y/project e glenn martens sfileranno a firenze, ed è un'ottima notizia

È il brand più chiacchierato degli ultimi tempi, e a gennaio sarà l'ospite d'onore del Pitti Uomo. YAY!

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ott 12 2018, 8:56am

Il contrapporre realtà diverse e in reciproco contrasto è spesso il modus operandi più efficiente nello studio del costume e nella storia dell’abbigliamento. Il poco noto è la chiave di lettura del conoscibile. Prendiamo l'esempio di Firenze, una città che raramente viene collegata, dalla maggior parte delle persone, alla storia delle sfilate di moda. Eppure è il luogo dove, almeno in Italia, tutto ha avuto inizio. Proprio nel capoluogo toscano, nel febbraio del 1951, nella sala Bianca di Palazzo Pitti, Giovanni Battista Giorgini aveva radunato i più grandi e altisonanti nomi dei buyer americani, il cui mercato conosceva alla perfezione. I nomi delle sartorie italiane attraversarono in un solo giorno l’oceano atlantico. Non bisogna stupirsi quindi che ancora oggi Firenze, e Palazzo Pitti stesso, siano ancora al centro del movimento di mode e tendenze mondiali.

Ecco perché, dato l’amore per il contrasto e lo scontro creativo, il Pitti di Gennaio ospiterà per la prima volta la collezione di Glenn Martens, direttore creativo di Y/Project (noi di i-D Italy lo abbiamo intervistato pochi mesi fa, in occasione della sua collaborazione con Diesel, e da quello che ci ha detto si capisce molto della filosofia che guida la sua creatività). Esattamente come la sartoria fiorentina, stranamente anche Y/Project incarna l’ironia della moda e la leggerezza dell’abbigliamento. Nelle sue collezioni la stravaganza viene combinata con l’eclettismo artistico (un altro punto in comune con Firenze) e gli elementi più urban sono arricchiti e impreziositi da tocchi di couture e sartorialità artigianale.

Con Y/Project Glenn Martens ha creato un nuovo linguaggio, un nuovo modo estetico di comunicare che è guidato dalle contraddizioni, afferma Lapo Cianchi, direttore di comunicazione ed eventi di Pitti Uomo, e che promuove un tipo di moda estremamente personale, senza barriere e limitazioni.

Questo non fa che elevare Y/Project tra i grandi nomi dei trendsetter internazionali. Glenn Martens, conscio della lista di predecessori che hanno occupato la piazza del PItti (nomi come Raf Simons, Virgil Abloh o Craig Green), non può che essere soddisfatto dell’invito e impaziente di presentare la collezione proprio a Firenze, che anche personalmente occupa un posto di rilievo nei ricordi del designer. Il capoluogo toscano è stato infatti la prima città dove, a 17 anni, si è recato senza genitori in una sorta di prima avventura in solitaria e che, quindi, rappresenta una sorta di ritorno a casa. E data l’innata propensione di Glenn all’opposizione e al disaccordo armonico, ecco che ancora una volta Y/Project accetta la sfida.

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