backstage chronicles: come nasce il concept di una sfilata

Siamo stati nel backstage della s/s 2020 di M1992 insieme a Dorian Tarantini e Michele Magnani per capire meglio come moda e make-up dialogano nella contemporaneità.

di Creato in collaborazione con MAC; foto di Axel Swan
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25 giugno 2019, 11:40am

Viviamo un momento storico che ha fatto del revival la sua cifra stilistica, pescando a piene mani dai decenni passati, reinterpretandoli e dando loro nuova forma alla luce della contemporaneità. Guardare a chi eravamo ieri per scoprire chi saremo domani: questo il fil rouge di tutte le collezioni M1992, il brand di Dorian Tarantini, che già dal nome rende chiaro tale meccanismo. Come ci aveva raccontato lui stesso agli albori del brand, infatti: “Il 3 ottobre 1992 Sinead O'Connor contesta il Papa e ne straccia la foto pubblicamente durante una diretta televisiva. Quel giorno segna anche i 500 anni dalla scoperta dell'America e il 200esimo anniversario dal completamento della scultura Amore e Psiche del Canova. Ecco, M1992 è il risultato di questi 200 anni di declino, rivoluzione e progresso insieme. Un non-luogo dove vengono messe in scena virtualmente le interpretazioni del mio quotidiano, del mio passato e del futuro.” La nuova collezione Primavera/Estate 2020 di M1992—che ha debuttato sabato scorso in passerella e di cui vi mostriamo qui le foto backstage scattate da Axel Swan—parte ancora una volta da qui, declinando il forte immaginario anni ‘90 del brand alla luce delle dinamiche di sovraesposizione mediatica imposte da internet e social network: flash, paparazzi, attitudine da red carpet e uno tsunami di selfie.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Un’analisi così lucida dell’importanza dell’autorappresentazione di sé per la contemporaneità non poteva prescindere da MAC Cosmetics, leader mondiale del make-up professionale che da oltre 20 anni lavora nei backstage della Milano Fashion Week al fianco dei maggiori brand. Michele Magnani, direttore creativo di MAC Cosmetics, insieme al suo team ha realizzato l’intero make-up della collezione s/s 2020 di M1992. Due i punti fermi: la cravatta e le labbra. La cravatta che rappresenta simbolicamente l’universo maschile più tradizionale, legato all’immaginario dell’uomo che tutte le mattine si reca in ufficio e tutte le sere torna a casa. Ma Dorian prende questo accessorio iper conservatore e lo stravolge: partendo dalle cravatte create in collaborazione con Marinella, rivoluziona il concetto a cui rimanda il capo, usando le stampe d’archivio del brand, ibridandole con inserti gotici e applicandole a ogni outfit della collezione, formale o informale che fosse. Un cambiamento estetico dall’impatto talmente forte da stimolare una rivoluzione mentale e, idealmente, sociale, superando un certo tipo di rappresentazione della mascolinità.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Perché, che lo vogliate o no, l’abito fa il monaco, ma nel senso più positivo del termine: l’espressione di sé, della propria interiorità e personalità nell’epoca contemporanea—ma anche in passato—passa necessariamente attraverso una serie di scelte estetiche, dal make-up all’abbigliamento. E il secondo punto fermo di questa stagione per M1992 sono infatti le labbra. Qui che entra in gioco MAC Cosmetics, con il suo meraviglioso rossetto lucido color corallo applicato sul viso di tutte le modelle. Il collegamento è immediato: Capri, anni ‘90, sole, spiaggia, ombrelloni desaturati, caffè e sorrisi incorniciati dalla tonalità corallo appunto. Un colore e nient’altro: il concetto di bellezza che MAC Cosmetics vuole promuovere è strettamente legato all’espressione dell’identità, che si concretizza in un make-up minimale, leggero, per fare emergere ciò che la donna vuole esprimere, dire, sussurrare o gridare. Viviamo un momento storico di revival, è vero, ma anche di presa di coscienza e di cambiamenti dei ruoli di genere legati alla rappresentazione del femminile attraverso i social; temi che uniscono M1992 e MAC Cosmetics in un’unica essenza.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Per capire meglio come tale collaborazione abbia preso forma, abbiamo quindi incontrato sia Michele Magnani che Dorian Tarantini.

