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la svolta musicale di wolfgang tillmans

Incontriamo il vincitore del Turner Prize per capire le motivazioni che lo hanno spinto a questo cambio improvviso di carriera e farci raccontare come e' nato il suo terzo EP.

Felix Petty

In un anno di sconfitte politiche e disordini sociali - per cui Tillmans stesso si e' attivamente schierato - abbiamo assistito ad una vera e propria illuminazione con la sua sorprendente svolta musicale.

La sua passione per la musica non e' cosa recente, ne ha parlato lui stesso fin dalle primissime collaborazioni con i-D negli anni '90. Ma quest'estate Tillmans ha sorpreso tutti lanciando un vero e proprio EP, Make It Up As You Go Along. Il primo pezzo e' un classico house 4/4 dai toni caldi. Più' che di svolta musicale forse dobbiamo parlare di un ritorno alle origini. Parte del lavoro infatti e' stato recuperare dei pezzi composti anni fa dalla sua band new wave, quando era adolescente in Germania e il suo miglior amico era Bert Leßmann. In un certo senso Wolfgang ha annunciato al mondo una nuova carriera, creando un ponte lungo 30 anni. Guardando al futuro ma anche recuperando il passato, i due lati dell'EP rappresentano proprio questa fusione temporale. Un titolo perfetto avrebbe potuto essere tratto dalle ballate di William Blake: Songs of Innocence and Experience. Il nuovo Wolfgang esprime una gioia ed un entusiasmo adolescenziale in questo suo nuovo progetto.  

Il secondo pezzo, Device Control, e' un martello techno che e' stato incluso anche in Endless, il visual album che ha preceduto il grande ritorno di Frank Ocean.

Lo abbiamo incontrato per parlare della sua musica e della sua band, che si chiama Fragile, e abbiamo discusso di come la musica possa ancora essere politica. Ad esempio Warm Star, l'ultima traccia dell'album, e' una canzone d'amore che Wolfgang ha composto durante la sua campagna politica anti-Brexit.  

Ecco cosa ci ha raccontato dopo la serata di inaugurazione.

Hey Wolfgang, come stai?
Sto bene. Sono appena tornato a Berlino dopo il lancio del nuovo album e film a Londra. Viaggio molto ultimamente. 

Come e' andata?
Benissimo! Sono sempre preoccupato che non venga gente, invece la galleria era piena. C'era un'atmosfera piacevole, ho sentito il supporto delle persone che hanno partecipato.

Ti piace essere un frontman e avere una band? Come ti senti durante le performance?
Questa estate abbiamo partecipato al Fire Island Performance Festival e abbiamo suonato alla Union Pool a Brooklyn - una location molto piccola e intima. Onestamente non avevo mai pensato di suonare dal vivo. Fino a poco tempo fa non avrei mai accettato di farlo. 

Ti e' piaciuto esibirti dal vivo?
Non direi proprio che sia stato naturale, ma mi sono sorpreso nel non sentirmi completamente alieno sul palco. Non e' poi molto diverso dal tenere una conferenza, soprattutto perche quando parlo in pubblico cerco di essere coinvolgente. L'unica differenza e' che con la band devo cantare intonato e tenere il ritmo.  

Che tipo di reazioni ci sono state quando hai deciso di proporti come musicista?
C'e' sempre una tendenza naturale nel criticare le persone che decidono di affrontare un cambio drastico in campo creativo. Anche io mi sono dimostrato spesso critico nei confronti di altri artisti. In realta' nessuno si e' posto il problema di legittimare quello che stavo facendo e questo mi ha reso felice. La gente ha pensato che il mio cambiamento fosse naturale, dato che sono stato coinvolto in molti progetti musicali fin da quando ero ragazzo.

E la musica e' piaciuta?
Sono contento che non abbia fatto schifo! Certo nessuno me lo avrebbe detto in faccia. Normalmente preferisco ascoltare delle critiche piuttosto che elogi, e mi ha fatto piacere ricevere delle critiche molto costruttive, non superficiali. 

