chanel vs chanel: la lotta per l'account instagram @chanel

L'iconica casa di moda francese combatte contro una ragazza di 20 anni di Vancouver. Chi vincerà?

di Alice Newell-Hanson
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08 gennaio 2016, 11:51am

via @chanel

Ti chiami davvero Chanel? Forse è il momento di cambiare il nome della tua attività. A settembre, la casa di moda francese ha iniziato una causa contro Merrillville, proprietaria di un salone dell'Indiana, Chanel Jones, sostenendo che con la sua attività, Chanel's Salon, avrebbe infranto il copyright della storica casa di moda — ed è quanto ha decretato anche la corte dell'Indiana a dicembre.

Chanel 1: Donna dal nome Chanel 0.

Ora, The Fashion Law sostiene che le sentinelle di Karl Lagerfeld potrebbero aver trovato un'altra sospettata. Chanel Bonin è una ragazza di 20 anni che vive a Vancouver, e che secondo il suo Tumblr ama "la moda eccentrica e i pipistrelli." È anche la proprietaria dell'account Instagram @chanel, con quasi 40,000 follower. (Chanel il brand, che ha cominciato a postare dal 2014, continua a rispondere al nome di @chanelofficial.)

Nelle scorse due settimane il profilo di Chanel è stato misteriosamente disabilitato, cosa che come ha fatto notare The Fashion Law, potrebbe significare un accordo del brand di moda con Instagram. Secondo le direttive del social, "postare contenuto che viola i diritti di altri, compreso il copyright"  è inaccettabile. 

Il profilo della Chanel di Vancouver è ricco di selfie e vestiti con pipistrelli, ma includeva anche due immagini che riportano il logo del brand, e molti dei seguaci hanno commentato mostrandosi confusi, non capendo se la ragazza fosse in qualche modo legata al brand francese.

Mentre @chanel è tornato online la notte scorsa — "Pensavo di aver perso tutto ma l'account è stato riattivato e ne sono sollevata," ha detto Bonin — misteriosamente, le immagini col logo di Chanel sono scomparse...

Con nomi come Chanel (Iman) e Gucci (Mane!) che stanno diventando sempre più popolari, c'è da chiedersi fino a che punto i brand di moda possano rivendicare la loro proprietà intellettuale. Secondo Lexology, il caso Chanel "è un promemoria del fatto che gli individui non hanno il diritto di usare il proprio nome personale per scopi commerciali. Ci sono moltissimi esempi di questo comportamento avvenuti nel corso degli anni che riguardano brand celebri."

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson

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