Fotografia di Mitchell Sams per Marc Jacobs

la collezione marc jacobs s/s 18: un colorato viaggio verso mete ignote

Ciabattine da piscina, boa di piume sintetiche e turbanti possono essere indossati solo in vacanza, no?

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set 15 2017, 10:33am

Fotografia di Mitchell Sams per Marc Jacobs

Questo articolo è originariamente apparso su i-D US

Marc Jacobs fa magie quando disegna abiti pensando alle donne che l'hanno ispirato. Ci riferiamo a donne come Miss Havisam [personaggio letterario del romanzo Grandi Speranze di Charles Dickens ndt], Edie Beale e Zsa Zsa Gabor. Donne eccentriche, le cui aure mistiche si intrecciano a una certa malinconia, quando non tragedia. Donne che riescono a malapena a tenersi strette le loro mise sfavillanti, come le afflitte attrici della sua sfilata s/s 16. E le eroine di questa stagione si riallacciano proprio a questo mood: sembrano sospese in un'eterna vacanza di lusso.

Avanzando con aria regale nell'immenso spazio del Park Avenue Armory, le modelle hanno sfilato lontane l'una dall'altra, nel silenzio più totale. Non c'era musica, nessuna colonna sonora ha trasportato gli spettatori nelle esotiche mete per cui le donne in passerella sembravano vestite. E se la vacanza fosse solo nelle loro menti?

La prima parte di look era pensata come fantasioso guardaroba per la montagna. C'erano parka in nylon color giallo limone, PVC semitrasparenti e tessuti sintetici per l'outdoor. Teoricamente, un'inno alla praticità. Concretamente, le forme oversize dei capispalla abbinati a pantaloni a cavallo basso in seta e gonne con paillettes rendevano gli outfit poco adatti per un weekend in baita. Anche le borse oscillavano tra praticità e stravaganza, andando da comodi zaini sportivi multicolore a enormi borsoni in pelle. Le calzature erano decorate da frange e pietre, il cui rumore sul pavimento in legno era chiaramente udibile, così come quello dei boa in pelliccia ecologica e finta piuma.

La seconda parte del viaggio ha invece avuto luogo in quella che avrebbe potuto essere Capri, o Palm Springs. Le atmosfere ricordavano quelle anni '60 di Pucci: le modelle indossavano calze coprenti à la Verushka e abiti con stampe caleidoscopiche. Una sorta di fantasia alla Slim Aarons che riappariva ciclicamente mentre facevano la loro comparsa elementi più moderni: ciabattine in plastica (con decorazioni), borse in nylon e morbidi pantaloni in satin.

Bella Hadid, apparsa sulla passerella con una decisa linea di eyeliner, un turbante e una tuta da sci intera, sembrava una principessa che ha appena fatto le valigie per la sua prima settimana bianca. Proprio i turbanti sono stati il punto di forza dei look finali, realizzati dal modista Stephen Jones in tessuti e forme diverse, e decorati con spille gioiello. Erano "ispirate al leggendario look di Kate per il Met Ball," come si legge nel comunicato della sfilata, ma anche alla recente apparizione in pubblico di Sofia Coppola con questo copricapo. E mentre riportavano alla mente Kate Moss in un Marc Jacobs dorato, i turbanti hanno anche evitato che la fantasia prendesse il sopravvento: il foulard di Little Edie nella sua danza più famosa, o quello di Gloria Swanson in Sunset Boulevard.

La collezione si fregiava dell'ambiguo titolo "Somewhere" [da qualche parte]. La linea tra fantasia e realtà poco definita, di proposito. Ma erano gli abiti stessi a stimolare l'immaginazione. Nel silenzio, si udivano anche i suoni più impercettibili.