Eri nervoso quando hai lanciato il primo EP?
Sono stato molto fiducioso perche la forza e le motivazioni di questa svolta musicale sono reali, non ho deciso di fare musica perche non avevo niente di meglio a cui dedicarmi. Per me e' stato un tornare alle origini, quando ero ragazzo, e ho sempre voluto ripercorrere quei passi. Ma ero nervoso al pensiero di dovermi esibire dal vivo. Nei primi due dischi la produzione e' stata completamente elettronica, ed erano inclusi anche dei pezzi di 30 anni fa, il che mi dava un senso di sicurezza. Ma questo nuovo EP, il coinvolgimento di una band, il video e la performance dal vivo, mi e' sembrato di oltrepassare un confine. 

Dopo il lancio del primo EP avevi gia' deciso di continuare oppure e' successo naturalmente? 
Non ho mai pensato di smettere dopo il primo EP. Avevo gia' molto materiale su cui lavorare, anni e anni di idee e strofe scritte su taccuini sparsi. Ad esempio la canzone Warm Star che si trova in questo ultimo EP dice 'What is lost is lost forever' -- una strofa che ho scritto due anni fa e che ho incluso nella canzone lo scorso gennaio, alla fine l'ho usata anche come slogan per la mia campagna anti-Brexit.

Da dove viene la tua ispirazione?
Sono molto interessato alla lingua e l'uso delle parole. E' una direzione di ricerca che mi ispira molto e che voglio approfondire. 

Canti anche in tedesco?
In certi ambienti il tedesco e' considerato una lingua cool, ma per la mia generazione cresciuta in Germania e' tutto tranne che cool. La situazione e' cambiata solo con l'imporsi della Neue Deutsche Welle negli anni '80, allora la gente ha ripreso a parlare tedesco. Credo non debba rinnegare la mia lingua. Ci sono espressioni bellissime in tedesco, e' la lingua con cui sono cresciuto, anche se da 25 anni mi considero bilingue. Molte persone sono particolarmente attratte dalla canzone in tedesco di questo EP, effettivamente ho un modo diverso di intonare il suono se canto in inglese o tedesco, forse mi si addice di piu' la mia lingua madre?  

Di cosa parla quella canzone?
E' una canzone degli anni '60 - del movimento cristiano protestante - parla di ineguaglianza. E' molto potente il modo in cui si schiera. 

Puoi tradurre il testo della canzone? Scusa il mio tedesco e' pessimo.
Si, dice: 'Sarebbero contenti i sovrani e i padroni se tutto rimanesse sempre identico, e la giustizia fosse possibile solo dopo la morte, e la schiavitu' dei poveri potesse esistere per sempre.'

Perche hai deciso di mischiare dei tuoi pezzi degli anni '80 con del materiale piu' recente?
Anni fa avevo registrato una cassetta che a dir il vero non ho piu' ascolto per 25 anni. Non ho piu' voluto fare musica quando e' finita la collaborazione con il mio amico Bert, ho perso fiducia in me stesso quando se ne e' andato a vivere in un'altra citta'. Ero veramente triste e mi sono immerso nella fotografia. 

Mi interessano sempre le motivazioni che ci muovono; se oggi sento qualcosa e' perche' viene in qualche modo dal passato, ci sono sentimenti che riemergono e riaffiorano. Spesso mi chiedo, dove era questo sentimento che provo ora? Niente viene dal nulla. Credo molto nella mia memoria adolescenziale. Ci sono ricordi confusi ovviamente, ma e' stato un momento di grande energia, e a volte quando ritrovo del materiale scritto in quegli anni sento che ha una forza rilevante per me ancora oggi. Ho un taccuino pieno di strofe scritte nel 1986, e lo guardo spesso perche e' affascinante ritrovare una versione di me stesso.

Perche' hai deciso di riprendere il tuo percorso musicale quest'anno?
E' stato due anni fa. Improvvisamente ho sentito di voler tornare a fare musica, cosi ho ripreso a fare il DJ e ho sentito che c'era qualcosa di molto coerente e rilevante in questo nuovo approccio. Ho fatto un DJ set al Panorama Bar preparandomi in modo molto accurato, ci ho messo molta energia ed entusiasmo.

