Fotografia di Alma Libera Uggeri

il rinascimento romano passa attraverso la musica sperimentale dei salò

Da Pasolini e le sue 120 giornate di Sodoma all'eccesso di 4 folli musicisti, Salò continua a essere un'entità multiforme di cui qui vi raccontiamo le ultime peripezie.

di Benedetta Pini
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20 giugno 2019, 9:40am

Fotografia di Alma Libera Uggeri

"Tutto è buono quando è eccessivo!"

A dirlo è il Vescovo di Salò o le 120 giornate di Sodoma. Eccesso che sfonda le barriere del quotidiano e vi irrompe in modo irreversibile. Dopo il suo passaggio niente sarà più riconducibile all’ordine della normalità. Portato all’estremo da Pasolini nel 1975, nel film sfociava in una "follia della messa in scena" (come la definisce Serge Daney) che mirava a provocare, disturbare e rivoluzionare le dinamiche di potere vigenti.

Salò fu un film fortemente discusso, che, come disse Livio Garzanti, costituì "l’ultima sfida della censura." Una sfida complessa vinta infine da Pasolini, che con il suo film—e in generale con le sue opere—fece crollare le rigide barriere della censura italiana e tentò di avviare un processo di rinnovamento sociale, politico e culturale.

In questo quadro di subbugli e rimestamenti sociali, Salò rappresentò agli occhi della censura la componente di eccesso che stravolge i connotati del reale. Non è quindi un caso che ora una super romana di musicale sperimentale romana si chiami proprio Salò. I suoi membri sono Emiliano Maggi, Toni Cutrone, Giacomo Mancini e Stefano Di Trapani, che con le loro performance irrompono nell'intrattenimento artistico contemporaneo e lo trasformano in qualcosa di completamente diverso e nuovo, trasportando chi osserva in un mondo parallelo, dove vigono regole opposte a quelle a cui siamo abituati.

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Dopo il loro memorabile debutto a Roma, ora Emiliano Maggi, Toni Cutrone, Giacomo Mancini e Stefano Di Trapani sono pronti a conquistare la curiosa Milano, sempre aperta ad accogliere i nuovi progetti che riescono a emergere per la loro forte personalità e trovare uno spazio in cui esprimersi. Niente che i Salò non abbiano, ed è infatti stato un successo.

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E così lo scorso venerdì 14 giugno l’NFQ di Milano—il nuovo spazio polifunzionale di Fabio Quaranta e NERO—ha ospitato i Salò per mettere in moto la seconda tappa del nuovo Rinascimento Romano "sognante e decadente," come i Salò stessi lo definiscono e di cui sono orgogliosi portavoce. Ovviamente non si è trattato di un semplice live. Ai sound noise si sono mischiati a scenari psichedelici, simbolismi mitologici, ritualità, costumi barocchi e iconografia rurale, il tutto immerso in un’atmosfera fiabesca, onirica e ipnotica resa tale anche dalla scenografia, i cui tessuti sono stati forniti da Gucci. Difficile descrivere una performance così eccessiva e travolgente: lasciamo che siano le foto a parlare.

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Altro progetto che ha preso forma all'interno degli spazi NFQ, per mano di Fabio Quaranta, è Urania. Qui ce lo racconta nel dettaglio:

Crediti


Testo di Benedetta Pini
Fotografia di Alma Libera Uggeri

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