gypsy sport è il futuro della moda newyorkese

Lo stilista Rio Uribe e la sua squadra di collaboratori sono pronti a portare il loro stile pan-etnico e pan-gender al livello successivo. Rio ha parlato con i-D prima della sua sfilata per la primavera/estate 2016 condividendo alcune immagini super...

di Carole Sabas
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20 luglio 2015, 3:10pm

Rio Uribe, fondatore del brand basato a New York Gypsy Sport, ha passato sei anni a lavorare da Balenciaga sotto Nicolas Ghesquiere e a Parigi ha imparato che: 1) la scena hip-hop parigine è "così sbagliata", 2) le ragazze francesi e le americane si vestono in modo molto diverso, e 3) non c'è niente che si possa avvicinare ai dettagli che trovi su un capo prêt-à-porter creato in un atelier parigino. Il segreto, sostiene, sta nel fatto che i tessuti sono sviluppati in modo tale da cadere perfettamente sia quando sono indossati che quando sono appesi a una gruccia. Quest'arte di costruire indumenti 3D piuttosto che estrapolare forme bidimensionali, ha influito pesantemente sull'estatica del giovane merchandiser.

All'epoca, Rio volava al quartier generale di Balenciaga due volte l'anno per ricevere ciò che il team definisce "le regole generali della stagione". Il suo ruolo era di assicurarsi che lo showroom newyorkese e i rivenditori di tutto il Nord America traslassero scrupolosamente quella che era la visione di Ghesquiere ma, segretamente, Rio studiava "ogni capo come fosse un pezzo di belle arti". La scoperta della natura autodidatta di Ghesquiere fu quello che lui definisce come "il permesso per inseguire il mio sogno di moda".

Cresciuto a Los Angeles in Koreatown all'interno di una grande famiglia messicana, la prima educazione allo stile di Uribe proviene da sua madre - nonostante la sua regola d'oro del non mischiare le stampe ("nel mio caso, dinosauri e Pokemon") sia ora una delle cose in cui eccelle. Rio ha finito per studiare economia e arte all'università statale, ma tutti i suoi corsi extracurriculari erano legati al mondo della moda e a soli sedici anni creava già abiti per gli amici sotto il nome di "Rio's Apparel" ("la frenesia scorre da sempre nei geni della mia famiglia").

Nel 2006 prende i suoi 1200$ risparmiati e si traferisce a Bushwick dove, prima di sbarcare da Balenciaga, si destreggiava tra tre diversi lavori schifosi alla volta. Il destino ha poi voluto che la sua tribù newyorkese includesse alcuni dei più eccitanti membri della vita notturna e della scena glam come Shayne Oliver di Hood By Air, Telfar (Clemens), Raul Lopez di Luar Zapol e Jerome Williams, ora collaboratore du Uribe. "Si travestivano e venivano a fare razzia al Chelsea store dove lavoravo facendo finta di essere clienti, provando le scarpe da donna. Loro stavano già facendo i loro vestiti e io mi limitavo a dare consigli di stile quando mi veniva chiesto. Non pensavo a me stesso come a uno stilista".

Le strade sono sempre state per Rio un'inesauribile fonte d'ispirazione ma nessuna quanto Spanish Harlem, dove si è trasferito nel 2010. Il vicinato è pieno di personaggi caratteristici come la signora sulla sedia a rotelle elettrica vestita di variopinti paramenti africani che lui descrive "come una fluttuante supereroina". Un giorno, annoiato, ha messo insieme una visiera degli Yankee e un kufi africano per creare il look per una festa. Quella notte un compratore di Opening Ceremony gli ha chiesto se poteva realizzare un ordine per il negozio e quella sera nacque Gipsy Sport. I copricapi divennero la prima incursione ufficiale di Rio nel mondo della moda e tutt'ora sono una sorta di firma del brand, così come rappresentato dal logo della Gypsy Sport: due cappelli da baseball che girano come gli anelli di Saturno, "the haturns".

Dal 2012, ognuna delle tre passerelle organizzate da Uribe per Gypsy Sport ha puntato i riflettori sugli accessori, mostrando papaline con trecce stile valchiria, cappellini in denim con orli stile bavaglino e stracci ricoperti da mulini a vento in piume esotiche. Dopo la collaborazione con DKNY nel 2013, Donna in persona si è inginocchiata di fronte alla sua strabiliante capacità creativa. Scaltro, androgino, cross-etnico, utopico, grintoso, appassionato: Gypsy Sport non ha ancora smesso di inseguire la sua unica visione estetica. 

Il marchio offre ora un ampia gamma di abiti per chiunque sia capace di liberarsi dalle classiche silhouette oversize. Lo stile è un collage multietnico e trans-genere che non mostra nessun riferimento né interesse verso uno specifico orientamento sessuale: ogni capo ha una storia propria con materiali che spaziano dal pizzo, al denim grezzo, alla rafia fino alle reti da basket e alle conchiglie. Certo, ci sono anche pezzi più commerciali come quelli ispirati allo sport-wear - guardate la Wild West Jacket sul nuovo sito Internet - ma si tratta di una saggia mossa mix-and-match che Rio e il suo collettivo sanno gestire alla perfezione.

In questo periodo potrete trovare il team creativo dalle 11 alle 19, giorni feriali, nel seminterrato al neon di una delle ultime fabbriche superstite del Garment District. Nessuno nella famiglia GS è più importante di Rome (Jerome Williams), amante del glamour e intrattenitore nato, nativo di Harlem e collegato alla ASAP Mob, definisce se stesso come "l'ambasciatore del marchio o M.C. (acronimo di Mouth Carry, 'portavoce': ripassate il RuPaul-zionario!). Un altro pilastro è formato da Estelle Mata, capelli rosa confetto, ha un ruolo che spazio tra il manager e il direttore comunicativo mentre Lester Garcia è incaricato dello stile, grazie anche a svariate collaborazione con brad di alto livello come Marie-Amelie Sauvé. Supervisore dei casting è Anthony Conti, Fashion Director per DKNY.

Oltre alla "squadra tecnica", c'è anche l'entourage di "nodels" ["non-models"]: skateboarder, poeti, maestri di yoga e ballerini di flexing e bone-breking, ingaggiati da Rio e Rome per le strade della città. Lo scorso anno è stato ingaggiato un intero reggimento per le sfilate di Gypsy Sport alla NYFW. Lo spettacolo primavera/estate 2015 è stato improvvisato sul momento, in puro stile guerrilla, presso l'arco di Washington Square ed è stato un vero successo: la reporter Lynn Yaeger di Vogue lo ha definito "puro amore verso la moda, un qualcosa che è stato terribilmente assente in diversi eventi della scorsa settimana". La collezione autunno/inverno 2015 è stata invece più autentica. Ispirata al circo, questa ha avuto luogo in un teatro del Lower East Side e ha coinvolto contorsionisti, giullari, muscolosi pole dancers e ballerini di breakdance super tatuati.

Da allora, le attenzioni e le aspettative nei confronti del brand non hanno ancora smesso di salire ma Rio si limita a restare fedele alla sua visione: "Io prospero nelle avversità e nella diversità".

gypsysportny.com

Crediti


Testo Carole Sabas
Foto Jonathan Grassi, immagine su cortese concessione di Gypsy Sport 

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