i giovani non cambiano mai

"Per i giovani passare una bella serata significa da sempre stare in compagnia degli amici, ballare e sfogarsi quando se ne sente il bisogno - è quello che vorremo fare tutti".

di i-D Staff
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16 ottobre 2015, 10:52am

Parlare, bere, ballare. Andare nei club, andarsene dai club, spostarsi da qualche altra parte, tornare a casa -- le promesse della notte e la solitudine della mattina successiva. Passi le giornate a pensare alle notti. Vuoi andare dove c'è gente da conoscere e musica da ballare, dove ci sono giovani pieni di vita. È così oggi e, forse, è così da sempre. 

La notte, e il modo in cui la vivono i giovani, è ciò di cui parla We Are the Lambeth Boys di Karel Reisz, uscito nel 1959, proprio quando il movimento dei Teddy Boys stava morendo e poco prima che il movimento Mod sopraggiungesse. Il 13 ottobre il film è stato proiettato assieme a tutti gli altri lavori appartenenti alla serie DocHouse's Rule-Breakers, che unisce 10 film che hanno fortemente influenzato l'arte del documentario. 

Girato nell'estate del 1958 vicino alla Alford House, un club per giovani a Oval, nel sud di Londra, We are the Lambeth Boys era stato sponsorizzato da un brand di auto, Ford, e faceva parte della serie Look at Britain. Quest'ultima includeva i lavori dei collaboratori di Reisz, Lindsay Anderson e Tony Richardson, mostrando le vite della gente comune, ma in un modo completamente nuovo, dimostrando molta empatia nei confronti  dei protagonisti. We are the Lambeth Boys non è una parodia sui Teddy Boys, ma una rappresentazione pungente sui giovani appartenenti alla classe media londinese.

I personaggi principali del film hanno finito la scuola e lavorano. Sono macellai, sarti, ragazzi che lavorano nelle fabbriche. Un tipo lavora per l'ufficio postale, dove "la vita è noiosa" ma "presto guiderà un furgoncino". Per loro avere una vita sociale significa andare nei club per giovani. La cinepresa li osserva e una voce narrante dal tono empatico che scandisce con cura le sillabe commenta le loro vite. Le serate iniziano giocando a cricket e con "i risolini e le chiacchiere" delle ragazze. Tutti si mescolano, tutti parlano - "si fa così", dicono. Si tratta semplicemente di bighellonare in giro, come è sempre accaduto - solo che ora non giochiamo più tanto spesso a cricket nei club. 

La voce narrante ci dice che questa è "la generazione rumorosa, che attira sempre l'attenzione". Il fine ultimo del film è mostrarci, con un po' di umorismo, che l'isteria del Daily Mail è una vera cazzata. È un film che esemplifica l'interesse crescente dei giovani artisti per la vita "di tutti i giorni" negli anni '50, nel Regno Unito. La Seconda Guerra Mondiale era stata vinta ed era stato creato il Welfare State. Tutto ciò, però, non sarebbe stato possibile senza la gente "comune". 

Politicamente e culturalmente, il Regno Unito stava diventando un paese più democratico, e ciò si rifletteva nell'arte. Questa nuova democrazia attaccava la classe borghese e l'aristocrazia che stava lentamente sparendo. Nei teatri "i giovani arrabbiati" come John Osborne e Harold Pinter stavano smantellando le tradizioni per ripartire da zero. La stessa cosa vale per i "Kitchen Sink Painters", un gruppo di giovani artisti come John Bratby. I privilegi del vecchio mondo erano stati abbattuti. Gli artisti britannici stavano (metaforicamente) facendo fuori i propri genitori. Si potrebbe dire lo stesso, anche se con una sfumatura differente, della democratizzazione che interessava il lavoro delle figure radicali degli anni '50, come la femminista e sociologa Viola Klein, l'intellettuale Raymond Williams e il psicanalista D.W. Winnicott. Era un gruppo di persone che lottava per ottenere l'uguaglianza sociale.

We are the Lambeth Boys

fu un prodotto del Free Cinema, un movimento creato nel febbraio 1956 da un gruppo di giovani registi, inclusa Reisz, che credevano nella libertà, nella gente e "nel valore del quotidiano". La dimensione del quotidiano permea il film. I ragazzi parlano di moda, di soldi, di come comportarsi con l'altro sesso e della pena di morte. I ragazzi fanno attenzione tanto al loro look quanto alle ragazze: una buona giacca costa 15 ghinee e durerà ben 8 mesi. E per quanto riguarda le uscite, un tipo dice che se una ragazza vuole andare a ballare deve pagare lei, perché lui non lo farà. L'uguaglianza prima di tutto! 

I giovani vogliono farsi notare. C'è una scena in cui i Lambeth boys vanno a Mill Hill nel nord di Londra per giocare a cricket, nuotare, per poi tornare a sud a bordo di un camion. Cantano "We are the Lambeth boys" mentre tornano in città. Notano una donna ben vestita e urlano "Oi, Sabrina!" "Quando i ragazzi passano per il West End, il West End si ricorda per un po' di loro" dice la voce narrante. "Ed è questo che vogliono i ragazzi". Sono ragazzi del ceto medio che vogliono farsi conoscere in città. Sembra che la città gli desse la libertà di farlo alla fine degli anni '50, quando stava nascendo la società democratica, mentre sembra invece tutto più difficile ora, in una Londra divisa, in cui domina l'ineguaglianza. 

Il film sembra descrivere molto bene l'anatomia delle nottate passate fuori, risultano stranamente contemporanee, anche se il modo di ballare negli anni '50, con i passi di danza già prestabiliti, è ben diverso da come balliamo oggi nei club. Ma questo non ci impedisce di rivederci un po' in questi ragazzi. "Essere giovani al mattino è diverso dall'essere giovani di notte. Per un semplice motivo, non c'è più la folla attorno a noi," sentenzia la voce narrante, mentre la cinepresa segue alcuni dei protagonisti del film. Mentre i ragazzi lavorano, la voce ci dice che "durante l'orario di lavoro si accumulano tutti i pensieri sulla notte - pensieri piacevoli, forse, o inquietanti" - inquietanti perché esiste la violenza delle gang in quell'area e spesso ci sono delle risse. 

Più avanti il film ci porta in un club per giovani durante una serata. "Una bella serata inizia con una chiacchierata, e si conclude ballando" ci dicono, e possiamo osservare i protagonisti mentre ballano, escono assieme, si guardano attorno, e poi ballano e poi, quando il club chiude alle 22 o alle 22.30, mentre se ne vanno al Tony's Fish Bar - l'equivalente di un kebab del 1950 - per comprare un po' di patatine o un pasto completo. La gente del posto si lamenta dei ragazzi che vanno in giro ma, come sottolinea la voce narrante, "le strade son più trafficate ora, e ci sono più luci, più persone." 

Mentre si leva il fumo delle sigarette, le patatine finiscono, le danze proseguono, il film ci congeda con una grande verità, sempre attuale:

"Per i giovani passare una bella serata significa da sempre stare in compagnia degli amici, ballare e sfogarsi quando se ne sente il bisogno - è quello che vorremo fare tutti". 

Crediti


Testo Oscar Rickett
Foto su gentile concessione di BFI National Archive

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