegno, faccio mostre e altre cose.

Come e quando è nato il progetto del Cruising Pavillion?
Pierre-Alexandre, Charles, Rasmus e io siamo amici da molto tempo. Quando mi hanno detto di voler far qualcosa sul cruising alla Biennale d’Architettura a Venezia, mi sono immediatamente innamorato del progetto. Dopo una lunghissima serie di conversazioni sul modo migliore in cui realizzare la nostra idea, mi hanno chiesto di dare il mio contributo e io ho immediatamente accettato.

E come l'avete poi sviluppato insieme?
Semplicemente, esplorare il cruising dal punto di vista architettonico aveva perfettamente senso. Gli spazi di cruising hanno sempre caratteristiche molto interessanti. Abbiamo chiesto aiuto a molti amici architetti per capire meglio come affrontare il tema e tutti hanno contribuito in modo unico e fondamentale. Era come se il cruising fosse ovunque, ma non ci fossero reference a cui appigliarsi per parlarne. Questo la dice lunga su come il moralismo influenza ogni cosa, sempre.

Cosa manca a livello urbanistico per creare spazi privati in luoghi pubblici?
Il vero punto della questione è che dovremmo smettere di dividere pubblico e privato a livello urbanistico. Abbiamo bisogno di superare questa idea, perché deleteria per le comunità.

In che modo il sesso influenza il tuo punto di vista architettonico?
La libido ti porta a esplorare posti nuovi, o sbaglio?

Usi le app d'incontri?
No, non le uso molto. Ci ho provato e l’idea mi piace, ma mi annoio a messaggiare.

Cos'è il cruising per te? E cosa rappresenta per la comunità gay oggi?
Sono sempre stato etero, quindi la mia relazione con il cruising non è diretta, ma mi affascina da un po’ di tempo. Leggo e mi informo molto su questo tema, perché è un modo interessante per studiare il modo in cui ci relazioniamo al sesso, al gender e allo spazio. La violenza che le minoranze hanno subito in passato, inoltre, ci spinge oggi a vedere il cruising come un’alternativa valida. Ho imparato moltissimo parlandone con i miei amici e credo mi abbia aiutato ad avere relazioni migliori, anche quando eterosessuali.

Alcune persone etero che ho incontrato nel nostro Padiglione non riuscivano a capire in che modo il cruising fosse rilevante per loro. Non era qualcosa che li riguardava direttamente, quindi perché interessarsene? Per me, invece, ha un’importanza che travalica i confini della comunità gay. La sua storia è intrisa di violenza e tutti dovrebbero esserne al corrente, perché saperlo permette di riflettere su se stessi e sulle proprie opinioni. L’architettura in particolare continua a far finta che il cruising non esista, nonostante sia vero il contrario.

@octaveperrault

Pierre-Alexandre Mateos, 29, Parigi

Cosa fai?
Sono un curatore e scrittore.

Come e quando è nato il progetto del Cruising Pavillion?
Il cruising per me era una specie di hobby, oltre che uno dei miei temi preferiti. Poi è diventato un progetto, e infine un campo da esplorare.

In che modo il sesso influenza il tuo punto di vista curatoriale?
Più del sesso, ad aver influenzato il modo in cui faccio curatela è il desiderio.

Come riesci a sentirti in sintonia con la natura a Parigi?
Se volessi sentirmi connesso con la natura, lascerei Parigi. Qui posso trovare la privacy che desidero non appena cala il buio.

Cosa manca a livello urbanistico per creare spazi privati in luoghi pubblici?
Più cespugli e fratte?

Usi le app d'incontri?
Solo per esplorare.

Cos'è il cruising per te? E cosa rappresenta per la comunità gay oggi?
Un’utopia evoluzionistica e un nuovo immaginario da conquistare.

@pierreamateos

Charles Teyssou, 30, Parigi

Cosa fai?
Sono un curatore e critico d'arte.

Come e quando è nato il progetto del Cruising Pavillion?
Tutto ha preso forma grazie al confronto e alla discussione, arrivando poi a trasformarsi in qualcosa di concreto a febbraio circa.

In che modo il sesso influenza il tuo punto di vista curatoriale?
Lo storytelling è parte essenziale della curatela, così come del sesso. Quando al massimo della loro forma, le narrative diventano spazi di condivisione.

Come riesci a sentirti in sintonia con la natura a Parigi?
Principalmente su YouTube.

Cosa manca a livello urbanistico per creare spazi privati in luoghi pubblici?
Reti Wi-Fi aperte a tutti.

Usi le app d'incontri?
Occasionalmente.

Cos'è il cruising per te? E cosa rappresenta per la comunità gay oggi?
Idealmente, il cruising è uno spazio di ospitalità radicale.

@charlesteyssou

Rasmus Myrup, 26, Copenhagen / Parigi

Cosa fai?
Sono un artista, curatore e direttore della piattaforma Weekends.

Come e quando è nato il progetto del Cruising Pavillion?
Octave, Pierre-Alexandre, Charles e io abbiamo dato vita a questo progetto dopo un’infinita serie di discussioni sul modo in cui arte e architettura si intersecano al tema del cruising, concentrandoci in particolare sul fatto che il settore architettonico ha sempre snobbato questa pratica. Eppure, il cruising è estremamente interessante dal punto di vista spaziale e urbanistico.

In che modo il sesso influenza il tuo punto di vista curatoriale?
Il sesso per me fa parte delle esperienze fondanti dell’essere umano, che sono poi ciò che davvero mi interessa nel profondo. Viviamo, amiamo e moriamo.

Come riesci a sentirti in sintonia con la natura a Copenhagen? Facendo un giro sul tuo profilo Instagram sembri molto vicino al tema dell'outdoor.
Amo quei luoghi poco distanti dalle metropoli in cui è possibile perdersi e sentirsi estremamente soli, anche se poi in realtà si è a meno di mezz’ora dalla città. A Copenhagen ho scoperto da poco Amager Fælled, una zona di campi sterminati con arbusti foltissimi. Invece a Parigi sono spesso al Bois de Boulogne o Forêt de Saint-Germain-en-Laye, che è ancora meglio!

Cosa manca a livello urbanistico per creare spazi privati in luoghi pubblici?
Non credo che ci sia bisogno di più privacy nei luoghi pubblici. Piuttosto, dobbiamo fare in modo che gli spazi esistenti non vengano smantellati, che siano noti per il cruising o altro poco importa.

Usi le app d'incontri?
La mia relazione con le dating app è simile a quella che ho con le relazioni in generale: ambivalente. Non posso vivere senza, non posso amare senza.

Cos'è il cruising per te? E cosa rappresenta per la comunità gay oggi?
Il cruising è molte cose, ma principalmente si tratta di trovare uno sconosciuto e divertirsi insieme. Essere perfetti l’uno per l’altro, anche se per pochissimo tempo.

@rasmusmyrup

Crediti


Interviste e Direzione Creativa di Mattia Ruffolo
Fotografia di Vincenzo D'Ambrosio
I curatori indossano abiti Prada