FELPA GOSHA RUBCHINSKIY. PANTALONI ALLSAINTS.

il protagonista di stranger things diventa grande: incontriamo finn wolfhard

A soli 14 anni, Finn è una vera star. Ma non si lascia spaventare dalla fama, anzi.

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ago 29 2017, 10:09am

FELPA GOSHA RUBCHINSKIY. PANTALONI ALLSAINTS.

Questo articolo è originariamente apparso sul numero di i-D The Acting Up Issue 349, Autunno 2017.

A soli 14 anni, quando la maggior parte dei suoi coetanei si preoccupano di come non prendere un'insufficienza al prossimo compito in classe, Finn Wolfhard ha già recitato in alcune delle scene più terrificanti della cinematografia recente. Ci sono le due stagioni di Stranger Things, in cui lui e Millie Bobby Brown guidano una banda di ragazzini ribelli in lotta contro creature interdimensionali e folli scienziati. Ma il tour de force contro forze oscure—immancabilmente a suon di nostalgia e felpe anni '80—Finn recita anche nell'adattamento cinematografico di IT, celebre romanzo horror di Stephen King.

Basterebbe la locandina del film per far crollare anche i più forti di noi. La miniserie originale, datata 1990 e in cui Tim Curry impersonava Pennywise, ha terrorizzato intere generazioni; ma, con Bill Skarsgård nel ruolo del clown più angoscioso dell'intera cultura pop, il film ci sembra proprio all'altezza delle aspettative. Ma Finn si lascia intimorire recitando in questi banchetti del terrore? "Girare un film horror può essere davvero spaventoso a volte," ammette con sincerità il giovane attore canadese. "Però se una scena è così terrificante ci devi assolutamente essere! Non si può mancare!"

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Finn indossa una felpa vintage Billy. Collana dall'archivio della stylist.

IT racconta le vicende di un gruppo di giovani ragazzini, e una ragazza, autoproclamatisi membri dei Perdenti, che tentano di sconfiggere il clown mutaforme Pennywise. Ognuno di loro ha poi la sua buona dose di problemi e difficoltà con cui fare i conti, forse ancor più terrificanti di un demoniaco mostro che cerca di farli fuori. Bill soffre di balbuzie, e i suoi genitori non sono molto presenti. Ben viene bullizzato a causa del suo peso. Beverly ha un padre violento, che abusa di lei. È un coacervo di temi difficili, molto più simile al romanzo di King rispetto all'adattamento per il piccolo schermo degli anni '90. "Io interpreto Ritchie, un ragazzino che proprio non sa quando è il momento di tenere la bocca chiusa," spiega Finn. "Crede di essere davvero divertente, ma è l'unico a pensarla così. Per lui, parlare ininterrottamente è un meccanismo di difesa."

Per il regista della pellicola, l'argentino Andrés Muschietti, un elemento fondamentale per la riuscita del film è il rapporto che lega i Perdenti anche al di fuori del set, nella vita reale. Per questo, li ha fatti uscire in gruppo per un certo periodo, prima di iniziare le riprese. "Siamo stati insieme per poco meno di quattro mesi," racconta Finn. "Ci fermavamo tutti a dormire da Wyatt [altro membro dei Perdenti], come se fosse una sorta di campo estivo."

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Felpa Gosha Rubchinskiy. Pantaloni All Saints. Cintura dall'archivio della stylist. Calze Haynes. Scarpe Golden Goose.

Come in Stranger Things, anche in IT l'elemento nostalgia gioca un ruolo fondamentale: si vedono spesso i ragazzini girare in bicicletta per le strade del quartiere, entrare a casa degli amici senza bussare—perché tanto la porta è sempre aperta—o scaldarsi un piatto pronto nel microonde. Certo, poi ci sono anche gli eventi sovrannaturali. "Oggi siamo tutti appiccicati al nostro telefono, sempre," dice Finn. "Fa parte della nostra cultura, ma negli anni '80 le cose non stavano ancora così. Era tutto un'avventura."

Per essere un adolescente che si trova sotto i riflettori da quando ha otto anni, Finn è un ragazzo incredibilmente normale. Lui stesso attribuisce questa normalità al fatto che la sua famiglia ha deciso di non trasferirsi a Los Angeles, a differenza di quanto fanno di solito i genitori degli attori bambini. Finn e la sua famiglia vivono infatti a più di 1500 chilometri dalla Città degli Angeli, a Vancouver. "Credo di sì," risponde Finn quando gli chiediamo se vivere in Canada l'abbia aiutato a rimanere con i piedi per terra. "Credo dipenda dal tipo di quartiere in cui vivi, chi conosci e chi sono i tuoi amici." Inoltre, c'è un altro tassello a completare il puzzle: la passione di Finn per la musica. Suona la chitarra, e la sua cover dell'album Lithium dei Nirvana ha fatto il giro del web in poco tempo. "Suonare mi rilassa," commenta. Non che i suoi gusti musicali siano poi così tranquilli: oltre al suo amore sconfinato per i Beatles, cita "Mac DeMarco, Twin Peaks, Phoenix, White Reaper e i Post Animal," tra le sue band preferite.

