#girlgaze: fotografie per ragazze, scattate da ragazze

Abbiamo incontrato la fondatrice della comunità online #Girlgaze, un progetto che crea opportunità lavorative per le giovani fotografe di tutto il mondo.

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28 agosto 2017, 9:47am

Meno di due anni fa, su Instagram è improvvisamente apparso un profilo Instagram chiamato @girlgazeprojects, ricco di fotografie non ritoccate e bellissime che promettevano una visione femminile del mondo diversa, meno stereotipata. Un nuovo punto di vista, insomma. Creato dalla fotografa britannica Amanda de Cadenet insieme alla collega Inez Van Lamsweerde, la fotogiornalista Lynsey Addario, la regista Sam Taylor-Johnson, la fotografa di moda Collier Schorr e la modella Amber Valletta, Girlgaze è nato come una sorta di chiamata alle armi, uno strumento per sottolineare la preponderanza di fotografi uomini negli ambienti creativi.
Il progetto ha da subito ottenuto un successo e una visibilità inaspettati, e così il desiderio di cambiare quello che per Amanda è un sistema mal funzionante, costruito grazie a decenni di discriminazioni sociali e di genere, si è fatto sempre più forte. Lontano dal voler semplicemente mettere in primo piano la prospettiva femminile, Girlgaze è oggi una piattaforma multimediale che mira a sostenere e creare nuove opportunità lavorative per le nuove generazioni di fotografe donne.

Flora Negri, Marcha

Amanda ha infatti creato un contest fotografico per sole donne, e la vincitrice avrebbe avuto l'incredibile opportunità di fotografare un editoriale per Teen Vogue. Inondato dalle proposte, Girlgaze ha finito per curare l'intero numero della rivista. Un'edizione per ragazze, fotografata da ragazze—la prima volta nella storia di Condé Nast.

Sophie Green, Bangers and Smash

Poi è arrivata la mostra #Girlgaze: A Frame of Mind, aperta lo scorso ottobre presso l'Annenberg Space of Photography a Los Angeles, a cui ha fatto seguito un Programma Ambassador e, infine, l'uscita di #Girlgaze: How Girls See The World tra pochi mesi. Si tratta di un libro fotografico che oltrepassa i generi, andando dall'autoritratto agli editoriali d'alta moda e passando per scatti documentaristici in paesi distrutti da guerre e carestie. Noi di i-D abbiamo incontrato Amanda de Cadenet, fondatrice di Girlgaze, che ci ha raccontato cos'ha significato per lei collaborare con artiste donne provenienti da tutto il mondo.

Melanie Knight, One Size

Ciao Amanda! Com'è nato il progetto #girlgaze?
L'idea iniziale era quella di creare più consapevolezza non solo riguardo la scarsità di fotografe donne, perché in realtà sono moltissime, ma attirare piuttosto l'attenzione sul fatto che pochissime di queste vengano poi scelte per progetti creativi: per questo motivo, la maggior parte delle campagne editoriali e dei lavori meno commerciali che vediamo sono frutto del lavoro di fotografi uomini. Chiedevamo una condizione più equilibrata, semplicemente. E per farlo abbiamo deciso di agire concretamente, dando vita a un concorso fotografico: qualunque fotografa donna poteva inviarci il suo materiale, e la vincitrice avrebbe collaborato a un editoriale per Teen Vogue. Non si trattava più solo di consapevolezza, era qualcosa di tangibile, una vera opportunità lavorativa. Non avremmo mai pensato di ricevere così tante proposte; in sei mesi, sono arrivati più di un milione di lavori, e ad oggi sono più di 2.8 milioni in totale. Scegliere un solo editoriale sarebbe stato impossibile, quindi abbiamo finito per curare l'intero numero di settembre. È stata la prima volta in assoluto in cui un'intera rivista è stata fatta da ragazze e per ragazze. Ma non era abbastanza, così abbiamo deciso di creare il libro #Girlgaze.

Amaal Said, Safia

Perché credi che questo sia il momento giusto per affrontare il tema #Girlgaze?
Quando abbiamo iniziato il progetto si parlava moltissimo di disuguaglianze e ingiustizie: noi volevamo fare qualcosa di concreto per cambiare le cose. Il 2017 è stato un anno estremamente interessante e abbiamo avuto l'opportunità di raccontarlo attraverso l'occhio di artiste donne provenienti da tutto il mondo.

Cosa c'è all'interno del libro?
#Girlgaze è un'ode a come le giovani donne vedono il mondo. Comprende immagini scattate da fotografe che fanno virtualmente parte della nostra comunità, ma che fisicamente si trovano nei luoghi più disparati. Abbiamo dato spazio alle loro prospettive e ai loro stili, tutti diversi tra loro e tutti accomunati da un forte senso di novità. Il risultato finale è un mix di scatti formali e immagini più spontanee fatte da giovani donne in momenti diversi della loro vita.

Alice Vasconcelos, Correspondencia

Come avete scelto le immagini?
È stato un lavoro di squadra: l'intero team Girlgaze ha selezionato le immagini, cercando di tenere sempre a mente criteri d'eterogeneità di genere e prospettiva. Per me, è stato importante non rappresentare un solo stile fotografico, ma riuscire a unire reportage, ritratti, fotografia di moda. Tutto.

Cosa cercano di trasmettere ai lettori queste fotografie?
Vogliamo che le giovani donne abbiano più fiducia nelle loro capacità, che si sentano coraggiose abbastanza da potersi costruire una carriera e mantenersi grazie alla loro creatività. Inoltre, l'obiettivo è incoraggiarle nel loro lavoro creativo: il mondo ha bisogno del punto di vista di noi ragazze.

Emma Craft, Twilight Twins

E dopo Girlgaze?
Ho un sacco di progetti in cantiere! Vogliamo lanciare una nuova piattaforma digitale che comprenderà video, lavori editoriali originali e collaborazioni con la comunità di #Girlgaze—tutti potranno partecipare, ed è questa la cosa che più ci elettrizza. A ottobre uscirà una rivista online, anche in questo caso creata con progetti che ci sono stati mandati attraverso l'hashtag #Girlgaze.

Remi Riordan, Jane and Catherine