il mondo attraverso gli occhi di william eggleston

Arriva a Londra la mostra dell'uomo che ha cambiato per sempre il modo di concepire la fotografia.

di Clementine de Pressigny
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29 luglio 2016, 10:35am

Untitled, 1974 (Karen Chatham, left, with the artist's cousin Lesa Aldridge, in Memphis, Tennessee) by William Eggleston, 1974 Wilson Centre for Photography ©Eggleston Artistic Trust

William Eggleston nacque nel 1939 a Memphis, Tennessee dove vive ancora oggi. È noto come uno dei fotografi più importanti degli ultimi 50 anni e uno dei maestri dell'arte fotografica. Le sue origini aristocratiche ce lo fanno ricordare come un gentiluomo del sud con un drink e una sigaretta in mano, anche se non ha mai avuto tempo per esaminare a fondo la sua arte esoterica. Eggleston ha spesso concesso interviste con giornalisti tanto sciocchi da poter pensare di riuscire a farsi spiegare cose ci fosse dietro ai suoi scatti. Le spiegazioni con Eggleton non servono.

La prima macchina fotografica di Eggleston fu una Canon Rangefinder, acquistata nel 1957, e da allora non ha mai smesso di fare fotografie. Tra i vari motivi per cui è considerato un pioniere, gli è stato riconosciuto il merito di aver rivoluzionato l'uso del colore nell'arte fotografica. Eggleston, infatti, ha scelto di lasciarsi alle spalle il classico bianco e nero, servendosi del metodo del dye transfer per creare fotografie con colori molto carichi. Ma il talento del fotografo non è sempre stato riconosciuto come lo è oggi: nel 1979, durante una retrospettiva tenuta al MoMa di NY, è stato attaccato dai critici che consideravano il suo materiale banale, il suo stile apparentemente frivolo e l'utilizzo del colore adatto, secondo loro, solo per immagini pubblicitarie. A Eggleston comunque non interessava, anzi, si dispiacque perchè secondo lui i critici non erano in grado di andare oltre all'apparenza, limitati dai preconcetti impressi nelle loro menti. Il fotografo pensava che prima o poi avrebbero cambiato idea sul suo lavoro, ma questo non accadde mai. 

Untitled, c.1975 (Marcia Hare a Memphis Tennessee) di William Eggleston, c.1975 © Eggleston Artistic Trust

Eggleston sostiene di non essere mai alla ricerca di nuovi soggetti, ma che sono i soggetti stessi che si fanno trovare lungo il suo cammino. Ha la capacità di catturare il mondo così com'è: un solo scatto, se è riuscito va bene, se non è venuto bene non importa. Quelle che sono state le influenza della fotografia di Eggleston non possono essere capite subito osservando i suoi lavori, da Juergen Teller e Sofia Coppola a David Lynch e Martin Parr, il fotografo riesce a dare una sua visione personale a ogni.

L'ultima retrospettiva alla National Portrait Gallery di Londra riunisce tutti i ritratti che ha scattato, dall'inizio della sua carriera ad oggi. Lui stesso descrive il suo approccio come democratico, infatti tra le fotografie presenti è possibile ammirare: una bicicletta di un bambino abbandonata, un'insegna di un benzinaio, un freezer colmo di beef pie e gelato e, una donna - magari una sconosciuta, magari no - seduta su di un cordolo color giallo mentre fissa la camera fotografica con uno sguardo minaccioso. Cosa vedeva il fotografo in quel momento? I suoi soggetti sapevano di essere osservati? Cosa succedeva prima e dopo lo scatto e perché ha scelto proprio quel momento? Eggleston non ce lo dirà mai e immaginarlo è parte del piacere stesso. 

Untitled, 1960s di William Eggleston, 1960s © Eggleston Artistic Trust

Untitled, 1965 (Memphis Tennessee) di William Eggleston, n.d Wilson Centre for Photography © Eggleston Artistic Trust

Crediti


Testo Clementine de Pressigny

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