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Felpa vintage Billy. Jeans All Saints.

Dopo Stranger Things, Finn ha raggiunto 1.4 milioni di followers su Instagram. I commenti riguardanti le teorie più strane sulla serie TV sono altrettanto numerosi, superate solo dagli entusiasti pareri di critica e pubblico dopo l'arrivo della seconda stagione. "Credo che la gente si entusiasmerà allo stesso modo, o forse ancora di più," dice riferendosi alle nuove puntate uscite da pochi giorni su Netflix. "C'è chi credeva si fosse generato troppo hype, e che quindi la nuova stagione non avrebbe retto il paragone. Ma non è stato così."

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T-shirt vintage di what goes around comes around, Los Angeles. Pantaloni Gucci. Intimo American Eagle Outfitters. Cappello Stüssy.

Stranger Things ha una community di fan molto attiva sui social media, che ama discutere di teorie complottiste collegate alle origini del mostro e di Undici. Essere circondato da spettatori così reattivi ha preparato Finn al trambusto che ha seguito l'annuncio del remake di IT. "Sapevo che sarebbe successo," ha detto riferendosi alla cacofonia generata dal film. "Quando è uscita la notizia, la gente è letteralmente impazzita." E per un buon motivo. Questa nuova versione di IT andrà a toccare temi molto più profondi del suo corrispettivo per la televisione. Nella pellicola, Muschietti indaga il vero significato dell'infanzia. L'innocenza è un'arma a nostro favore nella lotta al male, o un limite? Quanto è difficile essere coraggiosi? I nostri genitori possono davvero proteggerci? Tutti i ragazzini sono incredibilmente umani, grondano difetti e coraggio contemporaneamente, a differenza dei loro cugini, The Goonies. "Stiamo facendo un film del tutto diverso, che si concentra su amicizia e legami," dice, prima di concludere trionfalmente: "e Stephen King se n'è innamorato."

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T-shirt vintage from Billy. Trousers All Saints.

È un film geniale, non solo per i suoi effetti speciali o per la sua capacità di terrorizzare lo spettatore. No, è l'enfasi con cui sottolinea i veri orrori che i bambini affrontano a renderlo così brillante: bullismo, abusi, mancanza di opportunità. Finn si fa meditabondo quando gli chiediamo cosa lo spaventa nella vita reale, quali sono i mostri di cui ha paura e che non si nascondono sotto il suo letto. "Insomma, credo le un po' le solite cose," riflette con serietà. "Razzismo, stereotipi, sessismo, omofobia… Questi problemi sono tutti là fuori, ma la cosa bella di avere tre milioni di fan su Twitter è poterne parlare, fare in modo che la gente sappia che esistono e come deve affrontarli. Partecipare alle manifestazioni, firmare le petizioni, far sentire la propria voce. Avere questo tipo di potere è davvero figo." E poi continua: "Non sono così sicuro di essere un modello a cui ispirarsi, perché sono davvero giovane. Ma è figo sapere che i ragazzini ti guardano adoranti." Con gentilezza e sensibilità in abbondanza, Finn Wolfhard potrebbe davvero essere l'eroe di cui abbiamo bisogno, e forse, quando sarà un po' più grande, finirà per combattere davvero contro i mostri del mondo reale. Dopo aver sconfitto quelli sullo schermo, ovviamente!

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Felpa vintage di Billy. Jeans All Saints.
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Camicia e pantaloni All Saints. T-shirt Billy. Cappello Stüssy.
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Felpa Stüssy. T-shirt e pantaloni All Saints.

Crediti


Testo Jack Sunnucks
Fotografia Matteo Montanari
Moda Celestine Cooney
Capelli Ramsel Martinez per Lowe & Co con R+Co.
Oggetti di scena Brynn Bowen per Streeters.
Assistenti alla fotografia Leonardo Ventura, Greg Granaghan e Angelo Sgambati.
Tecnico digital Clay Rasmussen per Milk Studios.
Assistente allo styling Jordan Wright.
Produzione Fox and Leopard.
Editing Postmen.