paris, mon amour

Anthony Vaccarello e Koché hanno reso omaggio a Parigi e ai suoi tanti volti. Una città che conoscono e amano. Una città che si sta ancora riprendendo dagli attacchi terroristici del 2015.

di Anders Christian Madsen
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07 marzo 2016, 12:27pm

Un aspetto positivo della tanto criticata velocità con cui si muove il mondo della moda è l'immediatezza con la quale gli stilisti possono prendere atto di ciò che accade attorno a loro e inserirlo nelle loro collezioni. Testimonianze di questa tendenza sono state le sfilate organizzate dai designer parigini per la serata di debutto della Settimana della moda femminile nella capitale francese che, solo pochi mesi fa, è stata straziata dagli attacchi terroristici. Parigi è sempre stata una città fiera e orgogliosa, ma, alla luce dei terribili eventi accaduti lo scorso anno, il patriottismo e lo spirito locale hanno acquisito un nuovo significato. C'è una triste ironia nell'osservare come la tragedia sia accaduta proprio nel momento in cui Parigi veniva travolta da una nuova ondata di creatività generale. La scena artistica anti-borghese del decimo e undicesimo arrondissement ha in parte aperto la strada per l'ascesa di Vetements: un fenomeno che ora è divenuto così forte da conquistare la Rive Gauche a Balenciaga HQ. Si tratta di un ritorno ai valori socialisti di una Parigi multiculturale, ma allo stesso tempo un'ode a tutto ciò che è chic.

Anthony Vaccarello autunno/inverno 16

Anthony Vaccarello è cresciuto in Belgio negli anni '80. Ha passato l'infanzia a guardare sfilate in tv e leggere magazine di moda e non molto tempo dopo sarebbe stato definitivamente adottato da Parigi. La sua sfilata di martedì è stata proprio un'ode a questa città: il parco giochi ideale per il bambino con la passione del glamour (tutti noi lo siamo in fondo, no?), un tributo alla capitale le cui ferite stanno ancora guarendo. "In questi giorni a Parigi non c'è niente che non mi deprime e voglio davvero riportare in vita l'idea che avevo di questa città di quando ero in Belgio negli anni '80. Tutti quei diamanti, tutta la felicità. Volevo riportare indietro quell'atmosfera senza essere troppo limitato o sobrio," ha affermato Vaccarello nel backstage. Tutto questo è stato espresso in tagli ancora più scollati del suo solito déshabillé. Una ragazza è arrossita quando il suo top è scivolato verso il basso mentre sfilava, scoprendo un capezzolo alla Gigi Hadid style. La modella si è ricoperta il seno di tutta fretta, ma con il gioco di trasparenze non faceva poi tutta questa differenza.

Anthony Vaccarello autunno/inverno 16

Così è stata la sfilata di Vaccarello (la sua miglior opera sino a ora), un'esplorazione del concetto di ornamento, dai ricami delicati al tono più jazz dei diamanti artificiali, come il bracciale alla Michael Jackson o l'abito di lustrini che ha chiuso la sfilata. "Volevo la libertà. Libertà totale e bellezza e basta," è stata l'affermazione di Vaccarello che diventerà, indubbiamente, il motto delle sfilate di Parigi. Con Suzy Menkes che ha rotto il silenzio su Instagram affermando che "Anthony Vaccarello ci sta ad andare a YSL se Hedi se ne va," le chiacchiere sembrano sempre più fondate ora che a casa Saint Laurent si prevedono cambiamenti. Il lavoro di Vaccarello degli ultimi anni ha sicuramente provato che il designer ha un animo abbastanza francese per diventare il nuovo stilista per il brand più parigino di Parigi e che ha la stoffa per ricoprire il ruolo splendidamente. Per quanto riguarda il glamour della moda parigina degli anni '80, Vaccarello si sentirebbe in paradiso nelle sacre sale della House of Love.

Koché autunno/inverno 16

Con il nostro Fashion Director Alastair McKimm in missione da Anthony Vaccarello, la nostra Senior Fashion Editor Julia Sarr-Jamois ha partecipato alla sfilata di Koché, dove la diversità di Parigi è stata rappresentata alla perfezione. Davanti a un pubblico in piedi nel Passage du Prado nel decimo arrondissement, la designer Christine Kocher ha fatto sfilare lo street style della Parigi urbana con il savoir-faire dello squisita artigianalità della Rive Gauche. Vive e respira le zone che circondano il luogo in cui si è tenuta sfilata, ma allo stesso tempo collabora con l'esperto di piume Maison Lemarié: questo dovrebbe dare un'idea del contrasto da cui nasce la sua estetica. Con un soundtrack urban e un cast misto tra top model e ragazze comuni, la sfilata di Kocher è un omaggio ai tanti volti di Parigi che ama, un'ode che segue il trend lanciato da Vetement: una fusione di alto e basso, lusso e urban style.

Koché autunno/inverno 16

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Mitchell Sams

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