Gloria Maria Cappelletti: Parliamo dell'evoluzione del concetto di bellezza. Come direttore creativo di MAC Cosmetics il focus del tuo lavoro è proprio l'interpretazione di mutazioni estetiche. Quindi cos’è per te la bellezza contemporanea?
Michele Magnani: Nel corso degli anni la bellezza ha subito diverse trasformazioni, c'è stata proprio un'evoluzione: mentre negli anni '90 cercavamo una bellezza makeover, focalizzata su più parti del viso, siamo arrivati oggi a scremare, togliere gli orpelli per rappresentare una donna che abbia una propria identità, che possa giocare col make-up, che possa trovare la propria sicurezza attraverso l'applicazione del make-up e soprattutto che non sia più legata agli stereotipi del passato.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Gloria Maria Cappelletti: Da quanti anni sei il direttore creativo di MAC Cosmetics?
Michele Magnani: Quasi dieci anni, ma lavoro in MAC Cosmetics da 18, quindi una grande parte della mia vita è stata dedicata al mondo della bellezza. Anche io ho subito una grande trasformazione, soprattutto nell'interpretazione del mondo del beauty. Mi diverto sempre di più nel mio lavoro, perché l'oggi è sempre una rivoluzione, è la parte più magica ed emozionante. La donna contemporanea, anche con l'utilizzo dei social, ha cambiato l'approccio al make-up, sperimenta di più, prende ispirazione da quello che vede in rete e non vuole sembrare qualcuno ma essere solo se stessa. Credo sia questa la più grande rivoluzione di oggi.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Gloria Maria Cappelletti: Lavorare su estetiche contemporanee significa rielaborare costantemente un concetto di bellezza in perenne evoluzione. La collezione M1992 rappresenta un sentire contemporaneo partendo da stilemi o dettagli classici, che vengono completamente reinterpretati. Quali sono i temi che avete sviluppato per questa collezione specifica?
Dorian Tarantini: Per questa collezione abbiamo condotto un’indagine sulle conseguenze della sovraesposizione mediatica, e abbiamo voluto interpretare questo stato d'animo. In passerella vedrete personaggi che sono come reduci da eventi mondani, legati a una sorta di celebrità metafisica: nelle nostre sfilate ci piace sempre presentare tipologie di persone molto diverse tra loro, viste con un occhio generazionale e tutti caratterizzati immediatamente dai capi che indossano; dal ragazzo "fighetto" in giacca e cravatta Marinella con la villa a Capri, fino al punk, al grunge, passando per il nerd e il teddy boy; tutti fenomeni legati alla celebrità, a MTV, a un immaginario anni '90 come il nostro brand, infatti la collezione si chiama M1992. La parte tailoring è fondamentale, perché si tratta di uno stile formale reinterpretato per occasioni che non devono necessariamente essere reali, anche digitali o metafisiche.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Gloria Maria Cappelletti: Quindi come avete sviluppato il concetto di bellezza e lo studio del make-up per questa collezione pseudo metafisica?
Dorian Tarantini: Michele ha un background legato alle sottoculture e a momenti che sono molto presenti nell’immaginario di M1992. La nostra è una sfilata co-ed, con ragazzi e ragazze: per la donna abbiamo puntato sulle labbra; labbra lucide color corallo spento, che rimanda alle estati italiane del Mediterraneo, però interpretare da una visione esterna, come se un extraterrestre vedesse cosa succede a Capri durante le vacanze, applicando una sorta di filtro che rende il tutto molto contemporaneo. Anche per i ragazzi viene usato il make-up, ed è fondamentale, ma in una versione light, che accentua la loro freschezza o non-frescezza, perché make-up vuol dire anche questo.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Gloria Maria Cappelletti: Perchè avete scelto di puntare l'attenzione sulle labbra?
Michele Magnani: Per me è stata una scelta determinata dai suggerimenti che mi hanno dato gli stilisti, con i quali l'incontro è fondamentale perché sono loro a indicarmi quello che è importante fare emergere in passerella. Io metto a disposizione la mia expertise, la mia sensibilità nell'interpretare delle volontà, per accompagnare e rafforzare il messaggio della sfilata. Per me mettere in primo piano il dettaglio delle labbra significa dare voce a una donna che oggi ha voglia di dire la sua, che non ha bisogno di mascherarsi attraverso il make-up, ma di alleggerire il tutto giocando con un colore sulle labbra che le dia la possibilità di essere ascoltata e di esprimere la sua sensualità, come anche l'unicità, la personalità e tutto quello che sta dietro all'universo femminile.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani

Gloria Maria Cappelletti: Il corallo è un organismo vivo e pulsante, cosa rappresenta e perché l'avete scelto come colore?
Dorian Tarantini: Living Coral è il Pantone dell'anno. È stato il risultato di un gioco: abbiamo immaginato una vacanza a Capri, popolata da queste donne piene di energia e solarità, forti e sicure di sé anche grazie al corallo. Si tratta inoltre di un colore che valorizza ogni donna, è un po' un passe partout per l'estate, lo usano dalle donne più mature alle ragazze, quindi è anche un messaggio di libertà sconfinata nell'approccio al make-up.

Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani
Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani
Backstage M1992 con intervista a Michele Magnani
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Crediti


Intervista di Gloria Maria Cappelletti
Fotografia di Axel Swan

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