ghali ci parla di musica, stile e del suo primo dissing (a 11 anni)

Noi di i-D abbiamo passato un po' di tempo con il musicista che tutti avete sentito in radio durante l'estate. E ci ha stupito: il ragazzo di quartiere che impazziva per Eminem e Michael Jackson oggi ha idee molto precise sulla moda e sullo stile.

di Mattia Ruffolo
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01 settembre 2017, 8:12am

Mentre scriviamo, Ghali ha un milione di follower su Instagram. Su YouTube, gli iscritti al suo canale sono 960k. Sulla stessa piattaforma, il suo ultimo singolo, Habibi, è stato visto quasi 9 milioni di volte. Sono numeri da capogiro, specialmente se si pensa che il suo primo album in studio è uscito appena tre mesi fa. Si è fatto conoscere al grande pubblico con il singolo Happy Days—prodotto dal Re Mida della trap italiana Charlie Charles—ma i fan di vecchia data non hanno storto il naso davanti al suo successo mainstream. Preparando l'intervista, ci siamo chiesti come fosse possibile che uno dei rapper più famosi del momento riesca a farsi amare praticamente da tutti. Mai un commento negativo, mai una critica. La risposta è arrivata già durante i primi minuti di shooting. Siamo poco fuori Milano, e lo incontriamo in occasione del lancio della nuova linea adidas Originals. Sul set, Ghali non interpreta il ruolo del rapper incazzato con il mondo, no, è un ragazzo di quartiere che fa quello che sa fare meglio. Cioè rappare.

Proprio il quartiere sembra essere l'universo da cui trae ispirazione quando si tratta di scegliere i suoi outfit, sul palcoscenico come nella vita di tutti i giorni. In linea con le ultime tendenze viste in passerella, Ghali opta spesso per tute adidas Originals, tanto streetwear e athleisure, neologismo che indica l'uso di capi sportivi anche finiti gli allenamenti in palestra. Siamo stati con lui per un pomeriggio, curiosi di saperne di più sulla sua musica e suo stile così unico nel panorama musicale italiano.

Parliamo di musica...
Il primo album che hai comprato?
Non ne comprai uno solo, ma proprio un sacco intero da un venditore ambulante. Dentro trovai un cd di Pink, poi uno degli Articolo 31, uno dei Gemelli Diversi, Nirvana e altri. In negozio, il primo fu Michael Jackson, seguito da Eminem.

A quanti anni hai scritto il tuo primo testo? Di cosa parlava?
Il mio primo testo lo scrissi a 11 anni. Era un dissing a un ragazzo dell'oratorio che non mi stava molto simpatico.

In Album si sentono diverse influenze stilistiche (e questo lo rende speciale!). Ma c'è un genere che senti diametralmente opposto al tuo?
I pezzi di Album li sento tutti miei, dal primo all'ultimo.

"Ghali, mi raccomando, ricordati di me perché un giorno ci rivedremo..." Hai già incontrato quel ragazzino fuori da un tuo concerto?
Ho già incontrato quel ragazzino, sicuramente! Per strada, ai concerti e agli instore c'è sempre qualcuno che mi dice: "ricordati di me perché un giorno ci rincontreremo" e io sono fiducioso.

Parliamo di moda...
Quanto è importante per te l'immagine?
L'immagine conta se prima hai raggiunto la consapevolezza e accetti chi sei realmente. Altrimenti è fuffa e il tempo farà capire che sei fake.

C'è una figura nella storia del rap che ti ha esteticamente ispirato?
Esteticamente mi hanno ispirato più artisti pop che rap, ma da ragazzino dopo 8 Mile puoi immaginare...

Come vestivi da teen? Qual è la cosa più iconica di adidas Originals che indossavi da ragazzo?
Ero l'unico bambino vestito hip hop, a scuola come in quartiere. La cosa più iconica di adidas che indossavo erano le Superstar, che ancora oggi mi piacciono un sacco.

Oggi hai uno stile diverso rispetto ai tuoi colleghi rapper. Che rapporto hai con la moda?
Mi vesto con quello che mi piace, il mio stile sembra molto curato, ma spesso mi arrangio con quello che c'è. Lo chiamo "lo stile del ritardatario", ovvero di chi si veste di fretta mettendosi le prime cose che trova nell'armadio. A dirtela tutta, mi piaccio di più quando mi vesto con calma e tempo.
Mia madre si è sempre divertita a vestirmi fin da quando ero piccolo. Mi ha sempre fatto tante foto. Spesso indosso i vestiti dei miei genitori quando avevano la mia età. Mia mamma conserva tutto, ho ancora i miei primi calzini. Ho un bel rapporto con la moda, vado spesso alle sfilate che mi interessano durante la fashion week, amo i brand che mi suscitano emozioni.

Hai cura del tuo armadio?
No, non ho molta cura del mio armadio.

Parliamo di te...
Cosa ti butta fuori dal letto quando non lavori?
Quando non lavoro, la voglia di vivere la giornata: scendere al bar in zona a bere un caffè, sentire i miei amici e incontrarli, magari sentire anche il profumo di quello che sta cucinando mia madre.

Cosa vuoi raggiungere prima dei tuoi trent'anni?
Prima dei 30 vorrei raggiungere tutti gli obbiettivi che ci siamo posti io e il mio team, che ovviamente non vi posso rivelare.

Che lavoro faresti se non fossi un rapper? (Hai ambizioni parallele alla musica che vorresti intraprendere?)
Se non facessi il rapper, farei il regista. O almeno, cercherei di intraprendere quella strada. Amo molto guardare film, documentari e video musicali, mettendoci del mio anche per i nostri video, per cui penso che mi dedicherei proprio alla regia.

È il momento migliore della tua vita questo?
Non so se questo sia il momento migliore della mia vita, so solo che è il momento.

Crediti


Fotografia Riccardo Dubitante
Styling Ramona Tabita, Assistente allo styling Angelica Christin
Make up Manuel Montanari
Sul set Benedetta Borioni, Giorgia Imbrenda
Ghali indossa outfit adidas Originals

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