Sono interessato all'immateriale, e i diversi modi in cui lo si puo' distribuire. Normalmente la mia arte e' legata ad oggetti esposti in gallerie d'arte, c'e' un elemento fisico determinante, invece la musica ha un aspetto molto piu' immediato -- la performance, le parole -- che credo sia oggi piu' rilevante ed un mezzo piu' idoneo per esprimermi. 

Parlando di distribuzione, il "visual album" e' un modo contemporaneo di condividere musica, ci sono state molte collaborazioni nel 2016.
Per me non e' stato un seguire le orme di colleghi piu' famosi di me. All'inizio volevo solo realizzare due video, poi in fase di editing ho capito che avevamo parecchio materiale, un lungo video completo per tutto l'EP e ho visto il progetto nella sua totalità'. Inoltre la possibilita' di lanciarlo e renderlo fruibile su YouTube e' incredibile, sento di potermi esprimere in modo molto diretto. 

Ci vuoi raccontare qualcosa della tua band?
Mi piace collaborare con persone diverse, mi sono sorpreso di sentirmi a mio agio anche con membri della band che non avevo mai conosciuto prima. Il mio chitarrista Juan Pablo mi aiuta sempre a cercare nuovi spazi per fare le prove e spesso facciamo insieme scouting di nuovi musicisti, e' come organizzare degli appuntamenti al buio. Devo ringraziare tutti i collaboratori che mi incoraggiano e sostengono. Juan Pablo Echeverri, Jay Pluck, Kyle Combs, ce ne sono molti, Tom Roach, Daniel Pearce, Tim e Klaus Knapp, che sono i proprietari dello studio dove registriamo. Sono grato a tutti loro per aver debellato le mie paure e preso le mie idee sul serio. Normalmente la mia arte nasce in solitudine, invece registrare un album presuppone la collaborazione di tante persone diverse, in cui ognuno dipende dall'altro. Mi sento molto piu' libero in questo nuovo processo creativo collettivo.  

In questo EP si sente molto la forza della band. Avete prodotto la maggiorate delle musiche a Fire Island giusto?
Abbiamo scritto li quattro dei sei pezzi nell'arco di tre mesi. Poi abbiamo registrato a New York, dove abbiamo coinvolto anche un violinista e un sassofonista. La canzone in tedesco invece l'abbiamo registrata a Fire Island. Quella canzone rispecchia benissimo il mio approccio alla fotografia. Anche in musica credo non sia possibile riprodurre tutto, ci sono elementi che devono rimanere completamente spontanei.  Tutto il mio lavoro e' basato sul trovare un equilibrio tra controllo e spontaneità'. Questo fa parte della vita, e' la vita. Cosi cerco sempre di registrare le nostre performance live. Device Control ad esempio e' stata creata una mattina in cui l'ho cantata nel mio iPhone. Poi non ho piu' voluto ricantarla in studio, ho voluto mantenere i toni spontanei e naturali di quel momento. Ho voluto preservare la realta' di quell'attimo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti in ambito musicale? 
Il nuovo progetto si chiama Playback Room ed e' nato a Berlino nel locale Between Bridges, dove ho installato una stanza d'ascolto, in cui si puo' apprezzare musica in un ambiente protetto come se fosse una mostra d'arte. 

L'anno prossimo, in occasione della mia mostra alla Tate Modern a Londra, portero' anche il progetto della Playback Room invitando il duo inglese Colourbox. Per nove giorni occupero' anche lo spazio sud della Tate con una installazione site specific in cui suoni e musica saranno protagonisti. 

Tra pochi giorni invece, il 30 dicembre, saro' al Berghain per la prima volta come DJ. Sono abbastanza nervoso perche la mia sessione durera' due ore e mezza.  

E' fantastico.
Si, credo sara' qualcosa di molto speciale. 

Crediti


Testo Felix Petty